La programmazione di Fuori Orario dal 27 settembre al 3 ottobre

Domenica 27 settembre 2020

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

presenta

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I CORSI DI CINEMA AUTUNNALI SCUOLA SENTIERI SELVAGGI

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CINEMA SUL FONDO 2

da una idea di Ciro Giorgini ed enrico ghezzi (7) 

a cura di Paolo Luciani

Sono centinaia i film italiani del periodo 1929/1945 considerati perduti, scomparsi, non ancora individuati. Le condizioni oggettive di deperibilità e difficoltà di conservazione di copie e negativi, si sono unite alle ventate di rimozione (culturale, critica, storica, politica…) che si alzarono impetuose ed immediate nei giorni della Liberazione. Ci sono voluti alcuni decenni prima che si risvegliasse una attenzione nei confronti di “quel cinema”; anche in questo caso, va attribuito alla nuova o giovane (…di allora…) critica italiana il merito di averlo considerato in maniera del tutto originale

Fin dalla sua nascita, la Rai ha rappresentato una delle possibilità maggiori di fruizione di questo cinema; oltre ad avere la disponibilità di decine e decine di titoli, via via diversi anno dopo anno, secondo la logica dei diritti tv, si è spesso impegnata nella ricerca, restauro e promozione di titoli importanti del periodo 1929/1945, collaborando attivamente con studiosi e cineteche. In particolare, questa funzione è stata assolta da Fuori Orario; CINEMA SUL FONDO, nasce alcuni anni fa da questa esigenza e dalla passione di Ciro Giorgini con enrico ghezzi.

Al lavoro ci CINEMA SUL FONDO si deve   ad esempio il ritrovamento di un titolo considerato scomparso come LA STELLA DEL CINEMA, che volutamente abbiamo scelto per inaugurare questa ripresa del ciclo.

Riprendiamo quindi questo progetto con la speranza di poter contribuire a tenere alta l’attenzione su questo segmento importante della storia del nostro paese.

IL NEMICO

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21st!
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(Italia, 1943, b/n, dur., 79’11”)

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SCUOLA DI CINEMA: OFFERTA PER I LAUREATI DAMS e altri per la SPECIALIZZAZIONE

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Regia, soggetto e sceneggiatura: Guglielmo Giannini; fotografia: Vincenzo Seratrice; assistente operatore: Marcello Gatti; montaggio: Gabriele Varriale; scenografia Alfredo Montori; musica: A. Dolani e Mario Ruccione; produzione: Colamonici e Montesi per la Cines – Juventus Film realizzata a Cinecittà

Con: Evi Maltagliati, Luigi Pavese, Paola Borboni, Adolfo Geri, Guido Notari, Stefano Sibaldi, Marcello Giorda,

In una lussuosa villa di campagna avvengono due omicidi, l’uno a breve distanza dall’altro. La polizia interviene e l’ispettore che indaga sul duplice delitto rinviene un microfono collegato con una radio trasmittente occultato in un pianoforte. Il colpevole è un membro della famiglia che vive nella villa e che appartiene ad una organizzazione spionistica; infatti trasmette ad una potenza straniera dati importanti sulla difesa nazionale… Il primo dei tre film che Guglielmo Giannini gira nello stesso anno, il 1943. Giornalista, scrittore, commediografo, appassionato di cinema e letteratura popolare (in particolare il genere giallo, di cui sarà uno dei “padrini” nel nostro paese), Giannini fu protagonista dell’avventura politica dell’Uomo Qualunque, movimento che nel dopoguerra, alle elezioni del 1946, portò 30 rappresentanti all’Assemblea   Costituente.

GRATTACIELI

(Italia, 1943, b/n, dur., 68’53”)

Regia e sceneggiatura: Guglielmo Giannini, dalla sua commedia omonima; fotografia: Vincenzo Seratrice, assistente operatore: Marcello Gatti; montaggio: Gabriele Varriale; musica: Mario Ruccione; scenografia: Alfredo Montori; produzione: Cines – Juventus Film realizzata a Cinecittà

Con: Renato Cialente, Luigi Pavese, Vanna Vanni, Elena Maltzeff, Guido Notari, Yvonne Giannini, Paolo Stoppa

All’ultimo piano di un grattacielo di New York una festa tra amici si trasforma in tragedia; uno di loro, ubriaco, nel tentativo di abbracciare una ragazza, perde l’equilibrio precipitando nel vuoto. Le indagini della polizia fanno emergere alcuni torbidi legami tra i partecipanti, con le minacce che il malcapitato aveva ricevuto, per di più avvalorate dai segni di un’aggressione precedente la caduta. Le accurate indagini dell’Ispettore Pietro Stoll (Luigi Pavese) faranno luce sul caso.

 

Venerdì 2 ottobre 2020

presenta

Il pre-sentimento della Storia

a cura di Lorenzo Esposito

MIRACOLO A SANT’ANNA                    

(Miracle at St. Anna, Italia/USA col., 2008, 155’)

Regia: Spike Lee

Con: Derek Luke, Michael Ealy, Laz Alonso, Omar Benson Miller, Valentina Cervi, Pierfrancesco Favino, Sergio Albelli, John Turturro, Joseph Gordon-Levitt, John Leguizamo, Kerry Washington

Le indagini su un omicidio compiuto in un ufficio postale di New York, sono lo spunto per raccontare la storia di quattro soldati di una compagnia di afroamericani appartenente alla 92ª Divisione di fanteria – la famosa Buffalo Soldiers – che combatté nella campagna d’Italia lungo la linea Gotica. Il soldato Sam Train salva un bambino, Angelo Torancelli, orfano dei genitori, uccisi da militari nazisti, e decide di portarlo con sé sulle montagne apuane, tra Sant’Anna e il fiume Serchio. Le storie della gente comune si intrecciano con quelle dei partigiani, dei soldati americani e tedeschi. A causa di una rappresaglia dovuta al tradimento del partigiano Rodolfo, è stato pepetrato il famigerato eccidio di Sant’Anna di Stazzema (l’eccidio ebbe luogo il 12 agosto 1944, quando le Schutzstaffel uccisero più di 500 persone, in maggior parte donne e bambini). Dopo un aspro combattimento nel paesino che ospitava i quattro soldati della 92a, si salveranno soltanto un caporale, Hector Negron e il piccolo Angelo.

Il film torna quindi in epoca contemporanea, dove il caporale Hector Negron è sotto processo per l’omicidio dell’ex-partigiano Rodolfo, casualmente comparso davanti ai suoi occhi nell’ufficio postale dove lavorava, e verrà liberato su cauzione grazie all’intervento di Angelo Torancelli, ora diventato un multimiliardario.

Il film, che voleva essere un omaggio a film come Paisà di Rossellini, fu seguito da aspre polemiche e accusato di revisionismo dai reduci partigiani italiani, che solo dopo un confronto col regista americano hanno smorzato le accuse.

TORNERANNO I PRATI

(Id., Italia, 2014, colore, 73’)

Regia: Ermanno Olmi

Interpreti: Alessandro Sperduti, Claudio Santamaria, Francesco Formichetti, Andrea Di Maria.

Il film si svolge durante delle notti sul fronte Nord-Est, dopo gli ultimi sanguinosi scontri del 1917 ed è ambientato nelle trincee degli Altipiani innevati. La vita dei soldati alterna lunghe ed interminabili attese, che accentuano la paura, ad improvvisi accadimenti imprevedibili…

“Normalmente pensare a un film è come quando ci si innamora: Prima arriva un pre-pensiero, un pre-sentimento, che poi diventa una storia. In questo caso non è andata cosi perché è stato un film su proposta. Immediatamente il pensiero è andato a mio padre che mi raccontava la vita da soldato nella guerra. Ho riscoperto adesso, tornando nell’argomento, cosa significavano quelle storie e mi è stato chiaro il senso di tradimento nei confronti milioni di persone morte in quella guerra. Non abbiamo spiegato loro perché sono morti. Nell’anno del centenario spero che questo nodo d’ipocrisia e di vigliaccheria venga sciolto per sempre. Non possiamo più rimanere neutrali. Mi auguro che in questa celebrazione si trovi il motivo per chiedere scusa. Io ho in mente l’ammonimento di Albert Camus: Se vuoi che un pensiero cambi il mondo, prima devi cambiare te stesso.” (Ermanno Olmi)

Sabato  3   ottobre  2020                 RAI3                             dalle   01.30   alle   06.30   (300’) 

presenta

I POTERI MAGICI DEL CINEMA: UNA PSICOPATOLOGIA

3 – Lessico famigliare

a cura di Lorenzo Esposito

SANGUE DEL MIO SANGUE          

(Italia, 2015, col, durata 103’49”)

Regia: Marco Bellocchio

Con: Roberto Herlitzka, Pier Giorgio Bellocchio, Filippo Timi, Lidiya Liberman, Fausto Russo Alesi, Alba Rohrwacher, Alberto Cracco, Toni Bertorelli, Elena Bellocchio

Presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2015, dove vince il Premio FIPRESCI.

Federico Mai, giovane uomo d’armi, viene spinto dalla madre a recarsi nella prigione convento di Bobbio dove suor Benedetta è accusata di stregoneria per aver sedotto Fabrizio, fratello gemello di Federico, e averlo indotto a tradire la sua missione sacerdotale fino a spingerlo al suicidio nelle acque del fiume Trebbia. Federico, deciso a riabilitare la memoria del gemello e a darvi degna sepoltura, viene anche incantato da Benedetta che sarà condannata alla prigione perpetua e murata viva. Ma Federico, trent’anni dopo, diventato cardinale, incontrerà nuovamente Benedetta, ancora rinchiusa in quelle mura.

Ai giorni nostri, bussa a quel portone del convento, trasformato poi in prigione e apparentemente abbandonato, Federico Mai, sedicente ispettore del ministero, proprietario dell’immobile, accompagnato da Rikalkov, un miliardario russo, che lo vorrebbe acquistare. In realtà quel luogo è ancora abitato da un misterioso conte che occupa abusivamente alcune celle dell’antica prigione e che si aggira in città solo di notte. La presenza dei due forestieri mette in agitazione l’intera comunità di Bobbio che sotto la guida del conte tenta di vivere, grazie a frodi e sotterfugi, ostacolando in ogni modo la modernità che avanza inesorabilmente. “Pur non credendo io nei miracoli, amavo l’immagine di questa donna che miracolosamente riappare in tutta la sua bellezza, giovinezza e desiderio e che così annienta il vecchio cardinale e la vecchia chiesa. Poi è giusto che chi lo guarda, al di là che gli piaccia o no, veda dei significati e delle connessioni profonde con il tempo odierno. Se penso a Benedetta, oggi, e alla sequenza di anni fa su Aldo Moro sempre con Roberto Herlitzka sento effettivamente un’intuizione e un legame profondo” (Marco Bellocchio).

IL GIARDINO DELLE STREGHE

(The Curse of the Cat People, USA, 1944, b/n, durata 67’06”)

Regia: Robert Wise, Gunther V. Fritch

Con: Simone Simon, Kent Smith, Jane Randolph, Ann Carter, Eve March, Julia Dean, Elizabeth Russell, Erfold Gage, Charles Bates, Joel Davies, Sarah Selby, Ginny Wren

La piccola Amy vive in un mondo tutto suo di immaginazione e fantasia, facendo preoccupare il padre Ollie e la madre Alice, seconda moglie dell’uomo, per i suoi strani comportamenti e la sua solitudine. Un giorno riceve in regalo da un’anziana e misteriosa signora un anello “magico”, grazie al quale riesce a evocare il fantasma di Irina, la prima moglie del padre, che diventa per lei l’amica del cuore che non ha mai avuto. Intanto Amy rafforza il rapporto con la signora dell’anello, un’ex attrice che vive con una donna severa e rancorosa che dice di essere sua figlia. Grazie a Irina, Amy trova finalmente la felicità, ma quando la donna fantasma decide di scomparire dalla sua vita, la bambina cerca in tutti i modi di ritrovarla.

GLI OCCHI, LA BOCCA                   

(Italia, 1982, col., 96’31”)

Regia: Marco Bellocchio

Con: Lou Castel, Angela Molina, Emmanuelle Riva, Michel Piccoli, Antonio Piovani

Giovane borghese e ribelle, Giovanni lascia Bologna e la sua famiglia, per seguire la sua vocazione di attore, ma ritorna anni dopo alla casa materna in occasione del funerale del gemello Pippo, suicida per amore. La fidanzata del morto, Wanda, si rifiuta di partecipare alle esequie e Giovanni, che cerca di convincerla, se ne innamora. A quasi vent’anni di distanza da I pugni in tasca Bellocchio ritorna all’universo borghese oppressivo della provincia del suo esordio, con il medesimo interprete. “Tutti i giorni, nel corso della lavorazione, era come se la materia del film di volta in volta mi attraesse e mi respingesse. E quel che è venuto fuori è un film che non gratifica, ma cerca di penetrare in certe cose della realtà che sono profondamente mie, ma che forse non riguardano solo me”. (Marco Bellocchio)

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