La programmazione di Fuori Orario dal 31 maggio al 6 giugno

Domenica  31  maggio 2020

Fuori Orario cose (mai) viste

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APERTE LE ISCRIZIONI PER UNICINEMA E SCUOLA DI CINEMA

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di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

presenta

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IL PAESE MANCATO:

il cinema di Marco Tullio Giordana

(2)

a cura di Paolo Luciani

Troppo a lungo identificato come figlio (il)legittimo del cinema di Visconti, Bellocchio, Bertolucci…  Marco Tullio Giordana ha da tempo dimostrato di saper declinare il racconto di un “paese mancato” confrontandosi in maniera del tutto originale con le sue “storie”: terrorismo, mafia, i fantasmi e le catene di un passato – anche remoto, ma troppo spesso radice ed autobiografia della nostra contemporaneità –  che non passa e anzi si ripropone, travestendosi con contraddizioni   nuove e dirompenti, detonatori di lacerazioni e sconvolgimenti tanto epocali quanto intimi.

DUE SOLDATI

(Italia, 2017, col., dur.,94’)

Regia: Marco Tullio Giordana; soggetto e sceneggiatura: Maurizio Braucci, Ludovica Rampoldi, Massimiliano Virgilio: fotografia: Vincenzo Carpineta; montaggio: Francesca Calvelli, Claudio Misantoni; musica: Andrea Fabbri; scenografia: Giancarlo Basili; costumi: Gemma Mascagni

Con: Angela Fontana, Daniele Vicorito, Dario Rea, Peppe Lanzetta, Antonio Pennarella, Nunzio Coppola, Walter Lippa

Il destino di tre giovani si incrocia tra la Napoli degradata e l’Afganistan in guerra, co le cadenze di un melodramma raggelato. “…non è un film sulla deriva criminale, è piuttosto un film sul bisogno dei giovani – non di questi ragazzi, ma di tutti i ragazzi in qualsiasi latitudine   e tempo – di credere in qualcosa, di infiammarsi, di progettare un destina” (M. T. Giordana)

LA ROVINA DELLA PATRIA – ALFABETO ITALIANO

(Italia, 1999, col./b&n, dur.,54’50”)

Regia: Marco Tullio Giordana; ricerche di repertorio Rossella Pelagalli, coordinate da Rosina Balestrazzi; montaggio Giovanni Madonna

Con: Vanessa Scalera, Linda Caridi, Alessio Praticò, Mauro Conte, Diego Ribon

Con un uso personalissimo del repertorio delle teche Rai, Giordana declina l’evolversi del concetto di Patria; attraverso momenti ora grotteschi ora tragici e/o disturbanti, riviviamo 50 anni di storia nazionale. Il progetto ALFABETO ITALIANO vede la partecipazione di numerosi registi italiani, alle prese con il repertorio Rai; tra gli altri, ricordiamo Bellocchio, Martone, Amelio.

 

Venerdì    5 giugno   2020

presenta

LA FORMAZIONE DELLA REALTÀ

(1)

a cura di Lorenzo Esposito

COSMOS                           PRIMA VISIONE TV

(Id., Francia-Portogallo, 2015, col., dur. 97’ 45’’, v.o. con sottotitoli in italiano)

Regia e sceneggiatura: Andrzej Zulawski

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Con: Jean-François Balmer, Sabine Azéma, Jonathan Genet, Johan Libéreau, Victoria Guerra, Clémentine Pons

Ultimo film del grande regista polacco, Cosmos è stato presentato in Concorso al Locarno Film Festival dove ha vinto il Premio per la Miglior Regia. Tratto dal capolavoro omonimo di Witold Gombrowicz, Cosmos segue le ‘avventure’ di due giovanotti che partono per la campagna per una breve vacanza e, una volta trovata una piccola pensioncina familiare, vengono assediati da segni misteriosi che sembrano sorgere dai tratti più ovvii del quotidiano: un passero impiccato, un legnetto appeso a un muro… La pensione è abitata da personaggi inquietanti (la padrona, il marito, la figlia) che vanno a intricare l’enigma attorno a una trama cosmico-poliziesca che corre inesorabile verso la catastrofe finale. Se per Zulawski Cosmos, il film, considera Gombrowicz uno scrittore “non spasmodico, ma rapido, breve, estremamente ritmico, in una parola caustico” (Mubi, Interview with Zulawski), per Gombrowicz, come annotò nel suo Diario, Cosmos è “un romanzo sulla formazione della realtà”.

LA VIA LATTEA                           

(La voie lactée, Francia, 1968, col., 97’ 11”)

Regia: Luis Buñuel

Con: Laurent Terzieff, Paul Frankeur, Alain Cuny, Michel Piccoli, Pierre Clémenti, Delphine Seyrig, Edith Scob, Bernard Verley, Georges Marchal, Jean Claude Carrière

Sulla via del santuario di Santiago de Compostela i vagabondi Pierre e Jean, grazie a una serie di personaggi e visioni, ripercorrono la storia del cristianesimo, dei suoi misteri, dei suoi dogmi e delle sue eresie. Così racconta Buñuel a Tomas Pérez Turrent e José de la Colina (Buñuel secondo Buñuel, Ubulibri 1993): “Molte cose mi vennero in mente dopo aver riletto, già qui in Messico, un libro straordinario, pieno di dati storici e più interessante di un romanzo: La storia degli eterodossi spagnoli di Marcelino Menéndez Pelayo. Mi interessano le eresie come mi interessano le incongruenze dello spirito umano, sia nel campo della religione che della cultura che della politica”.

Sabato 6  giugno 2020

presenta

LA FORMAZIONE DELLA REALTÀ

(2)

a cura di Lorenzo Esposito

IL MINESTRONE         Versione televisiva in tre episodi

(Italia, 1981, col.,dur 175′)

Regia: Sergio Citti

Sceneggiatura: Sergio Citti, Vincenzo Cerami

Musiche: Nicola Piovani

Scenografia: Dante Ferretti

Con: Roberto Benigni, Ninetto Davoli, Franco Citti, Fabio Traversa, Giorgio Gaber, Olimpia Carlisi, Daria Nicolodi

All’inizio ci sono due “morti di fame” che rovistano nell’immondizia per procurarsi qualcosa da mangiare. Poi, attraverso molteplici traversie, il gruppo si infoltisce, i tentativi di cibarsi pure, ma gli esiti sono sempre all’insegna dell’insuccesso e della frustrazione. Si finirà, al seguito di una specie di santone, tra vette innevate, ad ascoltare musica da banda, ma con la fame ancora insaziata. Una “parabola” (buñueliana) sulla fame dei miseri.