La programmazione di Fuori Orario dal 5 all’11 dicembre

Su Fuori Orario cinema italiano anni ’40, Il sale delle lacrime di Garrel, Taipei Story di Edward Yang e Bruno Oliviero

Domenica 5 dicembre dalle 2.15 alle 6.00

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CORSO ONLINE DI CRITICA CINEMATOGRAFICA

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Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Luciani Turigliatto

presenta

CINEMA SUL FONDO 2

da una idea di Ciro Giorgini ed enrico ghezzi (17) 

a cura di Paolo Luciani

Sono centinaia i film italiani del periodo 1929/1945 considerati perduti, scomparsi, non ancora individuati. Le condizioni oggettive di deperibilità e difficoltà di conservazione di copie e negativi,  si sono unite alle  ventate di rimozione (culturale, critica, storica, politica…) che si alzarono impetuose ed immediate nei giorni della Liberazione. Ci sono voluti alcuni decenni prima che si risvegliasse una attenzione nei confronti di “quel cinema”; anche in questo caso, va attribuito alla nuova o giovane (…di allora…) critica italiana il merito di averlo considerato in maniera del tutto originale

Fin dalla sua nascita, la Rai ha rappresentato una delle possibilità maggiori di fruizione di questo cinema;  oltre ad avere la disponibilità di decine e decine di titoli, via via diversi anno dopo anno, secondo la logica dei diritti tv, si è spesso impegnata nella ricerca, restauro e promozione di titoli importanti del periodo 1929/1945, collaborando attivamente con studiosi e cineteche. In particolare, questa funzione è stata assolta da Fuori Orario; CINEMA SUL FONDO, nasce alcuni anni fa da questa esigenza e dalla passione di Ciro Giorgini con enrico ghezzi.

Al lavoro ci CINEMA SUL FONDO si deve   ad esempio il ritrovamento di un titolo considerato scomparso come LA STELLA DEL CINEMA, che volutamente abbiamo scelto per inaugurare questa ripresa del ciclo.

Riprendiamo quindi questo progetto con la speranza di poter contribuire a tenere alta l’attenzione su questo segmento importante della storia del nostro paese.

È CADUTA UNA DONNA

(Italia, 1941, b/n, dur., 68’)

Regia: Alfredo Guarini

Con: Isa Miranda, Rossano Brazzi, Claudio Gora, Luigi Pavese, Carlo Tamberlani, Olga Solbelli, Carla Martinelli, Tilde Mercandalli, Vera Rol, Nicola Maldacea

Dramma a forti tinte, con una assenza di lieto fine che estremizza il modello di tanto cinema popolare del dopoguerra. La drammatica vicenda esalta tutta la gamma espressiva della diva Miranda: ragazza madre, trova conforto ed amore in un medico. Quando questo però sembra non sopportare il suo passato, lei decide di allontanarsi, affidando il bambino alla madre dell’uomo che l’aveva sedotta…ma la voglia di ricongiungersi al figlio la condurrà ad un destino ancora più tragico.

ZAZÀ

(Italia, 1942, b/n, dur., 87’)

Regia: Renato Castellani

Con: Assia Noris, Fosco Giachetti, Antonio Centa, Rubi Dalma, Mimì Dugini, Renato Cialente, Anna Capodaglio, Agnese Dubbini, Armando Francioli, Saro Urzì, Alessandro Fersen

La drammatica complessità della vicenda, capace di svilupparsi nell’arco di anni, unita ad una accuratezza di scene, costumi, ambientazione ed estrema attenzione nella recitazione, tutti elementi non fini a se stessi, ma  funzionali ad accompagnare una inusuale, per l’epoca, mobilità della macchina da presa, oltre alla presenza magnetica della Miranda,  hanno fatto parlare molti critici di influsso evidente del cinema di Ophuls. Zazà è la tipica eroina tragica, capace di non solo di  sconvolgere la routine familiare di un onesto padre di famiglia, ma anzi di aprirlo alla percezione e possibilità di una vita nuova… Non andrà come tutti e due hanno sperato e lottato; il loro incontro, con la scoperta del sacrificio di Zazà, sancirà, di fatto, l’impossibilità sociale del loro amore travolgente.

 

Venerdì 10 dicembre dalle 1.15 alle 6.00

RACCONTO CRUDELE DELLA GIOVINEZZA 

a cura di Lorenzo Esposito

IL SALE DELLE LACRIME      PRIMA VISIONE TV  

(Le sel des larmes, Francia, 2017, col., durata 101’, v. o sott. it.)

Regia: Philippe Garrel

Con: Logann Antuofermo, Oulaya Amamra, André Wilms, Louise Chevillotte, Souheila Yacoub, Martin Mesnier, Teddy Chawa, Aline Belibi

Presentato in Concorso al 70esimo Festival Internazionale del Film di Berlino. 

Spinto dal suo desiderio di diventare un ebanista, Luc arriva a Parigi. Perso nelle banlieues, chiede indicazioni a Djemila, una ragazza timida in cui Luc intravede la possibilità di un’avventura. I due si incontrano di nuovo, ma poi Luc deve tornare a casa da suo padre, che è anche lui un falegname. Lì incontra Geneviève, che conosce da molto tempo, e inizia una storia d’amore con lei. Quando a Luc viene offerto un posto alla rinomata scuola per mobilieri École Boulle, segue il suo sogno e si trasferisce a Parigi, lasciandosi Geneviève alle spalle. Ben presto, una terza giovane donna entra nella sua vita, portando con sé la libertà della grande città.

Attraverso la magnifica fotografia in bianco e nero di Renato Berta, Philippe Garrel ritrae un’educazione sentimentale, che è in realtà un racconto crudele della giovinezza.

TAIPEI STORY              

(t.l. Green plums and a bamboo horse, Taiwan, 1985, col, dur. 119’ v. o. sott., in italiano)

Regia: Edward Yang

Con: Tsai Chin, Hou Hsiao-hsien, Wu Nien-jen, Lin Hsiu-ling, Ke Su-yun, Ko I-chen, Mei Fang, Wu Ping-nan, Yang Li-yin, Chen Shu-fang, Lai te-nan

Una giovane donna (Tsai Chin) cerca di navigare il labirinto della Taipei contemporanea e alla ricerca di un futuro possibile. Spera che il suo fidanzato Lung (Hou Hsiao-hsien) sia la chiave per sopravvivere al naufragio metropolitano, ma Lung è bloccato in un passato che combina baseball e lealtà alla tradizione che lo porta a sperperare il suo patrimonio per salvare il padre di lei da problemi finanziari e a ritrovarsi sospeso, disorientato in un presente che sfugge.

Secondo lungometraggio di Edward Yang, un capolavoro in cui si avvale della collaborazione, nel ruolo di sceneggiatore e di protagonista maschile, del suo allora giovane compagno cineasta Hou Hsiao-hsien. Tsai Chin, la famosa cantante, è invece la protagonista femminile. Sarà proprio Hou Hsiao-hsien anni dopo a ricordare quanto Edward Yang, all’epoca da poco tornato dagli Stati Uniti, fosse già il più maturo della nuova rivoluzionaria generazione taiwanese e il primo che avesse con chiarezza in mente l’idea di raccontarla attraverso la deriva complessa e multiforme della metropoli. Costruendo una vera e propria architettura visionaria che da un lato guarda alla lezione di Ozu e dall’altro segue un innato e unico senso dello spazio e dell’ellissi, Edward Yang con Taipei Story cambiò per sempre la storia del cinema taiwanese e orientale tout court.

“Il mio punto di partenza era essenzialmente concettuale. Volevo raccontare una storia su Taipei. C’è un elemento personale in questo: molte persone hanno cercato di marchiarmi come un continentale, uno straniero che è in qualche modo contro Taiwan. Ma io mi considero uno di Taipei – non sono contro Taiwan. Sono per Taipei. Volevo includere ogni elemento della città, quindi mi sono davvero dato da fare per costruire una storia dalle fondamenta. I due personaggi principali rappresentano il passato e il futuro di Taipei e la storia riguarda la transizione dall’uno all’altro. Ho cercato di portare sullo schermo domande abbastanza controverse, in modo che gli spettatori si interrogassero sulle loro stesse vite dopo aver visto il film”. (Edward Yang, in John Anderson, Edward Yang, University of Illinois Press, Chicago 2005)

 

Sabato 11 dicembre dalle 2.00 alle 6.30

LA VITA DENTRO IL MONDO FUORI 

a cura di Fulvio Baglivi

INTERVISTA A BRUNO OLIVIERO

(Italia, 2021, col., dur., 10’ ca)

A cura di Maria Celeste Taliani

Bruno Oliviero parla di Cattività e della sua esperienza con Mimmo Sorrentino all’interno del carcere di Vigevano all’interno del festival “Destini incrociati – Rassegna nazionale di teatro in carcere” che si è tenuta al Palladium di Roma nel mese di novembre del 2021.

CATTIVITA’                                            PRIMA VISIONE TV

(Italia, 2019-2021, col., dur., 72’ )

Di: Bruno Oliviero

Il regista di La variabile umana e Nato a Casal di Principe segue, nella sezione di massima sicurezza nel carcere di Vigevano, il laboratorio “Educarsi alla libertà” del drammaturgo e regista teatrale Mimmo Sorrentino. Protagoniste sono le donne condannate per reati legati alla criminalità organizzata, il lavoro drammatico di Sorrentino parte dai loro ricordi personali, punto d’inizio di un percorso di riflessione, bilancio e rilancio delle loro vite.

DENTRO IL CARCERE – 1°, 2° e 3° PT

(Italia, 1970, b/n, in tre puntate, durata complessiva 175’ ca.)

Di: Emilio Sanna, Arrigo Montanari e Mario Masini

Tra la primavera e l’estate del 1969 il giornalista Emilio Sanna, il regista televisivo Arrigo Montanari e il direttore della fotografia/regista Mario Masini hanno realizzato un servizio televisivo in tre puntate, trasmesse nel gennaio del 1970, dal titolo “Dentro il carcere”. Si è trattato di una trasmissione che ha scosso l’opinione pubblica, per la drammaticità delle situazioni presentate e la spregiudicatezza degli argomenti trattati. Ogni aspetto della situazione carceraria italiana è stato analizzato sotto diversi aspetti. Ne risulta un atto di accusa che ci convince dell’urgenza di una radicale messa in discussione dell’intero sistema.

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