La programmazione di Fuori Orario dal 9 al 15 novembre

Il cinema di Federico Francioni, omaggio a Wojciech Has e tre episodi di Sogni e bisogni di Sergio Citti. Da stanotte.

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Domenica 9 novembre dalle 2.50 alle 6.00

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STORY EDITOR, corso online dal 20 gennaio 2026

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Fuori Orario cose (mai) viste                                               

di Ghezzi Baglivi Esposito Fina Francia Luciani Turigliatto

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Corso online CRITICA CINEMATOGRAFICA LAB, dal 15 gennaio

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presenta 

UN INTRUSO NELLE PROPRIE IMMAGINI. I FILM DI FEDERICO FRANCIONI

di Fulvio Baglivi

RUE GARIBALDI                                                          primavisioneTV  

(Italia, 2021, col. dur. 72’)

Di: Federico Francioni

Il film più noto e intenso di Federico Francioni, un manifesto della sua poetica e della sua pratica, entrambe forti, “politiche”, quanto intime. Vincitore del Torino Film Festival, premiato e proiettato in tanti festival italiani e internazionali è un’opera completamente realizzata dall’autore, che firma, oltre alla regia e la quasi totalità della produzione, la fotografia, il suono e il montaggio.

“Ines e Rafik hanno vent’anni e lavorano da dieci. Vivono da poco in una periferia parigina, hanno origini tunisine ma sono cresciuti in Sicilia: la loro esistenza è un movimento precario di cambiamenti e umiliazioni. Nella casa, l’uno è lo specchio dell’altro; qui, il tempo si sospende e la città si fa più lontana. Quando arrivo, mi mostrano orgogliosi la strada di casa loro: Rue Garibaldi.” (Federico Francioni)

UN INTRUSO NELLE PROPRIE IMMAGINI – INCONTRO CON FEDERICO FRANCIONI

(Italia, 2025, col. dur. 25’)

Di: Fulvio Baglivi

Con: Federico Francioni

Impegnato sul set di un folle film che sta realizzando con Samuele Sestieri, Andrea Sorini è il direttore della fotografia e non a caso ritroviamo i loro film in questa notte, incontriamo Federico Francioni per parlare del suo cinema, dei film che presentiamo per la prima volta a Fuori Orario e dei progetti in corso.

OCTAVIA                                                           primavisioneTV  

(Italia, 2018, b/n e col., dur. 14′)

Di: Federico Francioni e Yan Cheng

Film realizzato con immagini provenienti dal Chicago Film Archive, dalla coppia di registi già autori del mediometraggio Tomba del tuffatore (2016) e The First Shot (2017). “Octavia è un mappamondo si scompone nelle mani di bambini, alla loro prima esplorazione. Addentrandosi nella foresta, le immagini ci vengono incontro; poi un temporale coglie alla sprovvista i bagnanti. In cielo si avvertono i segni di una guerra che si pensava lontana; una donna aspetta un ritorno, ma tutto sta cambiando. Octavia è la città sospesa sul vuoto.” (Francioni/Cheng)

DALLA QUARANTENA                          primavisioneTV  

(Italia, 2020, col., dur. 5’)

Di: Federico Francioni

Cinque minuti per un film collettivo fatto con videocartoline realizzate nei giorni del lockdown per via della pandemia dovuta al virus Covid-19. Francioni filma da un angusto balcone romano il desiderio di evadere.

AKOUCHETAME                                                           primavisioneTV  

(Italia, 2021, col. dur. 16’)

Di: Federico Francioni e Gael De Fournas

Presentato a Filmmaker festival nel 2021, il film è parte di un lungo progetto marocchino a cui Francioni e De Fournas si stanno dedicando da anni e che ha fatto nascere un film che sta per essere terminato proprio in queste settimane.

“Una storia personale si intreccia ad una mutazione epocale. Al centro del racconto vi è il villaggio di origine di Latifa, addetta alle pulizie, che dal paese rurale Akouchetame si è spostata in una città costiera del Marocco per lavorare.

Abbandonare il luogo di origine è una ferita che non si rimargina, una scelta obbligata che sembra scavalcare le disposizioni individuali. Attraverso le immagini e la voce narrante il film parla, infatti, di un cambiamento profondo che ha investito il villaggio: la costruzione di una nuova strada ha allargato all’infinito gli orizzonti, promettendo vaghi sogni di felicità in un altrove indistinto.

Il lutto è l’esperienza che permette il disvelarsi di questo processo, con una marcata nostalgia per un passato in cui i limiti geografici e la distanza sembravano garantire un’intimità e una forma di vita più semplice. La vita quotidiana scorre di fronte ai nostri occhi, nei grandi contrasti che il Marocco conosce, sotto il sole scottante, nei rituali vecchi e nuovi.” (da Filmmaker Festival)

DENMARK                             

(Italia, 2019, col, dur., 11′)

Di: Andrea Sorini

Cortometraggio inedito realizzato col telefonino durante un viaggio in Danimarca dopo aver terminato il lungometraggio Baikonur terra.

APPUNTI DI VIAGGIO                                                      

(Italia, 2015, col., dur., 44’)

Regia: Olmo Amato e Samuele Sestieri

Con: Olmo Amato, Samuele Sestieri

Il viaggio in Finlandia dei due registi per preparare I racconti dell’orso, dalla città alla campagna due giovani alla ricerca della luce “giusta” per la loro fiaba.

 

Sabato 15 novembre dalle 0.45 alle 7.00

OMAGGIO A WOJCIECH HAS

1: IL RACCONTO DEI RACCONTI

in collaborazione con l’Istituto Polacco di Cultura nell’ambito del Festival CiakPolska 2025 

di Lorenzo Esposito e Roberto Turigliatto

IL MANOSCRITTO TROVATO A SARAGOZZA    PRIMA VISIONE TV

(Rekopis znaleziony w Saragosie, Polonia, 1964, b/n, 176’, v.o. con sottotitoli italiani)

Regia: Wojciech Jerzy Has

Con: Zbigniew Cybulski, Iga Cembrzyńska, Elżbieta Czyzewska, Gustaw Holoubek, Stanislav Igar, Barbara Krafftówna

Il capolavoro di Has nella nuova versione restaurata da FINA e studi cinematografici WFDiF di Varsavia). Film leggenda di uno dei più grandi registi del cinema polacco, caratterizzato da un surrealismo in chiave epica e sarcastica, amato da autori come Luís Buñuel, Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, David Lynch.  Ispirato all’omonimo romanzo di Jan Potocki, racconta le avventure del capitano della guardia reale Alfonso Van Worden (Zbigniew Cybulski), protagonista di un lungo e picaresco viaggio attraverso la Sierra Morena, in cui la realtà si confonde continuamente con il sogno.

«Conosciamo tutti il bellissimo romanzo di Potocki, la cui folle costruzione rimanda a incastri da scatola cinese. Has ne ha tratto un film decisamente picaresco, fantastico e irriverente, di raro umorismo, in cui compaiono praticamente tutti i più noti attori del cinema polacco: Beata Tyszkiewicz, Bogumil Kobiela, Leon Niemczy, e soprattutto un Cybulski sottile e truculento, che tuttavia non trascende mai, dal gesto calibrato e dai toni controllati. Vittime affascinanti, eremiti allucinanti, cabalisti impenetrabili, duellanti impenitenti, nobili trasognati, pazzi e imbroglioni, impiccati e matematici s’incontrano e si scontrano in una processione senza fine, in una galleria brulicante di ritratti. Gli episodi si mescolano tra loro, ora per chiarirsi, ora per confondersi; la narrazione s’interrompe, si chiude su sè stessa e prende infine il volo. Il tono leggero e scanzonato non attenua per nulla l’atmosfera macabra, perfettamente riuscita, con il suo grottesco arsenale di teschi, forche, filtri e torture. Aggiungiamo per quanti conoscessero il testo incompleto edito da Gallimard nel 1958 a cura di Caillois, che la seconda parte del film sviluppa i “racconti madrileni” ritrovati più tardi in Polonia e rielaborati con tocco diabolico dall’abile sceneggiatore Tadeusz Kwiatkowski. Se l’umorismo di Potocki era freddo e distante, quello di Kwiatkowski è lieve e autoironico: la combinazione dei due ha come risultato un film che sprigiona scintille d’intelligenza da tutti i pori» (Robert Benayoun, “Positif”, n. 71, settembre 1965)

LA TELENOVELA ERRANTE       

(id. Cile, 1990-2017, col., dur., 75′, v.o. sott.it.)

Regia: Raúl Ruiz, Valeria Sarmiento

Con: Luis Alarcón, Patricia Rivadeneira, Francisco Reyes, Liliana Garcia, Mauricio Pesutic, Carlos Matamala, Roberto Poblete, Francisco Moraga, Consuelo Castillo, Marcial Edwards, Roberto Chignoli, Maricarmen Arrigorriaga, Fernando Bordeu, Maria Erica Ramos

«Il film è imperniato sul concetto di telenovela e strutturato sul presupposto che la realtà cilena non esiste, ma è un collage di soap. Ci sono quattro province audiovisive e si teme la guerra fra fazioni. I problemi politici ed economici sono immersi in una gelatina di fiction e divisi in episodi seriali. L’intera realtà cilena è inquadrata dal punto di vista della telenovela, che fa da filtro rivelatore della realtà stessa». (Raúl Ruiz).

La telenovela errante è anzitutto la storia di un film incompiuto. Le tappe del suo ritrovamento, come in un labirinto ruiziano, hanno inizio nel 2015 quando un ammiratore di Ruiz avvicina l’attrice e produttrice Chamila Rodriguez e le consegna il making of delle riprese girato allora in video HI 8. Allo stesso tempo la fotografa di scena dell’epoca consegna un plico con 300 foto prese sul set. Informata Valeria Sarmiento, cineasta montatrice e moglie di Rui, le ricerche vanno sempre più a fondo. Al negativo conservato nella Cineteca di Santiago del Cile, si aggiunge una copia-lavoro in 16mm recuperata nella biblioteca della Duke University negli Usa dove Raúl Ruiz aveva insegnato, fino alla sceneggiatura, ritrovata in un cassetto della loro casa parigina, dalla stessa Sarmiento.

A questo punto Valeria Sarmiento si occupa di rimettere insieme i pezzi del puzzle scandendo in sette capitoli i materiali girati da Ruiz nel 1990 in una settimana di riprese e aggiungendo delle sequenze in cui immagini dell’epoca passano sugli schermi delle televisioni, in modo da portare alla luce l’idea originaria di Ruiz che voleva – attraverso il gioco folle delle telenovelas (da cui provengono tutti gli attori del film) passate sotto una lente enigmatica e terribile – far emergere l’angoscia e l’ipocrisia di un paese martoriato appena uscito dalla dittatura. La telenovela, specchio sfuggente della realtà, finisce per rivelarne il volto segreto, il rincorrersi delle ombre diventa un dispositivo politico che chiede con forza di restituire verità a una nazione troppo a lungo straziata.

Il film è un vero e proprio sistema di scatole cinesi dove a emergere è l’inconscio di chi, per sopravvivere, ha scelto la via dell’erranza: cioè l’esilio. Giochi semantici, depistaggi, lapsus, scene che si generano una nell’altra, umorismo nero, l’identità esplosa del Cile compongono un oggetto unico, duro e ironico. Ruiz dieci anni dopo con il capolavoro Cofralandes, Rapsodia chilena (2001-2002), anche questo trasmesso negli anni scorsi da Fuori Orario, tornerà a occuparsi – con forse maggiore compiutezza poetica e filosofica – del cuore segreto della sua terra, ma è con La telenovela errante che compie il primo doloroso tentativo di ritorno a casa (un altro, più lontano nel tempo, risale al 1982, con la gemma Lettre d’un cineaste ancora una volta trasmessa nelle nostre notti su RaiTre)

SOGNI E BISOGNI

Prologo: Amore cieco

(Italia, 1984, col., 52′)

Regia: Sergio Citti

Con: Paolo Villaggio, Lara Nakszynski

Film TV in 10 episodi più un prologo trasmesso dalla RAI a partire dal 6 ottobre 1985.Un viaggio attraverso le vicende di diversi personaggi, intervallate da intermezzi con il Bene, il Male, il Destino.

Nel prologo un uomo insignificante si innamora di una ragazza ed inizia a corteggiarla ma non si rende conto che è cieca. Dall’autore italiano più chapliniano un omaggio a Luci della città.

SOGNI E BISOGNI

Episodio 2: Il ritorno del guerriero

(Italia, 1984, col., 30′)

Regia: Sergio Citti

Con: Maurizio Nichetti, Daria Nicolodi, Asia Argento, Alessandro Haber

Film TV in 10 episodi più un prologo trasmesso dalla RAI a partire dal 6 ottobre 1985.

Guerriero torna dopo dieci anni di lavoro all’estero dalla figlia (che non ha mai conosciuto) e dalla moglie che nel frattempo si è risposata con il misterioso Perotti e l’ha dichiarato defunto.

SOGNI E BISOGNI

Episodio 3: Micio micio

(Italia, 1984, col., 3)6′

Regia: Sergio Citti

Con: Gigi Proietti, Andrea Ferreol

Film TV in 10 episodi più un prologo trasmesso dalla RAI a partire dal 6 ottobre 1985.

Pompeo è uno sfasciacarrozze grezzo, buzzurro e assolutamente impassibile alle donne che cercano continuamente di sedurlo. Proprietario di un gatto bianco e nero pubblica un

annuncio su un giornale per farlo accoppiare. Trova una ricca aristocratica che è l’esatto opposto di lui: elegante, raffinata e colta. Tuttavia i gatti non si accoppiano e i due provano a portarli al tramontosulla spiaggia per creare una situazione romantica. Al chiaro di luna pian piano i due si confidano delle loro passate esperienze amorose e… perdono i gatti!

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A.I. per SCENEGGIATURA, dal 26 gennaio 2026

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