La promessa dell’alba, di Eric Barbier

La Promessa dell’Alba, il romanzo di Romain Gary, suo testamento personale e spirituale, scritto negli anni 60, è il testo in cui lo scrittore riversa tutti la sua crescita, partendo dai ricordi infantili nella fredda e provinciale città della Polonia fino ad alcuni dei momenti più importanti e tragici della sua maturità, o meglio, agli accadimenti che lo hanno portato alla maturità. Il libro, così carico di pathos e di storia, ripercorre gli anni della sua crescita, che corrono di pari passo con quelli storici, dalla Polonia degli anni 20, al Messico degli anni 50, attraverso il deserto africano fino ad arrivare agli spostamenti tra Nizza e Parigi. Tutto questo, viene rappresentato coerentemente nel film realizzato da Eric Barbier, che prende il titolo proprio dall’omonimo volume di Romain Gary.

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Il film viene raccontato dalle stesse parole dello scrittore, interpretato da Pierre Niney, che grazie all’utilizzo di flashback ripercorre gli anni addietro nella sua memoria. In questo continuo andirivieni tra presente e passato, la bozza letta da sua moglie ci aiuta a collegare i fili che separano gli anni di distanza tra le due diverse linee temporali del film.

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La determinazione diventa la chiave di lettura dell’intera storia, ma non la determinazione autoregolata, ma quella imposta, quella con cui si è cresciuti e a cui con il tempo si è creduto di appartenere e di averne il controllo. La storia autobiografica di Romain Gary calca molto l’accento sul suo rapporto con la madre (interpretata impeccabilmente da Charlotte Gainsbourg) e dell’ambizione che la donna riversava nel bambino. Un bambino cresciuto per essere grande e per fare grandi cose. A questa determinazione indotta corrisponde poi la dedizione, la dedizione di un figlio nei confronti di ciò che renderebbe felice sua madre, suo unico punto di riferimento e sua forza.

Il film prende tutti gli ingredienti necessari, quelli di cui abbiamo parlato fin ora, e a questi aggiunge le atmosfere incantate, immortalate dal punto di vista di questo ragazzo in via di sviluppo. I colori del Messico, la sofferenza della guerra, l’hotel di Nizza e il suo appartamento a Parigi. Tutti questi passaggi ci spiegano chi è l’uomo che racconta la sua storia e i motivi per cui la sua ambizione l’ha portato a ricoprire alcune delle figure di più rilievo nella società.

Questo libro, così come lo stesso film, descrive un individuo che si fa doppio e triplo, capace di mutamento ed estensione, descrive la crescita di un personaggio indefinibile, quasi liquido, di cui difficilmente se ne riesce ad afferrare l’essenza più pura ed elementare. Nei vent’anni narrati in quest’opera le situazioni che si susseguono sono molteplici e questo fa ben intendere il modo di vivere dei personaggi e soprattutto della madre. Questa donna viene rappresentata come una donna affascinante, determinata e coraggiosa, capace di tutto nella vita, a cui si accompagna la vita di un bambino che la vede come una dea. I vent’anni sono il racconto di una storia di crescita e di evoluzione, ma in primis di una storia d’amore intensa e pura, indivisibile.

 

Titolo originale: La promesse de l’aube
Regia: Eric Barbier
Interpreti: Pierre Niney, Charlotte Gainsbourg, Didier Bourdon, Jean-Pierre Darroussin, Catherine McCormack, Finnegan Oldfield, Zoe Boyle
Distribuzione: I Wonder
Durata: 131
Origine: Francia, 2017