“La sala è al centro di tutto” e lo streaming entra in ANICA

Tre nuove unioni, tra cui quella composta dai giganti dello streaming, si aggiungono all’ANICA, che nella conferenza del 15 dicembre hanno parlato di scenari presenti e futuri dell’audiovisivo

Nel giorno in cui Spider-Man: No Way Home frantuma ogni record con 2,9 milioni di euro di incassi giornalieri, dando un po’ di respiro a una grande fetta degli esercenti cinematografici, la conferenza stampa dell’ANICA sembra delineare un futuro chiaro per il cinema. La creazione di tre nuove unioni, che si confronteranno con quelle storiche di distributori, produttori e industrie tecniche, nell’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali ha tutte le potenzialità per essere storica. Si tratta dell’Unione Editori Media Audiovisivi, composta da Amazon Prime Video, Netflix, Chilli, Disney, Tim e ViacomCBS, dell’Unione Editori e Creators Digitali, dedicata allo storytelling digitale legato al cinema, e dell’Unione Esportatori Internazionali. È soprattutto la prima a colpire per la compattezza del gruppo, comprendente la maggioranza dei colossi globali di streaming presenti in Italia.

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Dal 21 agosto negli stadi italiani sono andate fino a oggi circa 2 milioni e 700 mila persone. Nello stesso periodo sono andati al cinema 15 milioni di italiani”, è una statistica che Rutelli ci tiene a ricordare più volte durante la conferenza. Eppure, a ricordare che il momento per l’esercizio sia particolarmente difficile ci pensa Luigi Lonigro, presidente dell’Unione dei Distributori, che con le sue 24 aziende affiliate comprende il 99% del settore italiano: “Se il Natale andrà bene, quest’anno si saranno staccati 30 milioni di biglietti. I nostri anni standard erano sui 100 milioni”. La situazione potrebbe migliorare con il 2022, ma le prospettive non sono comunque rosee: Lonigro cita una crescita prevista su livello mondiale del 60%, con 48 milioni di biglietti totali che sarebbero ben lontani dallo scenario pre-covid. “La situazione presente è quella che è, dobbiamo pensare al futuro. La crescita potrebbe essere anche maggiore se supportata dall’uscita di prodotti italiani e internazionali dal grande appeal”, ha continuato Lonigro. Se c’è da credere alle parole del presidente ANICA Francesco Rutelli quando dice che “la sala è al centro di tutto”, il quadro non è molto confortante.

Stiamo lavorando per riattivare il mercato, ma sono cambiate le modalità di fruizione, è cambiato il pubblico e noi dobbiamo adeguarci al nuovo (…). Ci sono tre argomenti su cui ci giochiamo il futuro: la cronologia degli sfruttamenti, la stagionalità e l’ottimizzazione della proposta. L’obiettivo finale è quella di indirizzare al mercato theatrical solo quei prodotti importanti che possano avere aspirazioni fondate di trovare un pubblico”, chiarisce Lonigro. Si prospetta, così, una sala che verrà guardata come il coronamento di un percorso di eccellenza prevalentemente da un punto di vista economico. Una visione che non nasconde di prediligere a livello sistematico il lato commerciale del cinema e che, però, rischia di rendere impraticabile la via della sala di opere più indipendenti. “Chiaramente diventa tutto più complicato, bisognerà portare in sala prodotti diversi e con aspettative importanti. Bisognerà fare delle scelte dure. Potrebbe non aver senso portare in sala un film che verrebbe penalizzato dal box office e perdere il suo appeal, mentre potrebbe trovare negli altri sfruttamenti una via più serena e meno sfidante”.

Ecco, allora, che il ruolo dei servizi streaming diventa fondamentale. “È chiaro che ci sono punti di vista diversi sui modelli di uscita, soprattutto in un momento rivoluzionario dell’industria come questo. Si stanno delineando nuovi modelli di business e con alcuni punti di vista si può trovare una convergenza, con altri no”, ha dichiarato Jaime Ondarza, presidente dell’Unione Editori Media Audiovisivi in quota ViacomCBS. Secondo le sue parole, nell’unione ci sono aziende per le quali è fondamentale l’uscita in sala, come Disney o Paramount, mentre altre potrebbero puntare l’uscita in esclusiva streaming, “ma è impossibile esserne certi oggi, sicuramente ci sarà spazio dove si creerà maggior valore”. Ondarza, infine, chiarisce una volta per tutte la visione dei colossi dello streaming: “Non ci sentiamo i nuovi padroni del cinema. Vogliamo avere un atteggiamento di collaborazione con il cinema, ci serve (…)  Faccio un esempio: se organizzo una festa e invito una star perché voglio attrarre gente, qualcuno deve conoscerla ed è importante ci sia stato un palcoscenico su cui si sia già esibita. Questo è il cinema”.

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