La serie su Sarah Scazzi cambia titolo
La nuova serie targata Disney+ di Pippo Mezzapesa cambia nome in Qui non è Hollywood. Il commento del regista e del sindaco di Avetrana
Dopo le recenti polemiche scaturite dalla nuova serie Disney+, Avetrana – Qui non è Hollywood, l’opera di Pippo Mezzapesa cambia titolo in Qui non è Hollywood.
La serie tratta dal libro Sarah: la ragazza di Avetrana, scritto da Carmine Gazzanni e Flavia Piccinni, sarebbe dovuta debuttare il 25 ottobre e invece sarà disponibile su Disney+ il 30 ottobre. Presentata in anteprima al Festival del Cinema di Roma, la storia si addentra nella cronaca nera di Avetrana. È il 26 agosto 2010 quando il corpo di una giovane ragazza di nome Sarah Scazzi viene ritrovato senza vita in un pozzo, tra gli accusati ci sono gli zii e sua cugina Sabrina.
Il motivo del cambiamento di titolo è dovuto al provvedimento cautelare emesso dal Tribunale di Taranto, e richiesto dal sindaco di Avetrana Antonio Iazzi. Questo per preservare l’immagine della comunità e difendere i cittadini del paese ormai stanchi di essere accostati al delitto. “Riteniamo di aver preservato l’immagine della comunità che rappresento fermo restando che proseguiremo in ogni sede competente, ove necessario, per la tutela dei diritti dei miei concittadini“. Il sindaco dichiara ciò dopo il provvedimento emesso dal Tribunale di Taranto e in attesa dell’udienza fissata il 5 novembre.
Il regista Mezzapesa dopo aver ringraziato The Walt Disney Company Italia e la società di produzione Groenlandia, per aver avuto l’occasione di raccontare con assoluta libertà e cura il suo lavoro, esprime il suo rammarico sulla vicenda. Attraverso un post su Facebook, scrive: “Come ormai molti sanno il titolo era un altro – ha scritto il regista Mezzapesa sui social – Un titolo che, per noi, racchiudeva l’essenza del racconto. Non è una rinuncia da poco, né indolore, ma è l’unica maniera che ci permette di arrivare a voi. E sapere che tutti ora potrete emozionarvi, stranirvi e anche incazzarvi con questa serie, rende la rinuncia meno difficile”.

























