La stanza, di Stefano Lodovichi

Lodovichi mette in scena un horror da camera alla luce del sole dove i protagonisti si scontrano contro i mostri del quotidiano. Su Prime Video, con Camilla Filippi, Edoardo Pesce, Guido Caprino

Prodotto dalla Lucky Red di Andrea Occhipinti e in streaming su Prime Video dal 4 gennaio, La stanza è il nuovo film horror di Stefano Lodovichi. Il progetto di partenza era quello di costruire un documentario sugli hikikomori, che vista la situazione di reclusione vissuta in tutto il mondo nel 2020 poteva essere un’operazione calzante. Così come gli hikikimori, i reclusi del film hanno paura del male esterno. Preferiscono rimanere nella loro zona di comfort per non confrontarsi con le proprie paure. Per questo Stella è pronta a lanciarsi dalla finestra col suo vestito da sposa addosso; ponendo così fine ad ogni suo tormento.

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Girato interamente in un teatro di posa così da ovviare ai tanti problemi di produzione con cui si sono dovuti scontrare i vari set, il progetto si è andato sempre più a trasformare in un film di finzione dalle forti tinte orrorifiche che strizza più volte l’occhio ai grandi maestri dell’orrore italiano come Dario Argento. Chiusi dentro la stanza liberty di Stella e Sandro, interpretati da Camilla Filippi e Edoardo Pesce, viviamo l’incubo “giornaliero” (Lodovichi bypassa totalmente l’ambientazione notturna) della famiglia. I mostri provengono dal quotidiano e il compito dell’ospite sconosciuto, l’ottimo Guido Caprino, è quello di rimetterli in campo con tutta la violenza possibile e permettere finalmente ai fuggitivi Stella e Sandro di potercisi confrontare. Il giornaliero e lo scandagliare i problemi di coppia tramite la formula del film di genere è una trovata interessante, ma che col progredire dei minuti sembra venir abbandonata in favore di un gioco sadico grandguignolesco che comunque riesce a intrattenere e incuriosire lo spettatore.

Sia i personaggi che il setting della storia sono spaccati a metà tra la voglia di giocare col genere e il tentativo di affrontare un cinema tipicamente europeo costruito sul dramma borghese e sul kammerspiel che tratta argomenti come il tradimento e la paura dell’esterno. Quello di Lodovichi è un film affastellato di grazia e morbidezza come l’art nouveau dei primi del Novecento, ricordata dal design degli spazi della casa che il regista stesso definisce un grande guscio dentro la tempesta. Si gioca bene col fuori campo e la suspense, ma rimane la sensazione che il film avrebbe potuto osare ancora di più, magari scendendo ancor di più in quell’irrazionale toccato unicamente nella parte finale dove non esiste più una distinzione tra passato e presente.

 

Regia: Stefano Lodovichi
Interepreti: Guido Caprino, Camilla Filippi, Edoardo Pesce, Romeo Pellegrini
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 85′
Origine: Italia, 2021

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.8

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3 (2 voti)
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