"La strategia degli affetti", di Dodo Fiori

la strategia degli affetti
Sembra di assistere al prototipo di quel cinema italiano preso in giro da Moretti in Caro diario. Un miscuglio tra Piazza Giochi e Nel mio amore con qualche spruzzata di una puntata di Incantesimo tra corpi che recitano in continua tensione, risate forzate, rappresentazione di un'alta borghesia in nero non meno pomposa di Io sono l'amore, risultato di un cinema che non ha neanche un respiro, un sussulto o un silenzio autentici
-----------------------------------------------------------
SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI: APERTE LE ISCRIZIONI ANNO 2022-23


-----------------------------------------------------------
la strategia degli affettiE' una rappresentazione di un'alta borghesia in nero che vorrebbe essere ripulita e intensamente melodrammatica quella di La strategia degli affetti. Con una rappresentazione degli interni che ambisce quasi ad essere l'occhio su un 'gruppo di famiglia in un interno' già filtrato in maniera pomposa da Io sono l'amore di Guadagnino. All'interno c'è una distanza padre/figlio. Paolo infatti non si riconosce nel figlio Matteo, non ne condivide il carattere e cerca di imporgli i propri valori mentre il ragazzo, spesso sostenuto dalla madre, cerca di trovare un punto di contatto con lui. L'arrivo in casa della figlia di un amico, Nina, mette in azione una serie di eventi che lo porteranno a conoscere i segreti della sua famiglia. Forse un film come La strategia degli affetti potrebbe rappresentare il prototipo di quel cinema italiano che Moretti prende in giro nel 1° episodio di Caro diario. Come eravamo e come ci siamo abbruttiti. Dodo Fiori, al suo secondo lungometraggio dopo Il silenzio intorno del 2005 (mentre questo è stato realizzato nel 2008) traveste una soap-opera da esibito cinema d'autore. Non manca nulla, tra bigliettini di Baci Perugina, cugini gemelli di Matteo aggressivi e rampanti, l'amico omosessuale, tensioni tra risate forzate e acqua caduta in tavola, frasi del tipo: "Chi mangia non piglia pesci". Definire La strategia degli affetti un film forzato è riduttivo. I dialoghi sembrano uscire dai personaggi quasi sotto tortura (soprattutto il personaggio della madre), il disagio di Matteo è sottolineato in maniera esagerata e neanche il mestiere di Paolo Sassanelli e Dino Abbrescia riescono a salvare la baracca. Sembra di assistere a una puntata di Incantesimo e a un miscuglio tra Piazza Giochi di Marco Costa (la figlia accolta in una famiglia benestante) e Nel mio amore di Susanna Tamaro (il padre che non considera il figlio). Soltanto Nina è l'unica figura interessante. Ma annega in questo cinema esibito e costruito dove non c'è neanche un respiro, un sussulto o un silenzio autentici, nel quale è stata coinvolta anche una brava sceneggiatrice come Heidrun Schleef. 
 
Regia: Dodo Fiori
Interpreti: Paolo Sassanelli, Marta Iacopini, Davide Nebbia, Nina Torresi, Dino Abbrescia, Joe Capalbo, Remo Remotti
Distribuzione: Cinecittà Luce
Durata: 80'
Origine: Italia, 2008
--------------------------------------------------------------
CORSO ONLINE DI SCENOGRAFIA CINEMATOGRAFICA

--------------------------------------------------------------

    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SENTIERI SELVAGGI

    Le news, le recensioni, i corsi di cinema, la riviste, i libri, gli eventi e tutte le nostre iniziative



    9 commenti

    • beh ragazzi di sentieri selvaggi, fate pace tra voi. prima uno scrive bene (e si firma) poi un altro (che invece la sua faccia non ce la mette) scrive questa roba dimostrando la sua frustrazione, il suo malessere da baretto romano e il suo accanimento borghese.
      siete patetici. lo avreste voluto fare voi questo film ?? vi mancano le palline.

    • questa è la recensione al film, come tutte, ovviamente, firmata. Sul film abbiamo pubblicato la scheda informativa e questa recensione.

    • ma è il regista che fa questi commenti idioti o un maniaco del web? cari selvaggi non rispondete e lasciate i commenti ai lettori e non ai finti autori…il regista vi scriverebbe in un altro modo non cosi'.

    • maniaco del web

      maniaco del web o dodo fiori rimane cmq da dire che la scheda e la recensione sono profondamente discordanti. e questo è fuori discussione.
      un po di coerenza, please.

    • "I dialoghi sembrano uscire dai personaggi quasi sotto tortura" ah!ah!ah! grande Emiliani! Continua cosi' a randellare questo cinema italiano da vergogna! Bravo!

    • ma che scrive il maniaco? non sa distinguere tra la parte informativa e quella critica di un giornale? Quella informativa è asettica, o comunque scevra da giudizi, quella critica è sul film. Lesson 1 di giornalismo. 5 cents, prego!

    • maniaco del web

      ecco giusto 5 cents. è quello che valete messi tutti insieme.

    • ma come è possibile che qualcuno si accanisce cosi' sul lavoro altrui ???
      questa pessima recensione mi ha fatto venir voglia di vedere il film in questione. si capisce che c'è qualcosa che va oltre alla semplice critica. questo è un gratuito e volgare attacco a qualcuno che, per fortuna, ha fatto un lavoro diverso da tutta questa sbobba di cinema italiano che ci costringono a subire. Non sono affatto d'accordo con la recensione. il film è forte, diretto, bello.

    • GRANDE FILM GRANDE DODO FIORI CONTINUA COSI FREGATENE DI TUTTO E DI TUTTI COME HAI FATTO FINO AD ORA ASPETTIAMO DI VIBRARE ALLA VISIONE DEL TUO NUOVO FILM