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La top 10 del 2025 per John Waters. Al primo posto Eddington

Il regista di classici del trash e del camp, come Pink Flamingos e Grasso è bello, ha condiviso i suoi dieci film preferiti dell’anno. Al primo posto il nuovo film di Ari Aster

John Waters, regista di classici del trash e del camp come Pink Flamingos e Grasso è bello, ha annunciato la sua top 10 dei migliori film del 2025. A differenza dei Cahiérs du Cinema, che si sono concentrati sul cinema d’autore e prettamente festivaliero, il cineasta statunitense ha prediletto titoli capaci di divertire e provocare allo stesso tempo.

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Al primo posto c’è Eddington di Ari Aster: “Il mio film preferito dell’anno è una storia sgradevole ma molto divertente, estenuante come la politica odierna, con personaggi per cui nessuno potrebbe mai fare il tifo. Eppure è così spaventosamente divertente, così stranamente casto e perverso che vi sentirete completamente fuori di testa e così culturalmente colto dopo averlo visto. Se non vi piace questo film, vi odio.”

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A seguire, Final Destination: Bloodlines di Adam B. Stein e Zach Lipovsky perché giudicato capace di elevarsi oltre al trash ed entrare in una nuova forma di exploitation. Per lui, forse, il miglior capitolo dell’intera saga.

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A chiudere il podio dei preferiti di John Waters, la trilogia di Oslo di Dag Johan Haugerud: Sex, Love e Dreams. Per il regista di La signora ammazzatutti si tratta di film straordinari, diretti dall’“erede di Ingmar Bergman”.

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In quarta posizione ha citato Sirāt di Oliver Laxe, la migliore avventura acida e struggente mai girata: Fatti da parte, Mad Max. Sbrigati, Il salario della paura. Questo nuovo, emozionante viaggio cinematografico verso un rave party nei deserti del Marocco devastato dalla guerra fa sembrare quei classici dei lenti.”

Sauna, del debuttante alla regia Mathias Broe, ricopre la quinta posizione, un’intima storia romantica tra un ragazzo gay e un uomo trans: “Cunnilingus strabico: una nuova frontiera da considerare?”

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In sesta posizione, Room Temperature di Dennis Cooper e Zac Farley. Il regista lo descrive come un film volutamente noioso, su una famiglia e le loro decorazione di Halloween: “Proprio quando inizi a odiare questo film, all’improvviso ti rendi conto… eh? Lo adoro. È strano, inquietante e forse… solo forse, fantastico.”

Per la settima posizione, John Waters ha citato L’uomo nel bosco di Alain Guiraudie. Si tratta di un thriller dove omicidio, incesto e legami sconvenienti si incrociano: “il pubblico resta sbalordito dai colpi di scena a sfondo sessuale e da un finale da leccarsi i baffi. Cavolo! Questo è fuori dai binari!”

L’ottavo film preferito è Sotto le foglie di François Ozon per il suo tocco privo di pregiudizi: “Un dramma toccante – e quando mai mi avete sentito usare questa parola?”

In nona posizione, il documentario My Mom Jane di Mariska Hargitay, la star di Law & Order: Special Victims Unit e figlia di Jane Mansfield: “Un documentario di prim’ordine che svela un segreto dopo l’altro su Jayne Mansfield e la sua famiglia, che vi terrà con il fiato sospeso e forse vi farà piangere.”

A chiudere la top 10 di John Waters, il film fantascientifico L’impero di Bruno Dumont, giudicato straordinario anche se non faceva ridere: “Non sono un fan della fantascienza, ma quando un’astronave brutalista atterra nel nord della Francia in questo film, mi sono inginocchiato per adorare le divinità mutanti a bordo. Non mi ero reso conto che questa sceneggiatura dovesse essere divertente finché non ho letto le note stampa dopo averla vista.”

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