"L'amore ritrovato", di Carlo Mazzacurati

La prevedibilità e l'eccessiva dilatazione sono le caratteristiche principali di questo film che, nonostante non difetti particolarmente nella struttura formale e nella messa in scena, rimane sempre lontano dal procurare interesse nello spettatore


Ispirato al romanzo Una relazione del grande scrittore Carlo Cassola, L'amore ritrovato è stato presentato fuori concorso alla 61esima Mostra del cinema di Venezia ed accolto, a ragione, molto tiepidamente. La storia è ambientata nella Toscana della metà degli anni Trenta ma la vicenda abbraccia ben dieci anni della vita dei protagonisti. Giovanni è un trentenne che lavora in banca, sposato con un figlio, una personalità piuttosto insoddisfatta e dalla passione inquieta. Fa il pendolare in treno e durante uno dei suoi spostamenti incontra Maria, una vecchia e breve fiamma dal passato piuttosto promiscuo e turbolento.

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La prevedibilità e l'eccessiva dilatazione sono le caratteristiche principali di questo film che, nonostante non difetti particolarmente nella struttura formale e nella messa in scena, rimane sempre lontano dal procurare interesse nello spettatore, anche in quello più addomesticato dalle deboli sceneggiature dei telefilm. E' infatti la trama e il suo sviluppo che rendono monotona la visione della pellicola, un melò che conferma i luoghi comuni più abusati che ricorrono quando si parla di storie d'amore clandestine. L'amore è passione e vita ma all'uomo medio, stretto tra ipocrisia e mancanza di coraggio, non è dato di poterne godere a pieno. Carlo Mazzacurati, regista già in passato ospite della Mostra del cinema di Venezia, consapevolmente astrae la vicenda amorosa dal contesto storico in cui si svolge (fa eccezione una battuta in cui ci si ricorda delle punizioni previste dal regime fascista per gli adulteri) accusando le ultime produzioni televisive di aver abusato talmente tanto del periodo storico da renderlo inutilizzabile. La fotografia, impeccabile così come i costumi, regalano dei bei momenti di luce che servono soprattutto ad incorniciare il viso solare di una Maya Sansa decisamente più credibile del suo partner cinematografico Stefano Accorsi, nonostante anche lei non riesca del tutto a esprimere la complessità che caratterizza i personaggi di Cassola.


 


Regia: Carlo Mazzacurati

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Interpreti: Stefano Accorsi, Maya Sansa, Marco Messeri, Luisanna Pandolfi, Vania Rotondi, Giacomo La Rosa.


Distribuzione: Medusa


Durata: 108'


Origine: Italia, 2004


     


 

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