Lassie torna a casa, di Hanno Olderdissen

A quasi ottant’anni dal primo film, il nuovo adattamento rispolvera un’icona generazionale a favore di una storia corale, in cui il collie non è più protagonista assoluta

Lassie ritorna, ciclicamente, e a distanza di quasi ottant’anni dalla prima uscita cinematografica appare molto simile nella forma e nel contenuto: dal racconto di Eric Knight pubblicato nel 1938 sul Saturday Evening Post a cui seguì il romanzo e pochi anni dopo il film della MGM con una piccolissima e già riconoscibile Elizabeth Taylor, la figura di questo cane, collie coraggiosa e fedelissima al suo padroncino, ha raccolto l’affetto di tutti tanto da diventare un’icona a cui è stata dedicata anche una stella celebrativa sulla Walk of Fame. Nuovi adattamenti per il piccolo e grande schermo e diverse serie, animate e in live-action, hanno accompagnato ogni generazione fino a oggi.

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Olderdissen non poteva certo riscrivere una storia ormai così classica e popolare; collocarla nel presente era invece necessario: se allora lo sfondo della Grande Depressione era lo spunto narrativo – il padre rimasto disoccupato è costretto a vendere al duca Lassie – qui il pretesto è per certi versi meno drammatico – la proprietaria di casa si lamenta del cane e costringe la famiglia ad affidarlo temporaneamente al conte. Il discorso si fa tuttavia più sottile perché viene inserito nella situazione attuale di molte imprese familiari a carattere artigianale costrette a chiudere con la conseguente progressiva scomparsa di maestranze e mestieri antichi come la soffiatura del vetro. C’è dunque nel film un lieve sussulto verso la resistenza e la bellezza di queste arti secolari e di uno stile di vita legato a ritmi più naturali – il personaggio della circense ambulante che gira il paese con la sua cagnolina ammaestrata. Del resto l’ambiente con i suoi paesaggi maestosi è onnipresente in una chiave che non è semplicemente da corredo alle avventure di Lassie, che dovrà sfidare anche la paura dell’acqua per ricongiungersi alla sua famiglia. Il regista sceglie altresì di dare più spazio ai due bambini – che nel film del 1943 erano messi da parte a favore di uno sviluppo canino-centrico – così come alle storie secondarie, in direzione di un racconto corale fedele al discorso generale sull’appartenenza a una comunità.

Titolo originale: Lassie – Eine abenteuerliche Reise
Regia: Hanno Olderdissen
Interpreti: Nico Marischka, Bella Bading, Sebastian Bezzel, Matthias Habich, Anna Maria Mühe, Christoph Letkowski, Justus von Dohnányi, Johann Von Bülow, Jana Pallaske
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 90′
Origine: Germania, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.2

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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