L’Atalante, di Jean Vigo

Restaurato in 4K nel 2017 da Gaumont in collaborazione con Cinémathèque Française e The Film Foundation con il supporto di CNC presso i laboratori L’Immagine Ritrovata di Bologna e L’Image Retrouvée a partire da nitrati originali di prima generazione, il capolavoro francese ritorna sul grande schermo da lunedì 15 gennaio (dal 25 gennaio 2018 disponibile in Dvd e Blu-ray), in diverse sale nazionali. L’evento rientra nella più ampia iniziativa “Tutto Jean Vigo”, diretta scientificamente da Bernard Eisenschitz  e che ha permesso il restauro completo della filmografia del regista, morto di tubercolosi a soli 29 anni. Un lungometraggio (L’Atalante), un mediometraggio (Zero in condotta), e due cortometraggi (À propos de Nice, La natation par Jean Taris), meno di tre ore di cinema tra le più memorabili e imprescindibili di sempre. Due giovani sposi, Juliette e Jean, vivono su una chiatta in navigazione sulla Senna. Lentamente il loro rapporto entra in crisi e Juliette sbarca perdendosi per le strade di Parigi.

atalante1Sulla chiatta del veggente, si incontrano libertà linguistiche e figurative, per poi immergersi nell’astratto realismo del cinema. E’ la storia d’amore infinita, la poetica cognitiva del cinema contro la morte, dentro la morte, sovraimpressione della mente non come pensiero, bensì incarnata nel corpo, lo strumento primario attraverso il quale facciamo esperienza della realtà. È l’incarnazione, l’euforia dell’accoppiamento che presto svanisce, fino all’accettazione con occhi aperti anche sott’acqua, anziché tagliati con una lametta. L’Atalante, una volta sul fiume, plasma il mondo reale, la quotidianità. Una “giornata lunga”, che non indica soltanto un giorno in cui il tempo sembra dilatarsi all’infinito, ma evoca anche ciò che accomuna i protagonisti: il desiderio di conservare quella sensazione di intensa felicità legata a un momento, a un’occasione, a una stagione, nella speranza che possa non finire mai.

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atalante4Nell’acquario di Parigi si entra nel mondo dell’altro, condividendo azioni, emozioni, sensazioni. È la visione che ridefinisce il capolavoro anche ai nostri tempi: Jean Vigo va oltre le qualità artistiche e i gusti delle classi critiche dominanti. Il capolavoro che scorre lungo la Senna giunge a stilizzare funzioni biologico-cognitive comuni. È l’enigma del tuffo in cui si raffigura una storia non propriamente “esatta”, ma praticamente indefinita. Lo sfumato e turbolento di Jean Vigo regalano la natura ambigua, precedente alla divisione tra maschile e femminile. Una scelta che attiva universalmente e per sempre l’attitudine a saperne di più, a indagare, oltre le liquide profondità del cinema d’anticipazione (come Jules Verne per la narrativa…), che non deriva il suo valore dall’azzeccare questo o quell’aspetto del futuro, ma dalla sua necessità poetica.

Titolo originale: id.
Regia: Jean Vigo
Interpreti: Michel Simon, Dita Parlo, Jean Dasté, Gilles Margaritis, Louis Lefebvre, Raphaël Diligent

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Distribuzione: Il Cinema Ritrovato
Durata: 89’
Origine: Francia 1934

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