LAVORI IN CORSO. Calopresti, Eastwood, Mikkelsen, Will Smith, Ari Aster

Tra le pellicole protagoniste del prossimo Taormina Film Fest troveremo l’ultimo lavoro di Mimmo Calopresti, un western atipico sulla fine di un mondo e sul sogno di cambiare il corso degli eventi grazie alla voglia di riscatto di un popolo.

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Aspromonte, La terra degli ultimi sarà presentato durante la manifestazione il 2 luglio come Evento Speciale, nella magnifica cornice del Teatro antico di Taormina.
Interpretato da Valeria Bruni Tedeschi (La pazza gioia), Marcello Fonte (Dogman), Francesco Colella (Zero zero zero), Marco Leonardi (Anime nere) e Sergio Rubini, la pellicola rappresenta un punto estremamente importante nella carriera di Calopresti.
Una produzione Italian International Film con Rai Cinema, prodotto da Fulvio e Federica Lucisano e scritto da Mimmo Calopresti con Monica Zapelli (I cento passi), che ci raccontano la difficile realtà di Africo, un paesino arroccato nella valle dell’Aspromonte calabrese, alla fine degli anni ’50, dove una donna muore di parto perché il dottore non riesce ad arrivare in tempo e perché non esiste una strada di collegamento.
Gli uomini, esasperati dallo stato di abbandono, vanno a protestare dal sindaco. Ottengono la promessa di un medico, ma nel frattempo, capeggiati da Peppe, decidono di unirsi e costruire loro stessi una strada. Tutti, compresi i bambini, abbandonano le occupazioni abituali per realizzare l’opera.
Giulia, la nuova maestra elementare, viene dal Nord, e vuole insegnare l’italiano “se Africo entrerà nel mondo grazie alla strada, i ragazzi dovranno conoscerlo prima, imparando a leggere e a scrivere”. Ma per il brigante Don Totò, quello che detta la vera legge, Africo non può diventare davvero un paese ‘italiano’.
«Il Sud è da sempre luogo geografico e luogo dell’anima. – ha dichiarato l’autore – Inferno e paradiso, cronaca e favola. Così è questo film. Africo è in Europa, e ci ricorda cosa, solo un secolo fa, poteva essere la nostra terra, ma in quanto sud assomiglia nei suoi sogni e nelle sue sconfitte, più che al nostro continente, a tutti i luoghi ai margini del mondo. Ancora vivi, ancora presenti, ancora disperatamente alla ricerca di un futuro, alla porte dell’Europa» .
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Clint Eastwood, avvezzo ormai da anni nel portare sul grande schermo potenti storie di cronaca, punta nuovamente sulla realtà con il film The Ballad of Richard Jewell: siamo nel 1996 e durante le Olimpiadi di Atlanta la guardia di sicurezza Richard Jewell aiutò molte persone a salvarsi dall’attentato terroristico. Più tardi però l’eroico uomo venne ingiustamente sospettato di essere complice nello stesso atto criminoso e solo nel 2005 Eric Robert Rudolph confessò di essere l’artefice dell’attentato.
Un progetto preso in carico anni da fa da Leonardo DiCaprio e Jonah Hill e che ora figurano tra i produttori lasciando la responsabilità artistica all’infaticabile e iconico Eastwood.
Se l’attore Sam Rockwell (Tre manifesti a Ebbing, Missouri, Vice – L’uomo nell’ombra) era già stato confermato nel ruolo dell’avvocato che difese Jewell durante il processo, ora si menziona Paul Walter Hauser nella sua prima grande occasione da protagonista.
Conosciuto per I, Tonya e BlacKkKlansman, opere principali in cui Hauser si è fatto notare, è palese che la sua grande chance sia tra le più fortunate e ambite per qualunque attore. Davvero un’opportunità da non perdere!
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Sono iniziate le riprese di Druk, pellicola che vede il ritorno al cinema del regista danese Thomas Vinterberg con l’attore Mads Mikkelsen, insieme arrivati al grande successo de Il sospetto che valse a quest’ultimo il premio come Miglior attore al Festival di Cannes del 2012.
Scritto dal regista con Tobias Lindholm, la vicenda raccontata si incentra su un gruppo di insegnanti che decide di affrontare la vita lavorativa in un (più o meno) leggero stato di ebrezza alcoolica. Con conseguenze, ovviamente, piuttosto problematiche.
Le riprese avranno luogo in Danimarca fino al mese di luglio, portando Mikkelsen ad un ritorno in patria dopo una favorevolissima accoglienza avuta in questi anni negli studios hollywoodiani. Accanto a lui troveremo Magnus Millang, Maria Bonnevie e Helene Reingaard Neumann.
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Tra i biopic più attesi dei prossimi anni figura indubbiamente King Richard, progetto che ha finalmente trovato un regista dopo la già confermata presenza di Will Smith come protagonista.
A prendere le redini del film sarà Reinaldo Marcus Green (Monsters and Men), ponendo il suo sguardo sulla storia di Richard Williams, padre delle due più grandi tenniste della storia Venus e Serena: quando le due sorelle erano molto piccole e la famiglia viveva a Compton (uno dei peggiori quartieri di Los Angeles) l’uomo decise che avrebbero dominato tale sport, pur non avendo nessuna preparazione in materia tennistica. Così Richard scrisse un piano di settantotto pagine riguardante il loro futuro di atlete e iniziò ad allenarle, ottenendo gli incredibili risultati ormai ampiamente noti.
Il film uscirà nelle sale statunitensi il 20 novembre 2020, una data che lo pone in evidenza per la grande stagione dei premi più considerevoli. Che sia aria per una terza candidatura all’Oscar a Will Smith, dopo Alì e La ricerca della felicità? Staremo a vedere.
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La storia della fine di un amore vestita in abiti horror” così il regista Ari Aster, arrivato al successo per il suo controverso Hereditary, descrive Midsommar – Il villaggio dei dannati in uscita il prossimo 25 luglio nelle nostre sale con la distribuzione di Eagle Pictures.
Un “folk horror” interpretato da Florence Pugh e Jack Reynor che racconta di una coppia arrivata in Svezia per far visita a un amico che abita in un villaggio di campagna, allo scopo di festeggiare con lui la tradizionale festa di mezza estate. La celebrazione dove capitano i due è a dir poco speciale e inusuale: dura nove giorni e si svolge una volta ogni novant’anni. Una ancor maggiore singolarità verrà assunta presto, con contorni disturbanti e inquietanti legati al culto pagano praticato in quelle zone.

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IL TRAILER ITALIANO:

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