LAVORI IN CORSO. Villeneuve, Zack Snyder, James Ivory, Paul Schrader, Mordini

Dopo la versione del 1984 ad opera di David Lynch e la miniserie del 2000 Dune – Il destino dell’universo, il regista franco – canadese Denis Villeneuve sta rilasciando le prime anticipazioni sul suo progetto ispirato al famoso romanzo fantascientifico di Frank Herbert, primo di un ciclo di sei libri scritti tra il 1965 e il 1985.
Nell’idea del cineasta, che sottolinea l’importanza di mantenere intatto lo spirito originario del capolavoro letterario, c’è quella di dividere la storia in due film. Desiderio inespresso per il precedente Blade Runner 2049, originariamente pensato anche questo in due parti.
Insieme allo sceneggiatore Eric Roth, Villeneuve avrebbe già scritto una prima versione dello script del suo Dune.
I due film, per problemi di costi produttivi, verranno realizzati uno per volta mantenedo una successione drammaturgica analoga allo spirito del caposaldo letterario di Herbert, elemento che il regista ha criticato nella versione di Lynch che, pur ritenendolo un grande autore, non ha trovato nel suo adattamento il sogno che cercava.
Non ci resta che attendere notizie sull’attesissima rivelazione del cast e una possibile data d’uscita.
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Un periodo buio ha toccato la vita del regista Zack Snyder, dalla vita privata con il suicidio della figlia agli insuccessi legati ai suoi lungometraggi nell’universo DC Comics.
Ora Snyder sembra pronto a tornare sul set e l’occasione si presenta con The fountainhead, La fonte meravigliosa, ispirato all’omonimo romanzo del 1943 di Ayn Rand e portato sul grande schermo da King Vidor nel 1949 con la coppia Gary Cooper e Patricia Neal.
La storia si approccia a quella di un architetto geniale e visionario, disposto a far saltare in aria la propria creazione, un avvenieristico grattacielo, pur di difenderla dagli attacchi di un crudele miliardario e dalle critiche di un ambiente non preparato.
Un progetto che suscita notevole interesse e che precederà The last photograph, altro film dato in preparazione, dal tema bellico.
Ci auguriamo che questa nuova svolta possa portare un nuovo volto al talento di Snyder, già esemplificato da pellicole del calibro di Watchmen e 300, uscendo finalmente dal mondo del franchise cinematografico che ha piegato non di poco la sua carriera negli ultimi anni.
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Il premio Oscar James Ivory, che con i suoi 89 anni ha segnato un record per l’Academy Awards vincendo con la sceneggiatura di Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, è pronto a proseguire la sua carriera nel campo mettendo le mani su The Judge’s Will, Il testamento del giudice, articolo scritto dalla sua compianta collaboratrice storica Ruth Prawer Jhabvala.
Alla regia troveremo Alexander Payne per una vicenda che narra di un giudice di Delhi, prossimo alla morte e deciso a preservare il destino della sua giovane amante: il giudice viveva infatti separato in casa con sua moglie, che alla sua dipartita non avrebbe avuto alcuna tolleranza per l’altra donna.
E’ una premessa abbastanza universale, la faccenda di un uomo ricco che ha un’amante e vuole proteggerla dopo la sua morte. – ha dichiarato Ivory – Senti l’influenza di Ruth, il suo modo di pensare le cose e i rapporti umani, c’erano persone che non le andavano a genio quando le conosceva, poi col tempo finiva per affezionarsi, senza rimanere ancorata alle sue impressioni. L’idea di una famiglia che deve prendersi cura dell’amante, preoccuparsi per lei, è una cosa molto alla Ruth“.
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Considerato tra i registi cardine della New Hollywood, Paul Schrader è stato anche firma delle sceneggiature di capolavori come Taxi Driver e Toro Scatenato, oltre che autore di numerosi cult: da American Gigolò, Mishima: una vita in quattro capitoli, Cortesie per gli ospiti e Affliction.
Un talento che, negli ultimi anni, è sembrato affievolirsi negli insuccessi di Il nemico invisibile e Cane mangia cane ma apparentemente ripresosi con First reformed, pellicola presentata in concorso al Festival di Venezia e molto apprezzata dalla critica americana.
Al centro della vicenda troviamo Ethan Hawke, ex cappellano militare il cui figlio è morto in Iraq e alle prese con una profonda crisi esistenziale.
Accanto ad Hawke anche Amanda Seyfried e Cedric The Entertainer, alle prese con tematiche più consone al regista che abbiamo amato: la solitudine dell’individuo in un mondo devastato dall’odio, la mancanza di fede, la ricerca della verità.
In attesa di una data d’uscita ufficiale, di seguito il trailer del film:

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Firma, tra gli altri, di Acciaio e Pericle il nero, il regista Stefano Mordini ha appena iniziato le riprese del suo nuovo film dal titolo Il testimone invisibile.
Sei settimane per un set che si svolgerà tra il Trentino e Roma con protagonisti Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio e Maria Paiato.
Sinossi ufficiale: Adriano Doria (Riccardo Scamarcio), un giovane imprenditore di successo, si risveglia in una camera d’albergo chiusa dall’interno accanto al corpo senza vita della sua amante, l’affascinante fotografa Laura (Miriam Leone).
Viene accusato di omicidio ma si dichiara innocente.
Per difendersi, incarica la penalista Virginia Ferrara (Maria Paiato), famosa per non aver mai perso una causa.
L’emergere di un testimone chiave e l’imminente interrogatorio che potrebbe condannarlo definitivamente, costringe Adriano e l’avvocato Ferrara a preparare in sole tre ore la strategia della sua difesa e a cercare la prova della sua innocenza.
Spalle al muro, Adriano sarà costretto a raccontare tutta la verità.
Prodotto da Warner Bros. Entertaiment Italia, Picomedia e Roberto Sessa con la collaborazione di Trentino Film Commission, la pellicola sarà distribuita da Warner Bros. Pictures.