L’avvocato di strada. THE NIGHT OF e dintorni

Quando John “Red” Stone sente, per la prima volta, un accenno della storia di Naz Khan, in un solo attimo il suo sguardo ci rivela già che tipo di avvocato (e di uomo) è.  Non importa che il loro incontro nasca grazie ad un fraintendimento (Stone è convinto che Naz sia accusato di violenza, non di omicidio) e che John, avvocato di strada, sempre pronto a trovarsi un cliente correndo dietro le ambulanze e facendo la spola dentro i commissariati, non sia, almeno a prima vista, il legale più adatto ad affrontare un caso di tale portata..  Nella notte peggiore della sua vita, ad un passo dalle porte dell’inferno, per il ragazzo l’apparizione epifanica di John diventa immediatamente una barriera, un’ancora di salvezza.  Stone, infatti, sarà l’unico collegamento di Naz con la speranza, in un calvario disperato contro un sistema che ha già deciso il suo destino di colpevole perfetto.  Turturro, come è noto, è un italo-americano di Brooklyn, cresciuto tra le strade del borough, ben lontano dalle luci di Manhattan. L’attore è incredibilmente perfetto nei panni stropicciati e sporchi dell’avvocato, nella sua barba sciattamente lunga e in quell’eczema misterioso che, lentamente, lo costringerà a diventare una sorta di freak mascherato.

L’abusata trovata letteraria/lombrosiana di usare difetti e orrori fisici come metafore di morali ambigue o di animi gretti, nella caratterizzazione di John Stone, trova in The Night of il suo decisivo ribaltamento. La disgustosa dermatosi di Turturro diventa un’armatura da ostentare, una divisa da indossare con orgoglio. La malattia si evolve proporzionalmente allo svelamento del “cuore puro” di Stone, come se il rosso (politico) del suo impegno debba uscire fuori, manifestarsi visivamente marchiandone la sua pelle. Nel personaggio di Stone, la coppia Zaillian-Price, con un’operazione di rinnovamento drammaturgico tanto caro a molte produzioni HBO, riadattano il personaggio del “fixer” di strada, del detective “eroe morale per caso”, trasformandolo in qualcosa di diverso dallo stereotipo narrativo. turturro-night-of-2Di avvocati come John Stone l’intera produzione legal thriller di John Grisham ne è piena, uomini onesti disposti a mettere in campo la propria esperienza e i propri ideali pur di far vincere la Giustizia. Eppure l’esempio etico di John Stone diventa un unicum, soprattutto per la sua urgenza ideologica. John è un “loser”, un legale da quattro soldi capitato su un caso troppo grande per lui (sin dal primo episodio nessuno crede nelle sue capacità o nelle sue buone intenzioni) che rivendica costantemente la propria dimensione. La forza del suo impegno, l’abnegazione civile con cui si spende per la Causa, a differenza dei suoi ben pagati e ben vestiti avversari e colleghi, sono le colonne di una morale che ha a che fare, più che con la pratica legale, con l’essere civile.

Il coinvolgimento di John Turturro nasce da un lutto e da una resurrezione. Il progetto iniziale di The Night Of vede la sua origine grazie all’interesse di James Gandolfini, pronto a intraprendere una nuova avventura con HBO dopo il successo dei Sopranos. Gandolfini, innamoratosi della storia e del personaggio di Stone, è consapevole di avere per le mani il nuovo ruolo della sua vita e, di conseguenza spende tutte le sue forze nella produzione. Dopo la prematura scomparsa dell’attore (ricordato nei titoli di coda di ogni episodio, con la qualifica postuma di executive producer) il progetto sembra abortito fino al coinvolgimento di Turturro che prende, quasi per caso, in eredità il ruolo. La sua interpretazione, come il caso del suo personaggio, arriva all’improvviso, e diventa da semplice lavoro “occasionale”, una prova d’attore decisiva. L’annullamento di Turturro nel ruolo è cosi, non solo il tentativo di consegnare un altro esempio di un percorso difficilissimo d’onesta (molto simile a quello del sindaco Nick Wasicsko di Show Me a Hero), ma soprattutto il lungo e commovente omaggio ad un collega e amico scomparso.