Lawrence, di Giada Diano ed Elisa Polimeni

Un ritratto appassionato e felice di Lawrence Ferlinghetti che ci ha lasciato a febbraio a 101 anni. Il film, in questo omaggio postumo, ma non meno affettuoso, possiede una sua complessa linearità

Scorre sullo schermo l’immagine di un poeta che legge la vita attraverso la parola, attraverso quella poesia che è “insurrezione”, come incidentalmente ci mostrano le immagini di questo film che riattraversa la vita e i sentimenti di Lawrence Ferlinghetti. Giada Diano, sua biografa ufficiale, e Elisa Polimeni, che si è occupata in più occasioni soprattutto del lavoro pittorico del poeta italo-americano, hanno realizzato questo film omaggio a quello che è stato, fino a qualche anno fa, l’ultimo rappresentante di quella irripetibile stagione che è stata la beat generation. Creatore di versi e inventore di parole, pittore e artista politico, come si conviene a chi ha vissuto l’epoca dei grandi scontri ideali e delle grandi prospettive sulla costruzione del futuro che sono appartenute anche ai poeti e agli scrittori di quei decenni. Ferlinghetti è stato anche un uomo legato in più forme alla diffusione della cultura a cominciare dalla fondazione della sua libreria, e poi casa editrice, la “City Lights” che ha mutuato il nome, previa liberatoria di Charlie Chaplin, come racconta lo stesso Ferlinghetti, dal famoso film del regista inglese.

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Diano e Polimeni, che compaiono nelle sequenze finali, sui titoli di coda, lavorano, con la coerenza dovuta alla conoscenza del soggetto dell’indagine, sulla consistenza dell’immagine e della parola come componenti essenziali di un film che abbia come obiettivo quello di raccontare l’essenza di un poeta. Con le immagini le due registe hanno saputo ricostruire l’ambiente di vita di Ferlinghetti con una perfetta centratura della sua stessa figura nei primissimi piani che colgono le sfumature delle sue espressioni. Un lavoro che sembra volere restituire nella caotica forma di un’esistenza vissuta su più livelli, lo stesso amabile “disordine” intellettuale così affascinante che lega pittura e parola, poesia e politica in quell’umanitarismo che non si è mai dissociato dal senso profondo della Beat generation, di cui Ferlinghetti è testimone e appassionato narratore. Sull’altro versante è la parola che ridisegna il profilo del poeta, quella parola che ha attraversato la sua vita e con la quale Ferlinghetti ha interpretato il suo ruolo critico di artista. Parole nelle quali sembra riecheggiare un sopito anarchismo stemperato da una matura saggezza, che lo porta a prefigurare un socialismo umanitario che regga le sorti del nostro futuro.

Il film conferma la lunga frequentazione che le due autrici hanno avuto con Ferlinghetti e con la sua opera complessiva, con il suo pensiero. Il film, in questo omaggio postumo, ma non meno affettuoso, possiede una sua agilità di fondo, una sua complessa linearità con la quale le registe dimostrano di avere messo a frutto l’intenzione iniziale, quella di trasporre nelle immagini una certa naturale leggerezza che accompagna le immagini costituendone una leggibile sottotraccia. Ciò accade perfino quando lo scrittore rievoca la sua infanzia e ricorda con commozione la ricerca delle sue origini italiane, della casa di suo padre e della originale relazione amorosa che avevano i suoi genitori. Un racconto per immagini, naturalmente, ma che con naturale versatilità si rivolge all’animazione che si sovrappone al racconto in quella sostituzione dell’immagine mancante cui supplisce il disegno che anche in questo caso dimostra le sue immaginifiche e poetiche potenzialità.
Lawrence diventa così un ritratto appassionato e felice di questo anziano scrittore, che ci ha lasciato il 22 febbraio scorso a 101 anni. Un film che si ama istintivamente perché, per l’appunto, felice nel racconto, che si fa breve, di questa esistenza non solo così lunga, ma anche così proficua e generosa. Lawrence lascia il segno di un amore che non sembra esaurirsi nelle due autrici per il genio poetico di Ferlinghetti e un’altra testimonianza a favore di una possibile bellezza poetica che potrebbe anche servire a salvare il mondo.

Regia: Giada Diano e Elisa Polimeni
Distribuzione: Garden Film
Durata: 66’
Origine: Italia, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5
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Il voto dei lettori
4.67 (3 voti)
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