“Le avventure di Sammy – Il passaggio segreto”, di Ben Stassen

le avventure di sammyIl giro del mondo in cinquant’anni. Al contrario di Phileas Fogg, la tartaruga Sammy è campione della lentezza. Il suo è un viaggio meno spettacolare e mozzafiato rispetto a quello dell’eroe di Jules Verne, è vero, ma raggiungere e, soprattutto, riconoscere il passaggio segreto, il luogo immateriale che bisogna conquistare per diventare Uomini, è un’impresa che richiede tempo. Molto tempo e molto coraggio. La lentezza si sostituisce all’estetica della velocità, perchè l’andare troppo in fretta è la bugia che si racconta per nascondere l’assenza di una meta. E’ quanto ci rivela in apertura del film la rassicurante e consapevole voce (nella versione originale) di uno Stacy Keach nelle vesti del maturo Sammy, ormai quasi nonno. Ma la lentezza come unica andatura possibile, del cinema e della vita, è solo una dichiarazione di intenti ben presto dimenticata. Fondatore della nWave Pictures, casa dedita alla produzione di contenuti 3D/4D (forse anche per questo il 3D de Le avventure di Sammy appare più come un ricatto spettacolare, che non come uno strumento narrativo), il belga Ben Stassen preferisce non addentrarsi in territori pericolosi, rinunciando da subito all’esperienza di una temporalità dilatata, e si limita invece a sfornare un incolore prodotto d’intrattenimento per la prima infanzia. Fiaba di vocazione ambientalista, Le avventure di Sammy prende avvio seguendo i ricordi del protagonista che, in attesa che le uova dei suoi nipoti si schiudano, si concede di tornare indietro nel tempo per raccontare la sua lenta corsa intorno al mondo, o meglio, in quell’ignoto spazio, tutto interiore, dove l’ancora inesperto Sammy deve imparare a costruire una salda trama di affetti per potersi confrontare con la vita e, finalmente, tornare a casa. Non a caso la struttura narrativa del film è rigidamente scadenzata da capitoli che coincidono con gli incontri del protagonista con Shelly, la futura compagna, con l’amico Ray, con la dolce umana Snow, con il gatto Catoff, e che segnano, ognuno a modo suo, un passo in avanti nell’educazione sentimentale della piccola tartaruga. E’, dunque, il classico percorso di formazione, con tutto lo spaesamento di un rito di passaggio che si compie in anni ed anni di apprendistato, quello che Ben Stassen, racconta attraverso le peregrinazioni del suo eroe. Un percorso compiuto nel bel mezzo del mare aperto, fatto di scoperte, di perdite e di ritrovamenti, che tenta di guardare all’inarrivabile Nemo per l’ambientazione e, soprattutto per il tema del viaggio di ricerca (del proprio posto nel mondo, del superamento della paura dell’abbandono, e ultima, ma non meno importante, della famiglia), ma non sfiora neanche per un attimo la vertigine sensoriale e la libertà visionaria del capolavoro firmato dalla coppia Stanton/Unkrich. Il film di Stassen rimane invece schiacciato dalla sua vocazione di manifesto ambientalista, senza riuscire mai sottrarsi al dominio del messaggio del quale ha scelto di farsi portatore.
 
  
Titolo originale: Sammy's avonturen: De geheime doorgang
Regia: Ben Stassen
Interpreti: (voci originali) Yuri Lowenthal, Anthony Anderson, Jenny McCarthy, Tim Curry, Stacy Keach, Melanie Griffith
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 85’
Origine: Belgio, 2010