Le ceneri del tempo. Il cinema di Wong Kar-wai

 

Il Museo Nazionale del Cinema presenta al Cinema Massimo
Le ceneri del tempo. Il cinema di Wong Kar-wai
 
7-15 giugno 2010
Cinema Massimo – via Verdi, 18, Torino
 
 
Il Museo Nazionale del Cinema rende omaggio al regista, sceneggiatore e produttore cinese Wong Kar-wai con una retrospettiva completa, dal titolo Le ceneri del tempo, che avrà luogo al Cinema Massimo dal 7 al 15 giugno 2010.
 
In occasione dell’omaggio a Wong Kar-wai, martedì 8 giugno 2010 alle ore 20.30 nella sala Tre del Cinema Massimo,Silvio Alovisio presenterà al pubblico il suo libro, interamente dedicato al maestro cinese, dal titoloWong Kar-wai, Il Castoro Editore. Insieme a lui interverrannoDario Tomasi e Stefano Gariglio. A seguire proiezione degli spot The Follow (Hong Kong 2001, 6’), There's Only One Sun (Hong Kong 2007, 10’) e il videoclip Six Days(Hong Kong 2002, 4’), per poi terminare la serata con il film Ashes of Time Redux.Per questa serata ingresso 4 euro. Per tutti gli altri appuntamenti ingresso 5,50/4,00/3,00 euro.
 
Le ceneri del tempo. Il cinema di Wong Kar-wai è un progetto del Museo Nazionale del Cinema realizzato in collaborazione con Cineteca del Comune di Bologna, Bim Distribuzione, Fortissimo Film e Cineteca Lucana.
 
 
Wong Kar-wai
Ashes of Time Redux / Dung che sai duk
(Hong Kong/Cina/Taiwan 1994-2008, 93’, col., v.o. sott.it.)
Copia proveniente da Fortissimo Film
Ouyang Feng, dopo essere stato abbandonato dalla donna amata, vive tutto solo nel deserto dove ingaggia dei sicari esperti in arti marziali per far rispettare dei contratti. Il suo cuore ferito l'ha reso cinico e senza pietà, ma attraverso gli incontri con amici, clienti e futuri nemici arriverà a prendere coscienza della sua solitudine. Realizzato nel 1994, ne è stata fatta una versione Redux nel 2008.
Sc.: Wong Kar-wai, dal romanzo di Louis Cha; Fot.: Int.: Leslie Cheung, Brigitte Lin, Tony Leung Kar-Fai.
 
 
 
«Ho appena visto il futuro del cinema». Così, nel 1995, il critico Peter Brunette esprime il suo stupore dopo la visione di Angeli perduti, il quinto lungometraggio di Wong Kar-wai. La sua ammirazione non è isolata: intorno alla metà degli anni Novanta, dopo Hong Kong Express, la critica occidentale riconosce in Wong Kar-wai un giovane maestro, anche sulla scia di una crescente attenzione verso il cinema di Hong Kong.
L’entusiasmo critico alimenta reazioni opposte, altrettanto convinte. Da un lato c’è chi lo ammira come un poeta del tempo e della memoria, seducente e profondo; dall’altro, invece, c’è chi lo considera un neo-manierista che gioca con gli specchi, uno stilista capace di globalizzare l’Oriente, il cinema europeo e l’estetica di MTV per i festival cinematografici occidentali.
Il contrasto di queste definizioni riflette la sostanziale incollocabilità del cinema di Wong Kar-wai, ragione prima della sua contemporaneità. Il regista sfugge, in effetti, ai tentativi di classificazione. Sicuramente è un autore, e ne è consapevole, anche se la sua formazione si sviluppa in un cinema, quello di Hong Kong votato all’entertainment e strutturato sui generi. In un ambiente così difficile, Wong Kar-wai ha fatto della sua indipendenza un prodotto esportabile, diventando il regista hongkonghese più noto e premiato della storia del cinema. La sua forte autorità creativa non gli impedisce di considerare essenziale il lavoro di équipe: il sodalizio con William Chang, suo art director e montatore (un binomio raro nella storia del cinema) e con l’australiano Christopher Doyle, geniale e innovativo direttore della fotografia, così come la sintonia con i suoi attori prediletti (Tony Leung e Maggie Cheung), mai così bravi come nei suoi film, sono decisivi per stabilire le coordinate visive del suo universo poetico,
Lungo un work in progress di oltre vent’anni, ma ancora aperto, e con solo nove lungometraggi all’attivo (di cui alcuni, come l’immenso Ashes of Time, mai distribuiti in Italia), Wong Kar-wai ha saputo imporsi come un regista autenticamente globale: i suoi film hanno fatto scuola non solo a Hong Kong, ma anche in Occidente, dove raccoglie l’ammirazione sia dai vecchi maestri (come Bernardo Bertolucci) sia da cineasti più giovani come Quentin Tarantino o Sofia Coppola.
Nei film di Wong Kar-wai si avverte la lezione trasgressiva del cinema della modernità degli anni Sessanta (Godard, prima di tutto) e l’impurezza postmoderna di un cinema che ha perso oggi la sua centralità ma non la sua potenzialità mitica. Il suo cinema si muove fecondamente in una terra di mezzo, dove si scontrano alcune tra le tensioni più decisive della cultura contemporanea (realtà/simulacro, moderno/postmoderno, locale/globale). Le immagini e i suoni di Wong Kar-wai seducono lo spettatore offrendogli un’esperienza prima di tutto sensoriale. Nelle intense spirali narrative fatte di coincidenze e ripetizioni, permanenze e sdoppiamenti, si fondono il dolore necessario del ricordo e l’emozione salvifica della bellezza: tutte queste spirali sono aperte e inconcluse, profilano intrecci potenziali, tracce di storie che germinano da comuni depositi della memoria, che continuano in altri film (In the Mood for Love e 2046), o che si aprono a più episodi, alcuni realizzati (Hong Kong Express che si estende ad Angeli perduti), altri no (il secondo episodio di Days of Being Wild, gli anni Settanta di In the Mood for Love ecc.).
La sconcertante potenza emotiva del suo cinema nasce da un equilibrio tra intuizione e controllo, tra scena e montaggio. Far rivedere il mondo «come se fosse la prima volta», per riprendere una felice espressione di Alberto Pezzotta, significa per il regista vedere la realtà non frontalmente ma indirettamente, nei riflessi degli specchi, tra le fessure delle porte, nell’anticamera di una stanza, di là da una vetrina. Il cinema di Wong Kar-wai documenta il continuo precipitare degli oggetti e dei corpi dentro l’immagine. La motivazione che anima questo gesto non è un semplice desiderio di sublimazione estetica, come semplificano i suoi detrattori: la posta in gioco è molto più alta, e chiama in causa la possibilità stessa di riconoscere il mondo e conservarne il ricordo. Lo sguardo della cinepresa è l’ancora di salvezza dello spazio messo in scena, la sua sola condizione di esistenza. Il cinema di Wong Kar-wai, quindi, lavora come la memoria: fa riemergere dalle nebbie del già stato un tempo che si è fatto cenere, ma che trattiene nella sua polvere il residuo fisico del passato.
 
 
 
 
 
PROGRAMMA DELLE PROIEZIONI
 
 
– LUN 7, h. 16.30, MER 9, h. 20.30
 
Wong Kar-wai
As Tears Go By / Wong gok ka moon (Hong Kong 1988, 108’, col., v.o. sott. it.)
Ah Wah fa parte di una piccola banda di quartiere ma non ha alcuna ambizione di potere. Si innamora della cugina e, deciso a cambiare vita, si trasferisce da lei. Il fratello, però, che non sa tenersi lontano dai problemi, lo spinge a tornare per intervenire ancora una volta in suo favore contro i rivali della banda. L’anno prima Wong aveva scritto una sceneggiatura per il film di Patrick Tam, Final Victory, concepito come terzo capitolo di una trilogia sulla malavita di cui As Tears Go By doveva essere il primo capitolo.
Sc.: Wong Kar-wai; Fot.: Andrew Lau Wai-keung; Int.: Andy Lau, Maggie Cheung, Jacky Cheung.
 
 
LUN 7, h. 18.30, MER 9, h. 22.30
 
Wong Kar-wai
Days of Being Wild / A Fei zheng chuan (Hong Kong 1990, 94’, col., v.o. sott. it.)
Nel 1960, in un centro cinematografico per giovani, il giovane carismatico Yuddy incontra una ex-prostituta che lo informa di essere stato cresciuto da una madre adottiva, senza rivelargli l'identità di quella naturale. Una serie di eventi lo porterà in un mondo sconosciuto, sino a quando scoprirà che la madre vive nelle Filippine.
Sc.: Wong Kar-wai; Fot.: Christopher Doyle; Int.: Leslie Cheung, Maggie Cheung, Andy Lau.
 
 
MAR 8, h. 16.30, SAB 12, h. 20.30
 
Wong Kar-wai
Hong Kong Express / Chungking Express (Hong Kong 1994, 102’, col., v.o. sott. it.)
Due storie unite da un sottile filo. Nella prima, una bionda organizza una spedizione di droga con corrieri indiani. All'aeroporto questi si volatilizzano e, mentre lei li cerca, il poliziotto matricola 223 acquista scatole di ananas con scadenza il 1 maggio, giorno del suo compleanno. La bionda e il poliziotto saranno destinati a incontrarsi. Nella seconda, Faye lavora in uno snack del Lang Kwai Fong, famigerato quartiere di Hong Kong. La ragazza è innamorata del poliziotto matricola 663, che ogni giorno compra un'insalata per la fidanzata.
Sc.: Wong Kar-wai; Fot.: Christopher Doyle, Law Wai Keung; Int.: Tony Leung Chiu-Wai, Faye Wong, Takeshi Kaneshiro.
 
 
MAR 8, h. 18.30, SAB 12, h. 22.30
 
Wong Kar-wai
Angeli perduti / Duo luo tian shi (Hong Kong 1995, 96’, col., v.o. sott. it.)
Due trame principali si intrecciano nell'ambiente angusto e frenetico della metropoli. Un killer professionista è intenzionato a cambiare vita, ma resta intrappolato da un legame ambiguo e irrisolto con la sua socia. Il secondo intreccio segue un ragazzo muto e senza lavoro, che gira la città in moto e si guadagna da vivere occupando temporaneamente negozi in orario di chiusura.
Sc.: Wong Kar-wai; Fot.: Christopher Doyle; Int.: Leon Lai, Michele Reis, Takeshi Kaneshiro.
 
 
MAR 8, h. 20.30, LUN 14, h. 18.00
 
Wong Kar-wai
Ashes of Time Redux / Dung che sai duk (Hong Kong/Cina/Taiwan 1994-2008, 93’, col., v.o. sott.it.)
Copia proveniente da Fortissimo Film
Ouyang Feng, dopo essere stato abbandonato dalla donna amata, vive tutto solo nel deserto dove ingaggia dei sicari esperti in arti marziali per far rispettare dei contratti. Il suo cuore ferito l'ha reso cinico e senza pietà, ma attraverso gli incontri con amici, clienti e futuri nemici arriverà a prendere coscienza della sua solitudine. Realizzato nel 1994, ne è stata fatta una versione Redux nel 2008.
Sc.: Wong Kar-wai, dal romanzo di Louis Cha; Fot.: Int.: Leslie Cheung, Brigitte Lin, Tony Leung Kar-Fai.
 
La proiezione di martedì 8 sarà preceduta dalla presentazione del libro Wong Kar-wai di Silvio Alovisio (Il Castoro Editore) alla presenza dell’autore. Ne discuteranno con lui Dario Tomasi e Stefano Gariglio.
Prima del film saranno proiettati gli spot The Follow (Hong Kong 2001, 6’), There's Only One Sun (Hong Kong 2007, 10’) e il videoclip Six Days(Hong Kong 2002, 4’).
 
 
– MER 9, h. 16.30, LUN 14, h. 22.30
 
Wong Kar-wai
Happy Together(Hong Kong 1997, 96’, col., v.o. sott.it.)
Lai Yiu-Fi e Ho Po-Wing sono in Argentina per un lungo viaggio in cerca di avventure. Lungo la strada, Ho Po-Wing abbandona l'amante e Lai trova lavoro come buttafuori in un bar di Buenos Aires. Tornato in città, Ho trova ospitalità a casa di Lai che, dopo poco, parte per andare alle cascate dove volevano andare tutti e due…
Sc.: Wong Kar-wai; Fot.: Christopher Doyle; Int.: Tony Leung, Leslie Cheung, Chang Chen.
 
 
– MER 9, h. 18.15, DOM 13, h. 22.30
 
Kwan Pung-leung
Buenos Aires Zero Degree – The Making of Happy Together
Sip si ling dou – cheun gwong tsa sit (Hong Kong 1999, 59’, col., v.o. sott. it.)
Il making of di Happy Together. Sessanta minuti sui quattro mesi trascorsi in Argentina da Wong Kar-Wai e dalla sua troupe, con gli attori Tony Leung e Leslie Cheung che prendono lezioni di tango e sorseggiano caffè in un bar e le chiacchierate dietro le quinte tra Wong Kar-Wai e il direttore della fotografia Christopher Doyle.
 
 
– MER 9, h. 19.15, DOM 13, h. 23.30
 
Wong Kar-wai
La mano (Hong Kong 2004, 39’, col., v.o. sott. it.)
Shanghai, 1963. Un apprendista sarto e una prostituta d'alto bordo si innamorano tra le stoffe e i vestiti che lui realizza. Episodio del film collettivo Eros in cui erano coinvolti anche Michelangelo Antonioni e Steven Soderbergh.
Sc.: Wong Kar-wai; Fot.: Christopher Doyle; Int.: Gong Li, Chang Chen.
 
 
– VEN 11, h. 15.45, DOM 13, h. 16.00
 
Wong Kar-wai
In the Mood for Love / Fa yeung nin wa (Hong Kong 2000, 98’, col., v.o. sott. it.)
Chow, caporedattore di un giornale di Hong Kong, si trasferisce con sua moglie in una nuova casa. Qui conosce Li-Chun: anche lei si è trasferita da poco lì con suo marito che è quasi sempre fuori casa per lavoro. Un giorno Li-Chun invita a cena Chow e gli confida di aver scoperto che i loro rispettivi coniugi hanno una relazione. Questa situazione li farà diventare amici.
Sc.: Wong Kar-wai; Fot.: Christopher Doyle, Mark Lee; Int.: Maggie Cheung, Tony Leung, Lai Chen.
 
Prima del film sarà proiettato il cortometraggioHua yang de nian hua(Hong Kong 2000, 3’)
– VEN 11, h. 17.45, SAB 12, h. 16.30
 
Eric Kot
First Love: Litter on the Breeze / Choh chin luen hau dik yi yan sai gaai
(Hong Kong 1993, 92’, col., v.o. sott. it.)
Il debutto di Eric Kot da regista avviene con una storia divisa in due. Nella prima uno spazzino si innamora di una giovane sonnambula. Nella seconda storia il proprietario di un negozio è turbato dal ritorno di una sua vecchia fiamma che lo aveva piantato in asso molti anni prima. Prodotto da Wong Kar-wai.
Sc.: Ocean Chang, Patrick Kong; Fot.: Christopher Doyle, Kwan Pung-leung; Int.: Takeshi Kaneshiro, Calvin Choi, Vincent Kok.
 
 
– DOM 13, h. 18, LUN 14, h. 20.10
 
Wong Kar-wai
2046 (Hong Kong 2004, 129’, col.)
Era uno scrittore. Pensava di aver raccontato il futuro, in realtà era il passato. Nel suo romanzo un treno partiva una volta ogni tanto per una destinazione misteriosa: 2046. Chiunque viaggiasse verso 2046 voleva riconquistare i ricordi perduti. Era un paese, una data o un luogo della memoria? Si diceva che laggiù tutto rimanesse immutato. Una supposizione, perché nessuno era mai tornato indietro.
Sc.: Wong Kar-wai; Fot.: Christopher Doyle; Int.: Tony Leung, Gong Li, Maggie Cheung.
 
 
– DOM 13, h. 20.30, LUN 14, h. 16.00
 
Wong Kar-wai
Un bacio romantico / My Blueberry Nights (Francia/Hong Kong 2007, 95’, col., v.o. sott.it.)
Elizabeth ha il cuore spezzato per la fine di un amore. Decide quindi di lasciare New York e iniziare un viaggio attraverso l'America che la metterà in contatto con un universo di esistenze solitarie e tormentate. Ad attendere il suo ritorno c'è Jeremy, proprietario di un piccolo ristorante, che ha sempre pronta per lei una torta di mirtilli.
Sc.: Wong Kar-wai, Laurence Block; Fot.: Darius Khondji; Int.: Jude Law, Norah Jones, Natalie Portman.
 
Prima del film sarà proiettato il cortometraggio I Travelled 9000 km To Give It To You(Francia 2007, 5’), episodio del film collettivo Chacun son cinéma
 
 
– SAB 12, h. 18.15, MAR 15, h. 16.15
 
Patrick Tam
Final Victory / Zui hou sheng li (Hong Kong 1987, 93’, col., v.o. sott. it.)
Il goffo Hung riceve il compito di occuparsi delle due donne del fratello e boss Big Bo. Nel farlo, si innamorerà di una delle due. Chi vincerà? Scritto da Wong Kar-wai, un film di gangster genialmente sconvolto dai toni assurdi e neri della commedia di Hong Kong.
Sc.: Wong Kar-wai; Fot.: Ardy Lam; Int.: Eric Tsang, Tsui Hark, Din Long Lee.