"Le migliori cose del mondo", di Lais Bodanzky


Si è veramente felici solo durante l’infanzia
. Come? E i primi amori, le prime esperienze sessuali, le amicizie, l’essere accettato dai coetanei… l’elenco degli ostacoli da sopraffare è lunghissimo e bisogna aggiungerci sempre qualche disagio provocato dai grandi. Un imprevedibile capriccio che bisogna all’improvviso affrontare. Le migliori cose del mondo, il film della regista brasiliana Laís Bodanzky, è una tenera e convincente lezione sulle paure e sui problemi che devono sopraffare i giovani di oggi

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le migliori cose del mondoVi ricordate la vostra adolescenza con i problemi che dovevate combattere? I poblemi che allora sembravano insormontabili… A quell’èta uno molto spesso crede di essere proprio grande, non riesce ad immaginarsi che dopo arriveranno le complicazioni ancora più pesanti che bisognerà risolvere lontano dal nido familiare. Neanche Mano (Francisco Miguez) crede nelle parole del suo padre che gli dice che si è veramente felici solo durante l’infanzia. Come? E i primi amori, le prime esperienze sessuali, le amicizie, l’essere accettato dai coetanei… l’elenco degli ostacoli da sopraffare è lunghissimo e bisogna aggiungerci sempre qualche disagio provocato dai grandi. Un imprevedibile capriccio che bisogna all’improvviso affrontare.

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Le migliori cose del mondo
, il film della regista brasiliana Laís Bodanzky sicuramente convincerà i più giovani, per i più grandi sarà invece una bella lezione (o un ripasso) sulle paure e difficoltà che hanno i loro figli, fratelli, amici. Alcuni potrebbero accusare la regista di accumulare troppe cose (ricerca del primo amore e i problemi ad esso legati, i primi rapporti sessuali, la separazione dei genitori, l’omosessualità) in una storia sola. Però tutto questo ha il suo perchè. L’accumulo dei problemi fa vedere come, nella nostra adolescenza, vogliamo essere uguali agli altri (forse tendiamo a farlo un po’ anche da grandi). È difficile essere diversi in quanto i ragazzi tendono sempre a giudicare, deridere chi sembra uscire fuori dalla “normalità”. E qui dipende da noi che cosa facciamo: o ci adeguiamo alla massa o cercheremo la nostra indivdualità. Mano e i suoi amici scelgono la seconda opzione. Si ribellano facendo vedere ai coetanei che essere diversi significa avere la propria identità e il carattere; essere diversi significa saper fare le proprie scelte e diventare più maturi. Alla fine decidiamo noi quale cose del mondo sono le migliori per noi stessi e scopriamo che non è impossibile essere felici da grandi ma è solo più complicato.


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