Le pupille, di Alice Rohrwacher

La regista traspone la parabola scritta da Elsa Morante in un cortometraggio natalizio che cerca nel destino di una zuppa inglese il potenziale liberatorio dell’immaginazione. Su Disney+

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“Anche la storia dei popoli registra una continuità segreta. Arminio, quando massacrò in una palude le legioni di Varo, non si sapeva precursore di un Impero Germanico; Lutero, traduttore della Bibbia, non sospettava che il suo fine fosse quello di forgiare un popolo che distruggesse per sempre la Bibbia; (…) Hitler credette di lottare per un paese, ma lottò per tutti, anche per quelli che aggredì e detestò. Non importa che il suo io lo ignorasse; lo sapevano il suo sangue, la sua volontà.”
Jorge Luis Borges, Deutsches Requiem, in Aleph

Nemmeno l’inflessibile priora de Le pupille sospetta una sua collaborazione al gesto di Serafina. Eppure, proprio la religiosa interpretata da Alba Rohrwacher l’aveva chiamata “cattiva” quando la bambina aveva sostenuto di non aver cantato, a differenza degli altri orfani, la canzone che si sostituisce al bollettino di guerra fascista che stavano ascoltando alla radio. Pur non essendo usciti dalla sua bocca, quei versi impuri avevano già contaminato la sua mente. In virtù di quel rimprovero, Serafina è l’unica degli orfani a rifiutare il fioretto a Gesù (del quale, però, non avrebbero giovato le sacre sfere, ma un terreno cardinale) che avrebbe comportato la rinuncia all’enorme e rossa zuppa inglese.

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Quando Alfonso Cuarón (qui produttore) le ha chiesto di realizzare un cortometraggio natalizio per Disney+, a Rohrwacher è venuta in mente la parabola che Elsa Morante scrisse nella sua lettera di auguri a Goffredo Fofi. Il racconto viene trasposto con lo stile caro alla regista di Lazzaro Felice, perseguendo una materialità sognante che la porta anche a far cantare brevi passaggi della lettera da un coro di bambine (simili nel concetto, ma per fortuna non nell’effetto, a quelli presenti nella Chiara di Nicchiarelli). Il pan di Spagna rosso non è solamente l’involucro attorno a crema e cioccolato. La torta diventa scrigno, gravido di senso e attorno alla quale ruotano tanto i desideri dei personaggi quanto i temi de Le pupille.

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rohrwacher

C’è chi, come l’impellicciata Valeria Bruni Tedeschi, spera possa far pregare con più ardore le orfanelle, chiamate a intercedere per il ritorno a casa del suo amante. Ci sono le suore, che giudicano osceno quel sacrificio di zucchero, farina e 70 uova in tempo di carestia e che vogliono trasformarlo in una captatio benevolentiae indirizzata al cardinale. Ci sono le orfanelle, che sono costrette ad asfissiare il loro entusiasmo davanti alla richiesta della priora di dimostrare la loro bontà rinunciando alla torta. C’è Serafina, che qualche ora prima era stata chiamata cattiva e che per questo accetta la sua fetta, che nemmeno le piace e che finisce in dono a un cagnolino randagio. Ci sono gli spazzacamini a cui la torta, non più integra, viene donata come consolazione per un pagamento che è solo un quinto di quanto stabilito.

Alice Rohrwacher, fedele alla sua poetica, ancora una volta trova nell’immaginazione un irrefrenabile principio liberatorio. Anche quando il pensiero crede di potersi fare catena diventando sentenza, i suoi anelli sono comunque destinati a sciogliersi. Le pupille sembra ricordare, allora, come in ogni parola, in ogni segno, si annidi l’eterno mistero del Verbo, pronto a esplodere in un sussurro, che giunge all’orecchio come la rivelazione che colpì David dopo aver condannato a morte uno sconosciuto: Tu sei quell’uomo. Quale può essere, allora, per Dio la differenza tra un occhio aperto ed uno chiuso?

Regia: Alice Rohrwacher
Interpreti: Alba Rohrwacher, Valeria Bruni Tedeschi, Greta Zuccheri Montanari, Melissa Falasconi, Luciano Vergaro
Distribuzione: Disney+
Durata: 38′
Origine: Italia, USA, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4.5
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Il voto dei lettori
4.08 (13 voti)
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