Le vacanze del piccolo Nicolas, di Laurent Tirard

Da Hitchcock a Tati, il regsita Tirard gioca di rimandi e citazioni confezionando un film che è sul filo della crisi d’identità. Esattamente come un bambino che si appresta alla traumatica ed imprevedibile fase dell’adolescenza.

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Per chi da bambino ha avuto il piacere di avventurarsi tra le pagine scritte da René Goscinny e animate dalle linee essenziali e taglienti di Jean-Jacques Sempé, il nome Nicolas spalanca un mondo di ricordi in cui fantasia e realtà si sfiorano sulla linea di un sorriso. Erano gli anni ’60 e la voglia di riemergere dal caos faceva godere di magnifica speranza, ottimismo, futuro. E in odore di cambiamento, la Francia dipinta dell’ironia di Goscinny ne rispecchiava bonariamente i più nobili intenti, filtrati da uno sguardo vivace ed intelligente. Lo sguardo di un bambino. Quello del piccolo Nicolas. Il viaggio verso la trasposizione cinematografica condotto dal regista Laurent Tirard, prima nel 2009 con Il piccolo Nicolas e i suoi genitori, e nel 2014 con Le vacanze del piccolo Nicolas, fa incontrare quei racconti con il rimpasto emotivo di un adulto delineandone nuovi contorni.

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Tra i due film uno scarto netto che segue dapprima l’intento della riproduzione fedele,

Kad Mérad e Dominique Lavanant Le vacanze del piccolo Nicolas

Kad Mérad e Dominique Lavanant Le vacanze del piccolo Nicolas

quasi stilizzata, di quei nasi a punta e ironia fina, per poi caricarsi di colori saturi e citazioni cinematografiche prelevate direttamente dal background di Tirard. Tra una smorfia e un bacio, Tra una boccata di pipa e una stoccata, Nicolas sogna ad occhi ben aperti, fidandosi e prendendo alla lettera ogni parola pronunciata dai suoi genitori, ed in generale dagli adulti, ai quali il regista concede margine d’azione più ampio nel clima vacanziero sulle rive di Plage de Dames. Le cartoline del papà (Kad Merad) al capo, ossequiose ma non troppo, le caramelle di nonnina (Dominique Lavanat), i costumi da bagno con cuffietta abbinata, gli ombrelloni e i castelli: tutto sembra danzare sulla sabbia con leggerezza. Nicolas, lasciato il peso dei sussidiari nella cartella, affronta questa avventura accompagnato da nuovi amici e dalla piccola Elizabeth e il suo sguardo inquietante alla Mercoledì Addams, che in realtà nasconde simpatia e timidezza.

 

Luca Zingaretti Le vacanze del piccolo Nicolas

A “rovinare” l’incantevole riposo irrompe d’un tratto il personaggio assai pittoresco del regista italiano di felliniana memoria, interpretato da un ridondante Luca Zingaretti, che tenta in tutti i modi di affascinare coi suoi modi spacconi l’incantevole madre di Nicolas (Valerie Lemercier). E proprio la prosopopea interpretativa di Zingaretti ridonda maldestramente al fianco dei sempre gradevoli Marad/Lemercier, che sembrano usciti direttamente dall’inchiostro di Sempé e dall’estro di Goscinny. Forse è proprio l’aspetto caricaturale, così audace ne Il piccolo Nicolas e i suoi genitori, a mancare di mordente, un poco fiacco ma rimboccato all’improvviso da fiammelle del grande cinema: da Hitchcock a Tati, Tirard gioca di rimandi e citazioni confezionando un film che è sul filo della crisi d’identità. Esattamente come un bambino che si appresta alla traumatica ed imprevedibile fase dell’adolescenza.

Regia: Laurent Tirard
Interpreti: Valérie Lemercier, Kad Mérad, Dominique Lavanant, François-Xavier Demaison, Bouli Lanners, Mathéo Boisselier, Luca Zingaretti, Judith Henry, Francis Perrin, Daniel Prévost
Origine: Francia, 2014
Distribuzione: Bim
Durata: 97’

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