L’eccezione alla regola, di Warren Beatty

Rules Don’t Apply segna il ritorno alla regia di Warren Beatty a diciotto anni di distanza dal dimenticabile esperimento di Bulworth. La firma del mostro sacro della new hollywood non è mai stata prolifica ma anche la sua carriera di attore era entrata in esilio dopo Town & Country del 2001. Il suo nuovo film fa pensare che la sua sensibilità cinematografica non si sia mossa di un passo da allora e abbia congelato il suo stile. L’ambientazione a cavallo tra i fifties e i sixties contestualizza la messa in scena passée e attenua leggermente l’evidenza della sua vecchiaia. Un confronto con le pregevoli esperienze del coetaneo Robert Redford mette in evidenza che Warren Beatty non ha trascorso questo tempo ad aggiornarsi.

Invece, Rules Don’t Apply ricorda la recente resurrezione di Peter Bogdanovich con She’s Funny That Way ma manca della sua consapevolezza ironica di essere fuori moda. Tuttavia, l’atteggiamento di grandeur del regista e il suo rifiuto della sua reale dimensione produttiva rispecchiano perfettamente lo stato d’animo del personaggio principale.

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La battaglia tra le manie egocentriche di Howard Hughes e quella del regista vede la vittoria inequivocabile di quest’ultimo. L’esito è scontato se si tiene in considerazione che il cineasta ha anche il controllo della sceneggiatura e della produzione di Rules Don’t Apply. Le fotografie di repertorio della vita avventurosa del pioniere americano vengono sostituite da un collage di immagini della star insieme alle sue innumerevoli conquiste del passato. Warren Beatty ha moltiplicato sé stesso attraverso l’assimilazione della personalità altrettanto debordante di Howard Hughes e l’innesto è riuscito con grande credibilità.
Inevitabilmente, la trama della love-story tra il giovane autista della sua compagnia e una delle attrici della RKO è veramente secondaria rispetto al titanismo del magnate/regista.

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L’inizio del film non si concentra sui primi passi e sulle allusioni tra i due possibili amanti ma sul fatto che entrambi sono ansiosi di incontrarlo. La sua prima apparizione è la sequenza più costruita di tutta la sceneggiatura e il modo in cui Matthew Broderick cura i suoi capricci chiarisce le gerarchie tra i personaggi. Un rapporto di dipendenza verso l’ingombrante mostro a due teste che rende ancora più forzata la brusca ed inverosimile rottura che si consuma nel finale. I numerosi cameo di star e di vecchi amici appaiono funzionali alla volontà di partecipare ad una gradevole rimpatriata. Le scene in macchina sulla vecchia Broadway di Los Angeles sono un riferimento nostalgico ai primi passi dell’attore nel mondo del cinema.

Warren Beatty fagocita il film anche quando non è presente sulla scena ma Rules Don’t Apply conserva una sua divertente leggerezza. Forse, dipende dal fatto che tutto il resto del cast si è approcciato con disimpegno ed ha un evidente piacere ad assistere e a favorire la sua autocelebrazione. Il film è fuori dal tempo ma conosce le regole della sua epoca e ne conserva lo spirito senza vedere la sua senilità come un problema. In ogni caso, Warren Beatty e la sua folle intraprendenza non sono sempre la conseguenza di un eccesso di arroganza pari a quella di Howard Hughes. La sua scomparsa dalle scene può essere anche motivata dal rifiuto di adattarsi a ruoli da pensionato e spesso a dei contesti non all’altezza del suo passato.
L’aviatore passa una buon parte del suo isolamento davanti ad uno schermo che proietta continuamente Hell’s Angels, il kolossal che aveva prodotto con il budget più grande della storia. Allo stesso modo, c’è da credere che Warren Beatty si ritenga troppo grande per questo cinema e che affronti la lontananza con il ricordo dei bei tempi andati. Qualcosa che lo faccia sentire ancora giovane come la voce al pianoforte di Lily Collins e che lenisca la sua paura della morte.

 


Titolo originale: Rules Don’t Apply
Regia: Warren Beatty
Interpreti: Warren Beatty, Lily Collins, Alden Ehrenreich, Annette Bening, Matthew Broderick, Martin Sheen, Alec Baldwin
Origine: USA, 2016
Distribuzione: 20th Century Fox
Durata: 126′