Lelio Luttazzi al Cinemazero

Ospite il 25 febbraio a Pordenone, il mitico personaggio della tv e radio italiana  

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #9


Musicista, compositore, cantante, direttore d'orchestra, attore e presentatore: è stato tutto questo Lelio Luttazzi, oggi 85enne, personaggio mitico della tv e della radio italiana negli anni '60 e '70, che mercoledì 25 febbraio alle ore 20.45, in Sala Grande a Cinemazero, sarà ospite a Pordenone per un incontro voluto da Cinemazero e pordenonelegge.it.  Una serata per presentare il nuovissimo cofanetto dedicato alla figura del grande artista di origini triestine, dal titolo Il giovanotto matto, DVD Rai Trade a firma di Pupi Avati, accompagnato da un documentato volume curato da Adriano Mazzoletti, uno tra i massimi esperti di jazz del nostro paese, che sarà ospite a Pordenone insieme a Luttazzi. L'incontro, a ingresso libero, sarà condotto da Lorenzo Codelli.

Nel dvd-omaggio è lo stesso Pupi Avati a conversare con Luttazzi, nel suo salotto di Palazzo Torlonia, a Trastevere, e per le vie e le piazze di Trieste, città natale del musicista. Il dvd contiene straordinarie immagini tratte dagli archivi della Rai: estratti in bianco e nero da Studio uno e da altre trasmissioni anni '60, in cui Luttazzi ci sorride, autoironico, suonando a quattro mani al piano con Lionel Hampton, danzando con le gemelle Kessler o duettando con Mina.

Il giovanotto matto è anche un libro, in cui il noto jazzologo Adriano Mazzoletti ripercorre con precisione le tappe salienti della carriera di Luttazzi, a partire dal suo esordio al Politeama Rossetti di Trieste nel '40, quando il cantante Ernesto Bonino ammira il suo ottimo stile swing e gli chiede una canzone. Lui butta giù Il giovanotto matto sul frontespizio del manuale di diritto civile che svogliatamente studia all'università, gliela manda, e mesi dopo riceverà… 350.000 lire dalle Siae! Fu il primo di oltre 400 brani originali, dal carattere apertamente jazzistico e pieni di swing, interpretati al pianoforte e cantati in uno stile molto personale: tra questi Vecchia America a Souvenir d'Italie, Canto anche se sono stonato – il suo leit motif -, El can de Trieste, la famosissima Una zebra a pois cantata da Mina, Il male oscuro.. E poi l'esperienza come direttore d'orchestra della Rai, e i programmi radiofonici, tra cui la trasmissione che gli diede più notorietà, Hit Parade, vetrina settimanale dei dischi più venduti, andata in onda ininterrottamente dal 1966 al 1976. E ancora, il libro di Mazzoletti ripercorre la carriera di presentatore televisivo di Luttazzi, in trasmissioni come Studio 1 con Mina, Doppia coppia con Sylvie Vartan, Teatro 10 con Mike Bongiorno. Ma Luttazzi è stato anche attore, in L'avventura di Michelangelo Antonioni e L'ombrellone di Dino Risi, oltre a comporre le colonne sonore di film celeberrimi come Totò, Peppino e la malafemmina.

Adriano Mazzoletti
Adriano Mazzoletti è nato a Genova. Giornalista, si occupa di jazz dal 1955. È stato dirigente Rai e conduttore di numerose trasmissioni radiofoniche; per trent'anni ha fatto parte della direzione dell'Uer (Unione Europea di Radiodiffusione), come vicepresidente e poi presidente del Dipartimento jazz e musica leggera. Fin dagli anni Cinquanta ha svolto ricerche e raccolto documenti e testimonianze sul jazz europeo e italiano e sui musicisti italo-americani. Nel 1965 il suo Quarant'anni di jazz in Italia (Milano, Ricordi 1965) ha vinto il Premio della Critica Discografica. Ha diretto la Grande Enciclopedia del Jazz (Roma, Armando Curcio 1982) e pubblicato un volume sul chitarrista Eddie Lang (Roma, Editoriale Pantheon 1997).

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Lelio Luttazzi
Studente all'Università di Trieste in giurisprudenza durante la seconda guerra mondiale, inizia a suonare il pianoforte a Radio Trieste e a comporre le sue prime canzoni. Nel 1943 avviene l'incontro che gli cambia la vita: con alcuni suoi compagni di università si esibisce al teatro Politeama in uno spettacolo musicale, per aprire il concerto di Ernesto Bonino, cantante torinese molto noto all'epoca, che rimane colpito da Luttazzi, al punto di chiedergli, al termine dello show, di comporre una canzone per lui. Lelio ci prova e gliela spedisce, con poca convinzione, ma nel 1944 Bonino la incide: è la celeberrima Il giovanotto matto, che diventa un grande successo. Terminata la guerra, apprende dalla SIAE che con i diritti d'autore ha guadagnato 350.000 lire di allora, e decide quindi di fare il musicista; nel 1948 si trasferisce a Milano e inizia a lavorare con il concittadino Teddy Reno presso la casa discografica CGD, con l'incarico di direttore musicale; sempre per Teddy Reno nel 1948 scrive Muleta mia. Nel 1950 a Torino assume l'incarico di direttore d'orchestra e dirige l'orchestra d'archi della Rai; da lì inizia una carriera strepitosa come artista a tutto tondo. Negli anni 54/55/56 lavora nel programma radiofonico a quiz Il motivo in maschera presentato da Mike Bongiorno. Scrive canzoni dal carattere apertamente jazzistico e piene di swing interpretandole al pianoforte e cantandole in uno stile molto personale: tra le più note si ricordano canzoni come Senza cerini, Legata ad uno scoglio, Timido twist ,Chiedimi tutto etc. Compone brani come Una zebra a pois, cantata da Mina, Vecchia America per il Quartetto Cetra, Eccezionalmente, sì per Jula De Palma You'll say to-morrow registrato in italiano da Sophia Loren, Souvenir d'Italie con la sua raffinata tecnica jazz; si lancia anche nel divertissement El can de Trieste, cantata in dialetto. Presenta trasmissioni televisive, come Studio 1 con Mina, Doppia coppia con Sylvie Vartan, Teatro 10. È anche attore, in L'avventura di Michelangelo Antonioni e L'ombrellone di Dino Risi, oltre a comporre le colonne sonore di film tra cui Totò, Peppino e la malafemmina, Totò lascia o raddoppia? e Venezia, la luna e tu. Ma sicuramente la trasmissione che gli diede più notorietà fu la radiofonica Hit Parade, la vetrina settimanale dei dischi più venduti, andata in onda ininterrottamente dal 1966 al 1976: all'ora di pranzo del venerdì (con replica il lunedì) il motto "Lelio Luttazzi presenta… Hit Parade!" era un appuntamento seguito da un altissimo numero di ascoltatori.

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