L’esorcismo di Hannah Grace, di Diederik Van Rooijen

C’è una scena che tutti gli spettatori si aspetterebbero come climax in un horror che parla di possessioni demoniache: la sequenza dell’esorcismo. La ragazza posseduta legata ad un letto al centro della stanza, il prete che blatera preghiere, la voce del demonio che urla maledizioni, il corpo che si contorce. Diederik Van Rooijen invece decide fare ciò che nessuno si aspetterebbe: iniziare il film con la scena dell’esorcismo. Può sembrare un’idea interessante in grado di far procedere il film senza tutti gli stereotipi del genere. Purtroppo però L’esorcismo di Hannah Grace si rivela essere non solo un film poco originale ma addirittura una ricca collezione di cliché del cinema horror.

Shay Mitchell, la Emily Fields di Pretty Little Liars, interpreta una ex poliziotta che a seguito di un trauma sceglie di provare a ritrovare una sua dimensione lavorando in un obitorio, da sola, di notte. Quando riceve in consegna il cadavere di Hannah Grace, l’indemoniata dell’incipit, la situazione comincia a degenerare. Presenze sinistre, rumori sospetti, oggetti inspiegabilmente mossi. Il cadavere mutilato sembra guarire col passare dei minuti, procedimento inverso rispetto alla maggioranza dei film di possessione demoniaca, ma rimane un elemento potenzialmente inedito e che invece viene sfruttato nella maniera peggiore. La ventiduenne Kirby Johnson non è solo attrice ma anche ballerina e nell’interpretare Hannah Grace dà sfoggio di tutte le sue doti contorsionistiche. Ma nonostante gli sforzi risulta alla fine troppo poco inquietante per dare credibilità al ruolo di una ragazza posseduta.

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Titolo originale: The Possession of Hannah Grace
Regia: Diederik Van Rooijen
Interpreti: Shay Mitchell, Grey Damon, Kirby Johnson, Nick Thune, Stana Katic, Louis Herthum
Distribuzione: Warner Bros Italia
Durata: 85′
Origine: USA, 2018