LETTE E RIVISTE, Le riviste di cinema di tutto il mondo (Aprile 2003)

Due biopic sono al centro dell'ultimo numero di Cineaste, l'austero quadrimestrale americano, che mette in primo piano Auto Focus di Paul Schraeder e Confessioni di una mente pericolosa di George Clooney. Con la loro enfasi su personaggi televisivi, secondo la rivista i due film offrono prospettive interessanti da cui osservare una cultura ossessionata dall'immagine. Quasi mai indifferente alla riflessione politica, in questo periodo Cineaste non poteva esimersi dal fare qualche amara considerazione sull'imminente (quando il giornale è andato in stampa) attacco Usa all'Iraq, alla luce di una serie di recenti documentari. Razzismi bianchi e neri invece per gli approfondimenti su 8 Miles, biopic di finzione dedicato a Eminem e da lui ispirato, e su uno dei capisaldi del genere Blaxploitation: Shaft di Gordon Parks. Le interviste invece sono per Costa-Gravas e Tavernier. Tra le recensioni, segnaliamo quella su Bowling a Colombine, disponibile anche online. Come sempre serio, attento al versante sociologico e ricco di ispirazioni su passato e presente, adesso Cineaste ci ha anche regalato la gradita sorpresa di un sito finalmente aggiornato, dopo mesi e mesi di stagnazione: anche se dalla versione online si vorrebbero dei contenuti più copiosi, è già un grande passo avanti.



Sito: www.cineaste.com


Abbonamenti: per 1 anno (4 numeri), 30 dollari. Compilare il modulo su www.cineaste.com/lobby/subform.htm


 


Ancora una volta redivivo, John Travolta troneggia sulla copertina di Film Journal. L'ex Tony Manero è protagonista insieme a Samuel L.Jackson di Basic, l'ultimo film di John Mc Thiernan, che la storica rivista americana (in piedi dal 1935) si spinge fino ad accostare a Rashomon per la sua configurazione di diversi piani di verità mai definitivi. Un'icona alle prese con un'altra icona: si tratta di Jeanne Moreau, alle prese con Cet amour-là, il film che narra dell'amore di un'anziana Marguerite Duras con il giovane (omosessuale, ma questo aspetto è taciuto nel film) Yann Andrea. Breve storia del film e incontro con la Katherine del grande schermo. Seguono il debutto registico di Peter Sollet, Victor Vargas, e il post-debutto della casa di distribuzione canadese Galaxy. Per i festival, la 53ma Berlinale e il Palm Springs Festival. Su quest'ultimo, dedicato al cinema non americano e con ampio spazio quest'anno a Bollywood, segnaliamo il fatto che la tradizionale sezione sul cinema italiano è stata eliminata dalla recente edizione "per scarsità di film", e che L'ora di religione di Bellocchio viene liquidato come "un coinvolgente dramma anticlericale".


Sito: www.filmjournal.com


Abbonamenti: per 1 anno (12 numeri), 120 dollari. Compilare il modulo su https://www.kable.com/pub/flmj/subAll.asp


 

In copertina a Studio i 4 attori protagonisti di Le coeur des hommes, ai quali è dedicata l'intervista principale del numero di aprile. Si tratta del primo film di Marc Esposito, ex-direttore di Première e fondatore proprio di Studio. Seguono gli incontri con Emanuelle Seigner, protagonista del thriller Corps à corps, e Vincent Perez, sugli schermi francesi con Fanfan la Tulipe. Molto più popolare che da noi, Valeria Bruni Tedeschi è protagonista di un articolo sul suo ultimo lavoro, Il est plus facile pour un chameau…, di cui è protagonista, regista e co-sceneggiatrice. Intanto André Téchiné commenta le foto di scena del suo ultimo film Egarés, di cui è protagonista Emanuelle Béart. E dopo Monica Bellucci, "spia" del numero di Gennaio, è ora il turno di Lambert Wilson per (non) raccontare qualcosa del nuovo Matrix. Interviste anche per Salma Hayek e Charlie Kaufman.  Infine, ritratto per Laura Smet, figlia di Nathalie Baye e Johnny Hallyday, al suo debutto come attrice, oltre a tanti appunti più o meno superflui su star e starlettes locali e non. Ma non si può dire che questo mensile francese sia carente di materiale.


Sito: www.studiomag.com


Abbonamenti: per 1 anno (11 numeri), 46, 61 Euro. Ordini online su www.viapresse.com/kio_studiomag/pages/catalogue_detail.asp


 

In copertina a Première di Aprile Penelope Cruz e Vincent Perez, protagonisti di Fanfan la tulipe di Gérard Krawczyk. Anche qui, come su Studio, ampio spazio a Valeria Bruni Tedeschi e al suo debutto alla regia con Il est plus facile pour un chameau… Sempre sul fronte locale, si celebra il ritorno dietro la camera di Jean-Paul Rappeneau, "il più minuzioso tra i registi francesi" secondo la rivista, che con Bon Voyage firma la sua settima regia in ben 45 anni di carriera. Dall'America, Denzel Washington che ha diretto Antwone Fisher, il secondo episodio di X Man e Salma Hayek alle prese con la gestione non troppo stabile del mito Frida Kahlo. Infine, incontro con Richard Berry su Moi César e riflessione sulla "nuova" piega sentimentale che la rivista francese ravvisa in Dolls di Kitano. E come sempre le rubriche fisse -recensioni, festival e film in cantiere- più rempitivi vari, compresi i vecchi poster di locandine, che ancora  qualcuno ama dare in regalo.


Sito: www.premiere.fr


Abbonamenti: per 1 anno (12 numeri) 27,60 euro, compilare il modulo sul sito alla voce "abonnements".


 

Filmmaker inaugura la primavera con uno scritto allegramente polemico di David Mamet sull'industria mangia-sceneggiatori e sull'iter più o meno obbligatorio che i giovani aspiranti scrittori devono seguire per diventare qualcuno e, auspicabilmente, sfondare con qualche film mediocre ma gradito al botteghino. Sempre sul fronte sceneggiatura, intervista a Larry Cohen: da regista di culto a sceneggiatore di serie A. "Inside outsiders" è invece il titolo dell'intervista a Lianne Halfon e Russ Smith, co-fondatori insieme a John Malckovich di "Mr Mudd" casa di produzione che si occupa di film indipendenti, e che ha già sfornato Ghost World e How to draw a bunny. Infine, incontro con Catherine Jelski, autrice di The young unknowns, il suo debutto registico che ha polarizzato l'attenzione dei circuiti festivalieri. Incentrato sulla Hollywood dei giovani in stile Meno di Zero e sui retroscena della televisione, il film ha impiegato tre anni per vedere finalmente una realizzazione. Oltre a questi articoli, la versione online di questo bel quadrimestrale americano offre molti altri interessanti sguardi all'interno del cinema meno ovvio.


Sito: www.filmmakermagazine.com


Abbonamenti: per 1 anno (4 numeri), 40 dollari. Completare il modulo su www.filmmakermagazine.com/main/order_form.html


 

Susan Sarandon, recentemente boicottata dall'America tenacemente belligerante, campeggia sulla copertina di Film Comment di Marzo/Aprile (forse perché la copertina era stata concordata e stampata in tempi non sospetti?). All'attrice e attivista è dedicata anche un'intervista incentrata sui film più importanti della sua carriera. Gli altri articoli di punta sono dedicati ad Aki Kaurismaki, Jia Zhangke e James Fotopolous. Segue un parallelo tra Douglas Sirk e Todd Haynes alla luce di Lontano dal paradiso, film che secondo il giornalista James Harvey sottolinea i contrasti tra i due registi piuttosto che una loro affinità. Ma i lettori della rivista non sono del tutto d'accordo, dal momento che hanno votato il film di Haynes migliore dell'anno, seguito da Parla con lei e Y tu mama tambien. "Grosses gloss" è invece il titolo su una riflessione non troppo positiva sui rientri economici del cinema americano nell'ultimo anno: grandi successi di botteghino (vedi l'inaspettato Il mio grosso grasso matrimonio greco), ma, nel complesso, costi di realizzazione troppo alti per venire ammortizzati con un successo di pubblico. Infine, sguardo sul Sundance: tra Ben Affleck che fa shopping con J. Lo e dimostrazioni contro la guerra c'è stato spazio anche per qualche film. Disponibile online.


Sito: www. http://www.filmlinc.com/fcm/fcm2.htm


 Abbonamenti: per 1 anno (6 numeri) 60 dollari, ordini online su http://filmlinc.com/Merchant2/merchant.mvScreen=CTGY&Category_Code=FCIN