LETTE E…RIVISTE – Jackass generation: keep it real!

Fenomeno YouTube, sit-com in DIY, tecnologie di ripresa pervasive: è qui il futuro del grande schermo? Dave Roos di MovieMaker delinea il panorama dell'ultima generazione cinefila, immortalata nel salto dal garage al mainstream

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IL NUOVO SENTIERISELVAGGI21ST #9


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Non ricordo come e perché, ma il fatto è che ho cliccato. Dopo due ore su YouTube, non sei più responsabile delle tue azioni. Qualcosa di primitivo prende il sopravvento. L'antico bisogno di distrazione – la Ricerca Umana del Divertimento.


Il video si chiamava Molly grows up. Un vecchio film b/n – tipica adolescente classe agiata anni Cinquanta e problemi puberali – ridoppiato in chiave comica e con un messaggio chiaro. Eat more Wendy's!


Eat more Wendy's?

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BORSE DI STUDIO IN SCENEGGIATURA, CRITICA, FILMMAKING – SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI


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Non era il prodotto di due burloni in una cantina di Bethesda, ma di venti teste ai piani alti di Madison Avenue. La McCann Erickson presenta: Wendy's Super Value Menu…



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"Si chiama Astroturf – spiega Henry Jenkins, direttore dei Comparative Media Studies al MIT – fake grassroots media, falso media popolare. Viviamo in un mondo in cui competitori molto potenti decidono, per ottenere attenzione, di far passare il loro lavoro per qualcosa realizzato da altri, e amatoriale. Che significa? Che qualcosa di strano è successo. Strano, ma non totalmente inaspettato. E non solo nel marketing e in pubblicità, ma in ogni area dei media e dell'entertainment – dal lowest budget Youtuber allo Studio più ricco di Hollywood. Le cause sono molte, ma il messaggio è chiaro: se vuoi colpire questa generazione, se vuoi farla ridere – keep it real".

 

Tom Lennon e Ben Garant – gli sceneggiatori e interpreti di Reno 911!, che ha appena fatto il salto al grande schermo con Reno 911!: Miami – così commentano i 'giovani d'oggi': "Sono ipersvegli e ipercritici, hanno un'estetica completamente diversa. I ragazzi che vanno al cinema oggi non hanno mai visto le sitcoms. Vedono commedie con sceneggiature da sitcom e gli sembra Shakespeare". La jackass generation (nella foto, Jason 'Wee Man' Acuna e Johnny Knoxville sul set di Jackass number two di Jeff Tremaine). Cresciuta a reality e precondizionata ad avere "una soglia di tolleranza molto alta per la merda". Garant e Lennon hanno aggirato la prevedibilità della classica scrittura da sitcom con l'improvvisazione collettiva: l'idea da vendere è che c'è un gruppo di amici, e quello che gli piace è andare in giro e ridere. Non sono i soli. Secondo Seth Rogen – interprete e produttore di 40 anni vergine – il pubblico risponde a questo tipo di commedie per il loro realismo. "E' divertente, perché ti sembra davvero di cazzeggiare con gli amici […] Avete presente la scena 'Sai come so che sei gay?', quella della partita alla PlayStation? Ecco, io e Paul Rudd siamo amici nella vita reale, semplicemente ognuno di noi cercava di far ridere l'altro". Cosa significa questo per la jackass generation? Che un qualsiasi ventunenne Dave Lehre, a Washington, si sente incoraggiato a unirsi agli amici e fare come i Carells di tutto il mondo – magari meglio.


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Mesh Flinder ha scritto tre sceneggiature sulla quindicenne Bree. Nessuna è stata prodotta. Il suo personaggio ha visto la luce su YouTube. Flinder è il creatore di LonelyGirl15, il video-blog che continua ad ottenere decine di migliaia di contatti – nonostante sia ormai chiaro a tutti che Bree è un'attrice professionista. E' questa la prova di quanto il 'fascino del reale' abbia presa su questa generazione più di qualsiasi altra cosa: "La gente vuole credere in Bree" dice l'autore, che attribuisce il successo di un film come Borat al fatto che il pubblico sposi la realtà del regista: "Se segui certe regole, gli spettatori sospenderanno la propria incredulità. Specialmente se fai sembrare il tutto un documentario […] Borat è un esempio elegante di creazione di realtà. Cosa era scritto, cosa no, non ha importanza. La resa è totalmente spontanea".


Al di là dell'ovvia influenza della real TV, parte del gusto di vedere qualsiasi cosa 'documentata' viene proprio dall'emergente cultura 'caught on tape' di YouTube, commenta Jenkins. "Tutti abbiamo una videocamera nel cellulare. Ognuno, ovunque, sempre, ha una videocamera. YouTube diventa l'archivio mediatico della cultura documentaria". L'altra qualità fondamentale dello stile fake documentary è: sembrare low-budget. Jackass e Borat hanno un'estetica Do It Yourself, da guerrilla moviemaking, non importa se li hanno prodotti le major. Sono i prototipi dell'Astroturf made in Hollywood.

YouTube è stato lanciato ufficialmente alla fine del 2005. Meno di un anno dopo, Google l'ha comprato per una cifra astronomica. Come può un'idea così semplice – permettere alle persone di inserire e condividere video clips – essere talmente potente? […]


Il vivaio più grande del mondo. I migliori attori comici hanno affinato le armi e sviluppato nuove idee sul palco del 'Saturday Night Live': la jackass generation sta facendo qualcosa di simile su YouTube, solo che il tutto è alla decima potenza. 'Vecchia scuola' significa la settimana scorsa; questa cultura ridefinisce continuamente 'cosa è divertente in questo secondo'. Per Jenkins, YouTube è il vaudeville del ventunesimo secolo: "Il vaudeville era costruito su atti brevissimi, un assemblaggio di cose molto diverse tra loro. Il controllo creativo nelle mani dei singoli, il focus sullo shock e l'emozione…YouTube porta tutto il mondo sullo stesso palcoscenico". Fa eco Flinders: "E' un po' come nella rivoluzione culturale degli anni Settanta: gli Studios lasciarono entrare i giovani filmmakers – ed erano Scorsese, Fellini, Coppola […] Quelli come me, facendo cose su YouTube hanno ottenuto visibilità e hanno la possibilità di aprire una porta che meno di un anno fa era chiusa". Ne sa qualcosa Dave Lehre (nella foto), che armato di tecnologia digitale a basso costo ha raggiunto l'Olimpo di YouTube con il corto MySpace, The movie, satira dell'ossessione collettiva che è il segno inconfondibile della jackass generation.


"Tutte le testate televisive navigano YouTube a caccia di nuovi talenti. E' lo spazio per i nuovi filmmakers, e per i vecchi che vogliono reinventarsi – aggiunge Tom Nunan, produttore per il cinema e la TV (Crash, The illusionist) – La gente si esprime in contatti: 'Ne ho avuti 75.000'. E perché non dovrebbe?". Joe Berta e Luke Barats hanno firmato il contratto per un pilot con NBC, dopo aver inserito i loro sketch su YouTube. Non credono di avere un talento particolare, ma nel potere del media: "Abbiamo fatto tutto in proprio e questo ci ha dato la possibilità di vedere prodotto il nostro lavoro. YouTube ti fa uscire allo scoperto. Ecco perché ora siamo dentro, mentre qualche altro giovane scrittore non lo è perché non ha mostrato al mondo il suo lavoro".


E a proposito di Reno 911!: Miami, Lennon scherza: non è niente di più che YouTube trasferito su un grande schermo. "E' girato con camera a mano, a volte è fuori fuoco e ogni tre minuti succede qualcosa di molto violento o di molto sexy. Non so se lo ammetteremmo, o se ne siamo davvero consapevoli, ma una cosa è certa: we are doing it".


 


"The Jackass generation" di Dave Roos – da MovieMaker, inverno 2007


www.moviemaker.com/magazine/editorial.php?id=520


traduzione di Annarita Guidi

MovieMaker – The art and business of making movies è una delle riviste di cinema indipendente più lette al mondo. Il quadrimestrale americano punta a raccontare cosa succede nel mondo del cinema indipendente, sia sul fronte artistico che su quello economico-finanziario, soprattutto dando la parola ai protagonisti e agli operatori del settore: l'obiettivo è formare, informare e allo stesso intrattenere il proprio pubblico – gli artisti come i cinefili – attraverso il commento e la critica, l'attenzione alle novità in fatto di prodotti, strategie e tendenze, le interviste e l'aggiornamento costante delle informazioni. MovieMaker spazia dai trendsetter ai personaggi che lavorano dietro le quinte, dai grandi nomi contemporanei ai giganti di ieri e alle promesse del cinema. On-line è possibile acquistare copie ed abbonarsi alla rivista. (a.g.)

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