LETTE E…RIVISTE – Le riviste di cinema da tutto il mondo (ottobre 2005)

Questo mese sguardo su: "American Cinematographer", "Cahiers du Cinema", "Film Comment", "Cinergie", "Studio Magazine", "Independent"

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L'ottobre del 2005 è decisamente fuori dell'ordinario per i Cahiers du Cinema: in copertina si celebra Philippe Garrel e la 'raggiante bellezza' di Les amants réguliers, felice sintesi – come si legge nell'editoriale – tra godimento visivo/artistico e impegno politico. Nel frattempo, escono finalmente dall'ombra tutti i film del situazionista Guy Debord: la rivista ne annuncia infatti l'accessibilità sia nelle sale che in DVD. E ancora, anche i film realizzati dal movimento dadaista saranno presto visibili in edizione digitale. Largo dunque a Garrel, Debord, Dada: non solo nostalgie, assonanze e rimandi intertestuali, ma soprattutto l'attualità dei loro sguardi sul mondo e degli interrogativi sollevati dai loro 'gesti d'arte e di rivolta'. L'attenzione nelle sale è invece rivolta soprattutto a Woody Allen, Tim Burton, Wim Wenders ed Eric Khoo con Be with me.
www.cahiersducinema.com

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American Cinematographer di ottobre dedica la copertina a quello che si annuncia come un esplosivo connubio tra thriller e animazione: i direttori della fotografia Tristan Oliver e Dave Alex Riddett raccontano tutti i segreti – tecnici e non – di Wallace&Gromit: The curse of the Were-Rabbit (diretto da Nick Park, lo stesso di Galline in fuga), tra grammatica stilistica del più classico horror e personaggi e avventure da stop-motion comedy. "Generale Lee", probabilmente la Dodge più famosa della tv – guidata dai fratelli Duke, è la protagonista della serie Hazzard – è invece al centro dell'approfondimento dedicato alla velocità sul grande schermo e a come la troupe tecnica di The Bourne Supremacy (Dan Bradley, Mitchell Admundsen e Darrin Prescott) abbia raccolto la sfida del film Hazzard: raccontare il rapporto tra la corsa in auto e l'energia della ribellione giovanile. Il numero presenta anche un interessante dibattito tra il direttore della fotografia Anthony Dod Mantle e i tecnici che hanno lavorato alla produzione del film di Thomas Vinterberg Dear Wendy, scritto da Lars von Trier.
www.theasc.com/magazine/index.htm


 

Cronenberg e l'american way of life: un rapporto quantomeno controverso…ecco il tema di punta dell'ultimo numero del bimestrale Film Comment, che apre con A history of violence e dedica un ampio spazio (e la copertina) all'ultima fatica di George Clooney, tra richiami storico-mediatici ed un'intervista a Grant Heslov, che dopo una carriera nella recitazione (True lies, Congo, Nemico pubblico) ha lavorato alla sceneggiatura di Good night, and Good Luck. Di nicchia e succosissimo per tutti i cinefili orientalisti il servizio dedicato ai 'sempre moderni e continuativamente conservatori' Shochiku Studios, che hanno visto nascere registi come Ozu e Oshima e quest'anno festeggiano il loro centodecimo anniversario: storie di vite, di film e dietro le quinte tutti da leggere. Si resta in zona oriente con Mikio Naruse e il suo straordinario rapporto con le donne: focus sul talento del regista di Scattered clouds nel dirigere le attrici e sulla sua grande capacità di sondare la psicologia femminile.
www.filmlink.com

Cinergie, mensile dedicato al cinema made in Belgique e alla produzione francese, apre questo mese con Bunker Paradise e una lunga intervista all'autore, Stefan Libersky: consumo e accumulazione, serialità e omologazione i temi cari al primo lungometraggio del regista, che racconta morte degli ideali, scontri generazionali e quanto del cinema d'autore italiano e delle sue esperienze a Cinecittà sia trapassato nei suoi lavori. Cinergie presenta anche il ritorno di Olivier Gourmet (Rosetta, Pelle d'angelo, Il tempo dei lupi) in Le Parfum de la dame en noir di Bruno Podalydès e dedica un primo piano alla coppia Wim Wenders-Sam Shepard, di nuovo insieme dopo vent'anni (era il 1984 con Paris, Texas) in Non bussare alla mia porta. La seconda uscita della Collection Truffaut in DVD è invece un'occasione per celebrare ancora l'artista de I Quattrocento colpi, con un viaggio attraverso la saga Doinel e oltre…
www.cinergie.be


 

Ancora Cronenberg, stavolta per l'anteprima di Studio Magazine, dedicata a A history of violence e a Joyeux Noël di Christian Carion (Una rondine non fa primavera). Tra i profili troviamo, tra gli altri, Eric Khoo e Marina Hands, oltre all'Isabelle Huppert del recente Gabrielle. L'intervista principale di questo numero è a Jean-Claude Brialy (attore per Truffaut con La sposa in nero e per Benigni con Il mostro), mentre guadagna la copertina la 'star' di Brice de Nice, Jean Dujardin, definito dal mensile 'il James Bond francese', attualmente sul set di Le Caire, nid d'espions. Pascal Greggory fa il bilancio della propria carriera dopo Gabrielle, un ruolo forte e una delle sue prove d'attore più mature; grande attesa, invece, per Oliver Twist – Roman Polansky racconta a Studio la sua ricostruzione della Londra dickensiana del XIX secolo – e per il confronto Tim Burton/Nick Park sul terreno dell'animazione: meglio Corpse Bride o Wallace&Gromit? E ancora, un incontro con Sam Shepard – sotto gli occhi di buona parte del giornalismo cinematografico internazionale – e le primissime immagini dal set di The Backwoods, thriller di produzione spagnola con Gary Oldman e Virginie Ledoyen.
www.studiomag.com


 

Riflettori puntati su Michael Moore, sul marketing on line e sulle strategie web di promozione e distribuzione dei film per Independent di ottobre. Il mensile statunitense dedica un ampio spazio ai rapporti tra carta stampata e grande schermo, con due pezzi: uno sulla trasposizione (dal libro allo script) e uno sulla costruzione dei personaggi (tutto quello che uno sceneggiatore può imparare da uno scrittore…). Sempre sulla sceneggiatura, si discute della collaborazione in team, mettendo a confronto diversi addetti ai lavori (tra cui Joe Stillman, co-sceneggiatore di entrambi gli Shrek, e i fratelli Mark e Michael Polish, attualmente al lavoro su The astronaut farmer e I.D.) che scrivono per il cinema 'in gruppo' e si guarda al ruolo delle tecnologie digitali – dvd, videogiochi – nello stravolgimento del concetto, cinematografico e non, di narrazione. Personaggio-cover questo mese è Ira Sachs, che racconta i protagonisti del suo Forty shades of blue – Gran Premio della giuria al Sundance Film Festival.
www.aivf.org

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