LIBRI DI CINEMA – "Francesca Comencini. La poesia del reale", di Ilaria Gatti

Il cinema di Francesca Comencini è caratterizzato da una tensione costante, guarda a un obiettivo in continuo movimento. Il testo di Ilaria Gatti, edito da Le Mani, ci mostra come i suoi film nascano sempre da un lavoro strutturale molto accurato e dispendioso, passibile tuttavia di essere continuamente "smontato" dall'interno: è da lì che può scaturire il movimento imprevisto, l'infrazione a un dispositivo apparentemente chiuso, che diventa poesia del reale.

 

Francesca Comencini di Ilaria Gatti

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Francesca Comencini. La poesia del reale
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TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL


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di Ilaria Gatti
Edizioni Le Mani
pp. 215 – 15 euro

 

La poesia del reale, la definizione a cui affida il compito di "dire" il cinema di Francesca Comencini, è per Ilaria Gatti più che un preciso puntello poetico una tensione costante, un obiettivo in continuo movimento. Svolgerla in parole era perciò un'operazione rischiosa, al limite del salto mortale dialettico, ecco perché la Gatti, già al lavoro in passato su cineasti come Jane Campion, Abbas Kiarostami e Stanley Donen, parte ordinatamente dall'inizio, dalle fondamenta del suo oggetto di studio. Dedica cioè ampio spazio, nella prima parte del testo edito da Le Mani, alla ricostruzione delle radici e delle influenze che stanno dietro il cinema della Comencini. Da una parte lasciando emergere la linea "genetica", ineludibile per chi porta il cognome di uno dei massimi cineasti italiani di sempre, il grande Luigi di Tutti a casa e del Pinocchio televisivo, e appartiene a una delle famiglie più intensamente "cinematografiche" d'Italia (le tre sorelle di Francesca, Cristina, Paola ed Eleonora, sono tutte nel cinema). Dall'altra, l'autrice allarga il raggio d'azione, inserendo le linee di poetica fondamentali della regista di Le parole di mio padre e Mi piace lavorare – Mobbing dentro il solco dei grandi maestri e delle grandi correnti del passato.
Un doppio album di famiglia, dunque, sfogliando il quale, alla lunga, è proprio il secondo a prendere il sopravvento, quello della "famiglia allargata". Le foto di De Sica, Rossellini, De Seta, Flaherty, Straub, Wiseman, e poi dei "nipotini" Cantet, Labate, Frammartino, Marazzi, Philibert, immaginariamente si dispongono durante la lettura, andando a comporre una sorta di profilo collettivo che nei suoi tratti essenziali già indica qualcosa di importante: si tratta, pur con le ovvie differenze e i distinguo del caso, di cineasti sempre al lavoro su quella linea di confine precaria ma fertilissima tra realtà e finzione, sperimentatori instancabili di sguardi che contaminano senza paura documentario e fiction. Proprio come Francesca Comencini.
Una lunga conversazione con la regista raccoglie gli spunti seminati fin lì e introduce alla seconda parte del testo, in cui la Gatti entra nel vivo del cinema della Comencini, con una trattazione specifica di ognuno dei diciassette titoli della sua eterogenea carriera artistica. Si parte da Pianoforte, girato nel 1984 a soli ventitré anni, e si arriva fino alla regia teatrale di Libere (2010), da una pièce scritta dalla sorella Cristina; in mezzo il remake di Marcellino, pane e vino, diretto insieme al padre Luigi, il documentario Elsa Morante, il corto Le donne di San Gregorio realizzato per il progetto L'Aquila 2009 – Cinque registi tra le macerie, commissionato da "la Repubblica", e molto altro. A chiudere il libro altre tre interviste: a Margherita Buy, protagonista de Lo spazio bianco, al direttore della fotografia Luca Bigazzi, spesso al fianco di Francesca, e alla sorella-scenografa Paola Comencini.
Si rende così più chiara, poco a poco, quella tensione di cui si diceva inizialmente e che nell'analisi di Ilaria Gatti rappresenta la stella polare del cinema di Francesca Comencini. Che si tratti di opere di fiction o documentari, i suoi film nascono sempre da un lavoro strutturale molto accurato e dispendioso, passibile tuttavia di essere continuamente smontato dall'interno: è da lì che può scaturire il movimento imprevisto, l'infrazione a un dispositivo apparentemente chiuso, che diventa poesia del reale. Che i protagonisti dei suoi lavori siano il Luca Zingaretti di A casa nostra o la signora Haidi Giuliani, la madre di Carlo ucciso a Genova durante il G8 del 2001, il punto nodale per la Comencini è stabilire dei rapporti, reali appunto, con i soggetti filmati. È la relazione che infine guida l'occhio e gli indica dove guardare, purché si sia aperti alla possibilità di cambiare, si sia predisposti all'Altro. Solo allora può arrivare l'illuminazione.

… È qualcosa che hai visto e il veleno di quella cosa si è inoculato in te e non puoi dimenticarlo. Ero stata a Genova, la madre di Carlo aveva identificato tutti i minuti dell'ultima giornata di suo figlio in una ricostruzione solitaria e ossessiva. Avevo accesso ai materiali di tutti i registi, con tante ore di filmati; ho trovato io, in mezzo agli altri, i fotogrammi di Carlo Giuliani. Settimane a visionare tutto al rallentatore: sapevo che l'avrei trovato. Quando l'ho visto, nella moviola, perso in mezzo alla folla di centinaia di migliaia di persone, è stata un'illuminazione. Si parla sempre di lui che non c'è e poi compare lì, vivo, dieci minuti prima di morire. (Francesca Comencini, a proposito di Carlo Giuliani, ragazzo – nel testo a pag. 51)

INDICE:

Pèlerinage à Agen
Trasfigurare la realtà. Il cinema per Francesca Comencini
Francesca Comencini regista: altri riferimenti
Raccontare la realtà
Da suo padre cosa ha imparato?
Origini ed eredità del neorealismo
Il neorealismo come posizione morale. La lezione di Rossellini
Neorealismo come vocazione di un altrove
Tra documentario e fiction: la forbice del dispositivo filmico
Il dispositivo filmico per Francesca Comencini
Archeologia del documentario
Lo sguardo documentario
Conversazione con Francesca Comencini
Le opere
Dieci luoghi
Dieci donne
A proposito di interpretazione. Conversazione con Margherita Buy
A proposito di fotografia. Conversazione con Luca Bigazzi
A proposito di scenografia. Conversazione Paola Comencini
Appendice. Il “Natale Bianco” che insulta tutti noi
Bibliografia
Indice dei nomi e dei film

 

 

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    Un commento

    • F.P.T.P.E.F.M.

      niente, solo che stiamo preparando una sezione distaccata anche per le Comencini. sempiternamente vostro

      Fronte Popolare per la Tortura psicologica e l'Eliminazione dei fratelli Muccino