LIBRI DI CINEMA – "Il cinema di Romolo Marcellini"


Nel massimo rispetto per la percezione che Romolo Marcellini ha del cinema, Alessandra Cori realizza il (suo) primo libro sul cineasta di Montecosaro come un volume di storia piuttosto che di cinema. Con un linguaggio chiaro, diretto, veloce e decisamente piacevole, il suo è un viaggio su quarant'anni di storia dell'Italia del '900 visti attraverso l'obiettivo del regista marchigiano. Edizioni Le Mani

Il cinema di Romolo Marcellini tra storia e società dal colonialismo agli anni '70
Alessandra Cori
Le Mani
Finito di stampare nel mese di giugno 2009
pp. 173 – 14 euro

 

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«Considero la tecnica un fattore secondario, anche se un fatto indispensabile, di fronte all’importanza e alla potenza delle idee. Il cinema ha bisogno di divorare un materiale enorme e prezioso come il mondo e la sua storia, nel tempo e nello spazio. Il cinema è una vocazione.»
Romolo Marcellini

 

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Uomo colto ed eclettico, sportivo appassionato di rugby, regista impegnato soprattutto nel genere documentario, Romolo Marcellini (Montecosaro, 6 ottobre 1910 – Civitanova Marche, 3 giugno 1999) ha attraversato, con la sua opera, il periodo più importante della cinematografia italiana, dai primi anni Trenta fino alla soglia degli anni Ottanta. Piuttosto varia la sua produzione, che spazia dal documentario di guerra al cinema religioso, da quello sportivo a quello di denuncia, da quello “esotico” a quello di fiction, realizzando inoltre una serie di rarissimi “corti” che hanno come soggetto l’arte, il mare, l’urbanistica ed il paesaggio, per un totale di circa settanta titoli. Laureato in Scienze economiche con una tesi di argomento cinematografico, giornalista ed ex ufficiale d’aviazione, Romolo Marcellini esordisce nel cinema scrivendo il soggetto di Stadio (1934) di Carlo Campogalliani. Ha 27 anni quando dirige il suo primo film in Africa, Sentinelle di bronzo (coppa del Ministero dell’Africa Orientale al Festival di Venezia del 1937), dove si è recato per realizzare alcuni documentari e dove è aiuto regista nel film Scipione l’Africano di Carmine Gallone. Tra i suoi titoli più noti: Pastor Angelicus (1942), documentario su Papa Pio XII, Guerra alla guerra (1946), Il Tesoro di Rommel (1955), La Grande Olimpiade (1960), documentario sulla XVII Olimpiade del 1960 tenutasi a Roma, premio d’oro al Festival di Mosca e nomination agli Oscar come miglior documentario nel 1962, Le Orientali (1960), Russia sotto inchiesta (1963), Tabù I (1963) e Tabù II (1965).

Nel massimo rispetto per l’inequivocabile percezione che Romolo Marcellini ha del cinema, Alessandra Cori, giornalista nell’ambito della comunicazione istituzionale, realizza il (suo) primo libro sul cineasta di Montecosaro (MC) come un volume di storia piuttosto che di cinema, o almeno di quel cinema inteso in senso stretto. L’autrice romana, infatti, si sofferma soprattutto sul contenuto e le vicissitudini dei film, medio metraggi, cortometraggi, serie televisive, documentari e reportage di Romolo Marcellini, spesso servendosi di stralci di documenti dell’epoca (come ad esempio interviste, articoli e recensioni), come sulla sua vita, con particolare riferimento ai rapporti del regista col regime fascista prima e con lo Stato democratico poi, evitando di dilungarsi su aspetti squisitamente di tecnica cinematografica. Tutto questo avviene soprattutto nella prefazione di Carlo Fuscagni (già direttore di Rai Uno e presidente del Festival Internazionale del documentario di Roma), nell’introduzione dell’autrice – che è qui che dichiara che «lo scopo principale di questo libro è quello di recuperare la figura di un regista, tanto prolifico quanto sconosciuto ai più e caduto nell’oblio» – e nei capitoli che vanno dal I al VII. A ciò contribuiscono 16 pagine di tavole in bianco e nero e a colori, con foto di Romolo Marcellini durante la guerra in Spagna, fotogrammi dei film Sentinelle di bronzo (1937), Piloti e fanti nella Sirte (1941), Tempesta sui Balcani (1941), Vita e fine della S. Giorgio (1942), Pastor Angelicus (1942), le riproduzioni del nulla osta del Vaticano alle riprese del film Guerra alla Guerra (1947), la richiesta di Romolo Marcellini per le riprese in Vaticano del documentario Fabbrica di S. Pietro (1946) e la lettera di Romolo Marcellini a Mons Ludovico Kass di ringraziamento per i permessi delle riprese alla Fabbrica di S. Pietro (1946), le locandine dei film La grande Olimpiade (1960), Guerra alla guerra (1946), I fidanzati della morte (1956), Tabu 1 uscito in Yugoslavia nel 1964 e Tabu n°2 (1965) e il manifesto della prima di Pastor Angelicus al Republic Theatre di New York il 19 dicembre del 1946. Lo stesso approccio è evidente soprattutto nella Filmografia dove, assieme ad un dettagliatissimo (ove possibile) cast & credits di tutto il cinema realizzato da Romolo Marcellini, è presente una breve trama con note di produzione, notizie dal set, curiosità, festival a cui le pellicole hanno preso parte e gli eventuali premi vinti.

L’VIII capitolo analizza il rapporto tra Romolo Marcellini e la critica. Per alcuni critici e colleghi, Romolo Marcellini è stato un grande regista di mestiere con una sensibilità all’epica, un regista partito dal cinema fascista, come molti altri, che ha dato della guerra un’insolita lettura avventurosa, con acrobatiche e spettacolari riprese aeree girate in prima persona durante le rischiose incursioni nei principali campi di battaglia. La critica degli anni Trenta e Quaranta parla con entusiasmo dei film di Marcellini, mentre negli anni Cinquanta i giudizi si fanno aspri. Il IX capitolo dà spazio ad un’esclusiva Intervista a Romolo Marcellini di ben nove pagine, realizzata da Alessandra Cori nell’agosto del 1997 a Civitanova Marche ed il X capitolo presenta Marcellini nel ricordo di Gian Luigi Rondi, Turi Vasile, il Sen. Giulio Andreotti, Giuliano Montaldo e il Prof. Ernesto G. Laura. Chiudono il libro una copiosa Bibliografia suddivisa in Testi di carattere generale sulla Storia del Cinema, Testi di Cinema e Storia, Testi sul Cinema di regime, Testi sul Cinema e la Chiesa, Articoli sul cinema di Romolo Marcellini, Articoli di Romolo Marcellini e Articoli vari e un’Indice dei nomi e dei film.

Alla fine, proprio perché Marcellini, servendosi del mezzo cinematografico, intendeva “solo” riprodurre la realtà del mondo e la sua storia evitando di romanzarla, il volume di Alessandra Cori ripercorre la sua produzione cinematografica, con un linguaggio chiaro, diretto, veloce e decisamente piacevole, come un viaggio su quarant’anni particolarmente drammatici e significativi della storia dell’Italia del ‘900 visti attraverso l’obiettivo del regista marchigiano scomparso quasi 11 anni fa.

 

INDICE
Prefazione
Introduzione
I. Romolo Marcellini e il documentarismo di guerra
Gli esordi
Stadio
Legionari al secondo parallelo
II. La guerra in Africa: la grande avventura
Sentinelle di bronzo
III. L’intervento italiano nella guerra civile spagnola
Los novios de la muerte
IV. Gli anni della seconda guerra mondiale
V. Romolo Marcellini e il tema religioso
Pastor Angelicus
Guerra alla guerra
VI. Romolo Marcellini e il cinema del dopoguerra
Passaporto per l’Oriente
Dieci anni della nostra vita
Il tesoro di Rommel
I fidanzati della morte
VII. Romolo Marcellini e lo sport, i temi sociali, l’evoluzione dei costumi e gli anni del miracolo economico
La Grande Olimpiade
I ragazzi dei cinque cerchi
Le Orientali
Russia sotto inchiesta
Tabù I e Tabù II
VIII. Romolo Marcellini e la critica
IX. Intervista a Romolo Marcellini
X. Romolo Marcellini nel ricordo di
Gian Luigi Rondi
Turi Vasile
Sen. Giulio Andreotti
Giuliano Montaldo
Prof. Ernesto G. Laura
Filmografia
Bibliografia
Indice dei nomi e dei film

 

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