LIBRI DI CINEMA – "Ingmar Bergman"

Ingmar Bergman di Sergio Trasatti

Ingmar Bergman

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di Sergio Trasatti
Il Castoro Cinema
pp.192 – 16 euro

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APERTE LE ISCRIZIONI PER UNICINEMA E SCUOLA DI CINEMA

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Il regista dei turbamenti esistenziali che insinua e non risolve lasciando questa materia detonante sospesa tra due fulcri. Da una parte il senso della vita retto sulla preservazione dell’amore. Dall’altra parte la perdita del significato che apre il vuoto dell’anima e alimenta la disperazione, l’impossibilità di controllare gli eventi, l’afflizione per il sogno infranto dalla realtà. Un susseguirsi incalzante di sofferti legami di famiglia, ricerca del divino, crisi artistiche, continue nascite e morti che costellano le storie dei suoi film. Il cinema di Bergman non dà tregua è un grande affresco cinematografico di tutte le angosce, le paure e i vuoti spirituali dell’uomo del ventesimo secolo. Oggi riesaminando i suoi film sembra di veder scorrere l’enciclopedia del cinema tanto è stata la sua influenza sulle generazioni successive di cineasti. Senza allievi in patria ma con tanti sparsi nel mondo. Ha indicato nuove vie. Allo stesso tempo ci si rende conto dell’assoluta mancanza di empatia con lo spettatore e del suo raggelante distacco col pubblico. Cinema bellissimo e intenso ma intoccabile. Ci lascia sulla soglia senza poter entrare all’interno. Mantiene la giusta distanza e l’accesso totale è riservato esclusivamente al suo autore. Come un bambino viziato Bergman si tiene stretto il suo bel gioco della lanterna magica.
Infatti per se stesso applicava regole diverse.  In una fusione tra arte e vita era stato risucchiato dalla sua creazione artistica attingendo soggetti per i film dalle sue esperienze personali e vivendo permanentemente dentro un set sull’isola di Faro (isola Bergman) che aveva trasformato nel suo microcosmo familiare/lavorativo: "In realtà, io vivo sempre nel mio sogno, e ogni tanto faccio una visita alla realtà" scrisse nella sua autobiografia Lanterna Magica del 1997.
Un cinema debordante di parola perchè Bergman prima di tutto è drammaturgo, predicatore di parabole umane visceralmente legato al teatro ma anche grande e raffinato scandagliatore del linguaggio cinematografico nonchè sostenitore di quello televisivo. Il libro di Sergio Trasatti inizia proprio con una serie di  concise dichiarizioni del regista svedese sul suo  equilibrio interdisciplinare tra cinema, teatro e televisione. Col teatro l’affinità elettiva: “Continuerò a lavorare con il teatro finchè saranno obbligati a farmi uscire con i piedi davanti e la testa dietro”. Il cinema come veicolo su cui possono viaggiare ed essere divulgati i sogni, le visioni, le idee. La televisione un mezzo penetrante da studiare e con cui tentare nuovi esperimenti.
Il Castoro propone una nuova edizione aggiornata e arricchita dalle immagini di fotogrammi. La prima edizione del libro risale al 1993 lo stesso anno dell’improvvisa scomparsa di Trasatti, critico cinematografico, presidente dell' Ente dello Spettacolo e caporedattore dell'  'Osservatore Romano'.
L’autore si prolunga principalmente sull’analisi di quasi tutta la filmografia bergmaniana attraverso dettagliate sinossi seguite da lucidi e accurati brani critici che non mancano di includere stralci biografici tra l’avvicendarsi – nell’arco di più di quarant’anni di carriera – di mogli, figli, esaurimenti nervosi, problemi fiscali, crisi creative e isolamenti. Persona di Ingmar BergmanNel mentre nascevano, uno dopo l’altro, anche i suoi capolavori come Il settimo sigillo e Il posto delle fragole tra quelli rimasti impressi nella memoria collettiva. La trilogia del silenzio di Dio formata da Come in uno specchio, Luci d’inverno e Il silenzio. La sperimentazione, il gusto dell’immagine, il film sul film, la lotta interiore tra l’essere e l’apparire ma anche premonizione sull’era dell’incominicabilità in Persona, considerato dallo stesso Bergman il punto massimo a cui poteva arrivare. Le allucinazioni e il viaggio nell’inconscio in L’ora del lupo che sfiora il genere horror. La crisi di coppia, il rapporto tra i due sessi nel verbosissimo e interminabile dialogo di Scene da un matrimonio. I sofferti legami di sangue tra madre e figlia in Sinfonia d’Autunno o l’immersione nei ricordi d’infanzia in Fanny e Alexander tra figure reali e ideali della sua vita. I personaggi sono fantasmi della memoria. La casa di Alexander è la ricostruzione minuziosa della villa di Uppsala dove Bergman trascorse la fanciullezza. Il film in cui immortala più chiaramente l’austera figura paterna che gli creò turbamenti e sofferenze per tutta la vita.
A chiusura del libro l’autore si riserva uno spazio per conclusioni più veementi sull’importanza del cinema di Bergman a distanza di anni: “ Un patrimonio di suoni e di immagini destinato a durare a lungo”. Un testo che non mira ad un particolare approfondimento sull’opera bergmaniana ma vuole fornire al lettore un efficace quadro d’insieme sulla figura del regista e una rapida assunzione di nozioni su ogni  film con un interessante supplemento di riferimenti critici e biografici.

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INDICE

 

Dalle immagini alle coscienze
Ingmar Bergman
I primi film
Un'estate d'amore 
Donne in attesa
Monica e il desiderio
Una vampata d'amore
Una lezione d'amore
Sogni di donna
Sorrisi di una notte d'estate
Il settimo sigillo
Il posto delle fragole
Alle soglie della vita 
Il volto
La fontana della vergine
L'occhio del diavolo
Come in uno specchio 
Luci d'inverno
Il silenzio
A proposito di tutte queste… signore
Persona 
L'ora del lupo
La vergogna 
Il rito
Passione
L'adultera
Sussurri e grida
Scene da un matrimonio
Il flauto magico
L'immagine allo specchio
L'uovo del serpente
Sinfonia d'autunno
Un mondo di marionette
Fanny e Alexander
Dopo la prova
Il segno
Conclusione
Filmografia
Nota bibliografica