LIBRI DI CINEMA – “La storia del cinema per chi ha fretta”

 

 

La storia del cinema per chi ha fretta
a cura di Maurizio Failla. Prefazione di Stefano Di Marino
Edizioni Falsopiano
2011
pp. 160 – € 16

 

 

 

 "(Anti)dizionario di matrice facebookiana” potrebbe essere il sottotitolo della selezione di telegrafiche recensioni che il curatore Maurizio Failla, regista e critico per diletto, ha scelto tra le tante quotidianamente pubblicate e commentate nell’omonimo gruppo nato sul social network. E potrebbe essere, questo Bignami del Mereghetti (affettuosamente dedicato all’autore del celebre Dizionario), l’ennesima emanazione cartacea di qualche cliccatissimo contenuto web. A renderlo accattivante è però la filosofia ironica e rilassata che ne è alla base, e che fa della sfida di recensire un film in una riga un esercizio di divertito distacco dall’approccio più accademico e snob al lavoro di critico. Affilatissimi commenti di poche sillabe parafrasano un titolo per evocarne un altro (“La spada nella doccia” è naturalmente Psyco), prendono in prestito note liriche (“Eran 300, eran giovani e forti e sono morti”) o ironizzano sull’osticità di qualche pietra miliare, come nel caso di Un chien andalou, il cui commento recita “Il senso logico c’è, l’importante è non vederlo”. Più che liquidare, positivamente o negativamente, un film o un autore in una frase, questo dizionario sui generis suggerisce rimandi, evoca universi narrativi, gioca con l’immediatezza che una breve definizione azzeccata possiede: il film racchiuso in uno steccato di poche parole come divertita reazione alla logorrea dei critici di mestiere, un po’ nello spirito delle mitiche recinzioni di Johnny Palomba. Rispetto però alle “critiche perimetrali” del sedicente ex galeotto colombiano, l’idea di Maurizio Failla fa leva anche sul gusto tutto cinefilo per la citazione o, per meglio dire, per quella sorta di reiterata sineddoche che porta a richiamare in una scena o in una battuta l’intero immaginario di un autore. Perché, come spiega Stefano Di Marino nella prefazione, il cinefilo non è solo colui che consuma almeno un paio di film al giorno o accumula più dvd di quanti sarà mai in grado di vedere, ma anche chi non può fare a meno di evocare, per esempio, “tutto il mondo tragicomico di Monicelli con ‘la supercazzola prematurata con scappellamento a destra’ ”. Soprattutto se il riferimento rientra nella lunghezza media di uno status update.