LIBRI DI CINEMA – Le novità di luglio

Fughe da HollywoodFUGHE DA HOLLYWOOD. I dieci anni che sconvolsero il cinema americano
Simone Emiliani, Carlo Altinier
All’inizio degli anni Sessanta il cinema statunitense subisce una profonda metamorfosi. Alcuni generi classici come il western e il musical non funzionano più. Gli stessi vecchi magnati delle majors stentano a capire il rapido mutamento dei tempi e ad adeguarsi. Concorrente significativa, inoltre, è la televisione che contribuisce a mutare le esigenze dello spettatore medio. Da questo stato di crisi che sembra irreversibile, Hollywood risorge come dalle proprie ceneri, dando vita a una delle stagioni più felici e innovative della sua storia. Per circa dieci anni, dal 1966 al 1975, un gruppo di giovani registi e attori guida una vera e propria rivoluzione nel modo di intendere il cinema. A partire dal set, ora si prediligono gli esterni alle riprese in studio e la sceneggiatura smette di essere punto di riferimento stabile per venire stravolta nel corso delle riprese. Si respira una nuova ventata di libertà mescolata a una geniale e lucida follia, effetti delle “nouvelles vagues” europee e di cineasti arrabbiati ma pieni di talento, in alcuni casi completamente sregolati, che hanno cambiato e sovvertito le regole. Per un periodo di tempo limitato ma estremamente intenso, anche a Hollywood la “politica degli autori” prevale sulla “politica degli studios”. Per le giovani generazioni il cinema non è più la “fabbrica dei sogni” ma il luogo dove rappresentare il proprio malessere nei confronti del perbenismo di una società tradizionalista e dar voce al desiderio di fuga dal mondo e di estasi provvisoria.
[Le Mani – € 18,00]
 
Lacrimae rerum – Saggi sul cinema e il cyberspazio Lacrimae rerum
Slavoj Zizek (traduzione di Ottilia Braccini)
Il cinema visto da Slavoj Žižek non è una forma di intrattenimento di massa, un modo per passare due ore nel buio di una sala lasciando fuori le preoccupazioni, ma un’arte che ci mette di fronte alle pulsioni più nascoste, rimosse e negate dall’individuo e dalla società: una sorta di reagente dell’inconscio collettivo che si mette in azione andando a toccare aspetti della coscienza e della psiche che
è difficile ricondurre alla trama di un film, alle tematiche che esprime, o alle intenzioni più o meno artistiche di una pellicola. Le pagine dedicate a Kieslowski, Hitchcock, Tarkovskij, Lynch, partono dalla pellicola ma imboccano percorsi alternativi fatti di paragoni impensati, associazioni inusuali, interpretazioni provocatorie: l’occasionalismo di Malebranche attraverso Matrix, i lineamenti della filosofia del diritto di Hegel a partire dal bacio appassionato tra Rick e Ilsa in Casablanca. Ogni capitolo di questo libro, quasi ogni pagina, ci conduce da tutta un’altra parte rispetto a dove pensavamo di essere: leggiamo della strategia di costruzione di un thriller e scivoliamo in Freud, del ruolo della femme fatale nel noir classico e ci troviamo davanti, esemplificate, le teorie psicoanalitiche di Lacan. Con il piglio funambolico che caratterizza ogni sua opera, in questi saggi Žižek ci mostra che i film non sono quello che sembrano. O meglio, sembrano ciò che non potrebbero in alcun modo essere.
[Libri Scheiwiller – € 18,00]
 
Incontri alla fine del mondoIncontri alla fine del mondo – Conversazioni tra cinema e vita
Werner Herzog (a cura di: Paul Cronin e Francesco Cattaneo)
Cineasta, esploratore, antropologo, poeta, visionario. Tutti questi tratti si fondono organicamente in una delle figure più originali, creative e irriducibili del panorama cinematografico contemporaneo: Werner Herzog. Famoso per i suoi film «estremi», Herzog ne ripercorre in questo generoso libro-intervista la genesi, la lavorazione e l’impatto su critica e pubblico. Ma quel che più conta, per Herzog, è l’individuazione dello strettissimo legame tra i suoi film e la sua vita, tanto stretto da far sì che i primi appaiano un naturale prolungamento e sviluppo della seconda. Perché ciò sia possibile, Herzog si tiene alla larga dai teatri di posa e dalle produzioni in provetta; si getta nel mondo e trasforma il set in un luogo avventuroso e pulsante.

La freschezza, vivacità e apertura dello sguardo di Herzog rendono il libro un’affascinante occasione di incontro con terre e popoli remoti, un emozionante attraversamento della storia europea della seconda metà del Novecento, nonché una lucida riflessione teorica sul rapporto tra cinema di finzione e documentario, tra mondo dell’immaginario e reale.
[Minimum fax – € 16,50]
 
Immagini – Da Spasimo a Fanny e Alexander: il regista svedese racconta tutti i suoi capolavori
Ingmar Bergman (traduzione di Renzo Pavese)
In Immagini il regista svedese ripercorre la sua eccezionale carriera artistica, da Spasimo, la pellicola con la quale ha esordito nel 1945, fino a Fanny e Alexander, che nel 1982 ha segnato il suo addio al cinema.
Bergman ricostruisce la genesi e la realizzazione di tutti i suoi film, raggruppando le proprie opere per affinità tematiche e stilistiche; un’ampia e accurata scelta di immagini restituisce un universo figurativo di intensa suggestione.
È una testimonianza caratterizzata dalla sincerità totale, impietosa, che contraddistingue l’intera opera di Bergman. Attraverso i suoi film, nel processo stesso della lavorazione, dall’idea iniziale alla stesura del soggetto, fino al lavoro con gli attori, il regista conduce la propria ricerca con inflessibile rigore: la dedizione, l’impegno e spesso la dolorosa impossibilità di separare la vita privata dal set, sono altrettanti sintomi di una tensione creativa e psicologica difficilmente eguagliabili.
Il racconto di Bergman assume così il valore di un itinerario personale ricchissimo per profondità ed emozioni, in cui è possibile rintracciare, in ogni pagina, i segni della lotta dell’artista con la sua opera, la trasformazione di un mondo interiore in racconto, in parole, in immagini memorabili.
[Garzanti – € 22,00]

 
Neil Jordan
Matteo Pollone e Caterina Taricano
Il Castoro presenta una nuova monografia della collana “Il Castoro Cinema”: dedicata a Neil Jordan, e firmata da Matteo Pollone e Caterina Taricano, arriva da oggi in tutte le librerie.
Neil Jordan nasce a Rosses Point, nel nord dell'Irlanda, il 25 febbraio 1950. Dopo una formazione letteraria, musicale e teatrale, è oggi il più noto regista irlandese. Autore visionario di film apparentemente molto diversi tra loro, è in realtà un cineasta dalla straordinaria coesione formale e tematica, a suo agio in piccole produzioni indipendenti così come in quelle hollywoodiane. Ha vinto il premio Oscar nel 1993. Tra i suoi film: Mona Lisa (1986), La moglie del soldato (1992), Intervista col vampiro (1994), Michael Collins (1996), Fine di una storia (1999), Breakfast on Pluto (2005). Il Castoro ripercorre l’intero percorso artistico e personale del regista dagli esordi a oggi, corredando come sempre il testo di oltre cento fotogrammi tratti dai suoi film, prezioso strumento di approfondimento dell’analisi delle singole opere, e di una filmografia e bibliografia complete.
[Il Castoro – € 13,90]

 
John Cassavetes
Sergio Arecco
Torna finalmente in libreria, con una nuova veste grafica e in edizione aggiornata con inserimento dei fotogrammi dei film, un Castoro prezioso, di un regista molto amato che occupa un posto unico nella storia del cinema: John Cassavetes. L’attore/regista/sceneggiatore newyorkese ha "inventato" l'idea stessa di cinema indipendente. La sua produzione, così coerente e refrattaria a ogni compromesso, ha rappresentato un'inesauribile fonte d'ispirazione per cineasti di tutto il mondo. Il suo stile asciutto, diretto e nervoso gli ha permesso di scavare meglio di chiunque altro tra le emozioni e i turbamenti dei suoi personaggi. Tra i suoi film: Ombre (1959), Volti (1968), Una moglie (1975), La sera della prima (1977), Gloria – Una notte d'estate (1980).
[Il Castoro – € 13,90]

 
Cinema e ragazzi
Francesco Rufo
Cinema e ragazzi sviluppa e approfondisce il percorso iniziato con il volume Guida al cinema per ragazzi, nato dall’esperienza pluriennale del Giffoni film Festival, la storica manifestazione dedicata al cinema per ragazzi.
Il libro si propone come strumento per genitori, insegnanti, operatori culturali per guidare figli e studenti a vedere i film in modo consapevole e creativo, a esplorare emozioni e riflessioni che dai film possono nascere. Una guida per educare al linguaggio cinematografico fatta di percorsi che stimolino i ragazzi a pensare in modo attivo e creativo i film.
Le trame e le analisi di film realizzati sui ragazzi, con i ragazzi e per un pubblico dai 6 ai 18 anni sono in questo volume ancora più ricche, articolate e complete, dei veri saggi per ciascun film.
Il testo è diviso in quattro parti, corrispondenti a quattro fasce d’età: dai 6 anni (+6), dai 9 anni (+9), dai 12 anni (+12), dai 15 anni (+15).
In appendice è posto un indice che elenca i temi e i generi ricorrenti trattati nelle analisi per rendere più agevole la consultazione.
[Audino – € 18,00]
Scrivere il film – Sceneggiatura e sceneggiatori nella storia del cinema
Giuliana Muscio
La storia del cinema ricostruita dalla prospettiva della sceneggiatura e degli sceneggiatori attraverso interviste originali e documenti dell'epoca: questo è Scrivere il film.
Dal muto al sonoro, dal cinema hollywoodiano a quello europeo, con particolare attenzione per il cinema italiano, il libro intreccia la storia della professione di sceneggiatore con la descrizione dei diversi stadi di elaborazione della sceneggiatura (soggetto, adattamento, trattamento). Inoltre presenta le ipotesi teoriche e interpretative sulla sceneggiatura formulate nel corso della storia del cinema.
Scrivere il film non è un manuale di scrittura drammatuirgica ma un contributo fondamentale alla storia e alla pratica delle sceneggiautra.
[Audino – € 19,50]
Anna Magnani – Vissi d’arte, vissi d’amore
Chiara Ricci
Un omaggio, una dimostrazione di affetto ad una delle più grandi attrici del Novecento.
Un’analisi in bilico tra arte e vita, cinema e teatro, realtà e finzione. Un’analisi di film e di personaggi nati come creature teatrali e divenuti come per magia gemme del nostro cinema e parte dei nostri ricordi.
Uno sguardo posato sulla vita, sulla carriera e sulla sincerità di una donna che ha fatto di sé inconsapevolmente l’essenza della sua arte.
“Ma io non so nemmeno se lo sono, un’attrice…cosa vuol dire essere un’attrice? Io una sera sono in un modo, una sera sono in un altro. Un’attrice dovrebbe essere tutte le sere uguale. Ma io non so giudicarmi. Confesso francamente che se mi chiedessero di dare un’opinione su me stessa, non saprei darla…la lascerei dare ad altri”.
[Edizioni Sabinae – € 18,00]

 
Il cinema neorealista italiano – Da “Roma città aperta” a “I soliti ignoti”
Gian Piero Brunetta
Negli anni inaugurati da Roma città aperta, il pubblico è al tempo stesso destinatario e protagonista e lo schermo diventa proiezione dell’anima collettiva. La gente va al cinema per ritrovare le speranze che la guerra ha disperso, per sentir parlare dei propri problemi, per vedere dei personaggi con i quali si identifica in tutto. Il cinema del dopoguerra attraversa, in modo più o meno inconsapevole, la storia del paese. Per merito di Rossellini e De Sica, ma anche di De Santis, Visconti, Germi, Lattuada, Soldati, Castellani, Zampa e di titoli che in vario modo rientrano nel campo di tensioni del neorealismo, si assiste a una bruciante scoperta dell’Italia, con tutti i suoi problemi e la sua voglia di ripartire da zero.» Di fatto, il cinema italiano del dopoguerra riparte da zero e ridisegna interamente l’organizzazione dell’industria culturale. Nel giro di poco la risorta Cinecittà stravincerà la lotta impari con il cinema americano, affiancando i capolavori del neorealismo a grandi successi di botteghino come le coproduzioni alla Quo vadis?, i film di Totò, le pellicole di Sofia Loren e Gina Lollobrigida.
[Laterza – € 20,00]

 
I migranti nel cinema italiano
Sonia Cincinelli
L'attenzione rivolta nella produzione cinematografica italiana dei primi anni '90 ai migranti registra una disparita' agli approcci sul tema, la sua metabolizzazione da un lato e gli esiti di questo confronto dall'altro. In assenza di un vero e proprio genere, il cinema italiano si e' occupato dell'immigrazione in maniera episodica e superficiale. Successivamente nei primi anni del nuovo secolo l'attenzione dedicata dalla "settima arte" al fenomeno migratorio si e' rivelata sempre piu' crescente. Nell'Europa che i governanti vorrebbero "fortezza" il cinema italiano apre squarci di verità sui processi migratori. In controtendenza rispetto agli omologati mass media. I film proposti in questo libro, che parlano di immigrazione e che vedono come protagonisti stranieri nel territorio italico, sono i piu' significativi degli ultimi diciannove anni. Antologia critica ed analitica che attraversa larga parte del panorama cinematografico nostrano, da grandi maestri del cinema come Maselli e Bertolucci, Amelio e De Seta ad affermati registi italiani come Giordana e Soldini, Tornatore e Mazzacurati approdando a giovani promesse consolidate come Garrone fino a a registi emergenti come Melliti e Munzi, Spada e Marra. Tutti hanno affrontato questo complesso argomento. Attraverso un ampio riesame di ogni regista, di cui vengono colti i motivi ricorrenti, e i tratti stilistici e con un approfondimento globale di ogni film, il volume di Sonia Cincinelli ricostruisce e interpreta con rigore critico e partecipazione l'attivita' cinematografica su questo attualissimo tema colmando un vuoto nella saggistica cinematografica.
[Edizioni Kappa – € 25,00]
 
L'avventurosa storia del cinema italiano – Volume primo. Da 'La canzone dell'amore' a 'Senza pietà'
Goffredo Fofi, Franca Faldini
Ritorna, in edizione integrata e aggiornata, un’opera fondamentale per chiunque studi e ami il cinema italiano. L’avventurosa storia del cinema italiano apparve per la prima volta a fine anni Settanta, in due volumi editi da Feltrinelli, completati poi da un terzo volume che uscì negli anni Ottanta con il marchio Mondadori. Seguendo un modello storico e investigativo originale, senza precedenti, i volumi componevano una storia del cinema italiano “raccontato dai suoi protagonisti”: registi, attori e attrici, produttori, sceneggiatori, montatori, scenografi, maestranze e ‘società intellettuale’ parlavano in interviste inedite, concesse ai curatori Fofi e Faldini, o recuperate attraverso un acuto spoglio di giornali e riviste d’epoca. Ne usciva un affresco vividissimo e policromo di cinquant’anni di cinema italiano, dai telefoni bianchi al neorealismo, dagli splendori di Cinecittà alla Hollywood sul Tevere al ‘nuovo cinema’ anni 60 e 70… Un’opera che ha formato generazioni di studiosi e che ha divertito generazioni di lettori, da tempo indisponibile sul mercato, ritorna grazie al nuovo lavoro di Fofi e Faldini, che hanno integrato le parti già esistenti (sulla scia di nuovi materiali, spesso ritrovati in questi ultimi anni) e hanno aggiornato il quadro fino al presente, con nuove interviste ai ‘protagonisti’ degli ultimi vent’anni di cinema italiano (da Moretti a Muccino a Garrone, da Accorsi a Servillo…).
[Edizioni Cineteca di Bologna – € 18,00]
 
Fuoco! Il cinema di Gian Vittorio Baldi (Libro + DVD)
Roberto Chiesi
1968. Un disoccupato spara su una statua della Madonna in processione. Si asserraglia in casa con la famiglia. Resiste alla polizia. Non vuole, non può dare spiegazione al suo gesto… Fuoco!, appena restaurato e presentato per la prima volta in DVD, è uno dei film più singolari del cinema italiano anni Sessanta, e il capolavoro del suo autore, Gian Vittorio Baldi, autore e produttore, protagonista anomalo del cinema italiano per l'orgogliosa solitudine e indipendenza del suo itinerario.
Insieme al DVD, un libro documenta il percorso artistico del regista bolognese nella sua dualità di regista e produttore illuminato di film come Porcile (1969) e Appunti per un’Orestiade africana (1970) di Pier Paolo Pasolini e Quattro notti di un sognatore (1971) di Robert Bresson. L’analisi accurata di ogni suo film (fino all'ultimo lungometraggio, Nevrijeme – Il temporale, uno dei rari film realizzati sulla guerra etnica fra serbi e bosniaci degli anni '90) è completata dalla traduzione di interviste concesse negli anni Sessanta ai “Cahiers du cinéma”, da una recentissima intervista inedita, dalla pubblicazione delle sceneggiature dei suoi film principali (La casa delle vedove, 1960, Luciano, 1962, Fuoco! , 1968, Anni duri, 1977, Il Temporale, 1999) e dai carteggi inediti con Pasolini, Bresson, Glauber Rocha, Joris Ivens, Ennio Flaiano, Riccardo Bacchelli, Jean-Luc Godard
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[Edizioni Cineteca di Bologna – € 18,00]
 
Il mestiere del cinema nei Balcani. Storia di un'industria e dei suoi protagonisti dagli anni settanta ad oggi
a cura di Luisa Chiodi e Irene Dioli
Il mestiere del cinema nei Balcani racconta l'industria del film in Albania, Bulgaria, Bosnia Erzegovina, Croazia e Serbia, la sua storia di strumento della propaganda di regimi comunisti, la crisi catastrofica degli anni novanta e il suo rapporto con il mercato globale del ventunesimo secolo.
Approfondendo la conoscenza della «grande storia» attraverso quella delle persone che l’hanno vissuta, i saggi contenuti nel volume mostrano come, ancora oggi, il cinema costituisca un settore di eccellenza, in grado di contrastare la marginalizzazione culturale e politica dei Balcani negli ultimi decenni.
[Edizioni Osservatorio Balcani e Caucaso – € 5,00 (rimborso spese)]

LIBRI DI CINEMA – Le novità di luglio

STEVEN SPIELBERG

Cineland express

Giampiero Francesca, Simone Isola, Luca Lardieri, Ilario Pieri

In quarant´anni di carriera, Steven Spielberg ha attraversato con il suo cinema quasi tutti i generi della settima arte, passando con estrema spontaneità dalle forme ludiche e divertite del thriller d´avventura, alla fantascienza e alla fiaba, per poi soffermarsi con sempre maggior attenzione su importanti eventi storici. Questo volume monografico si prefigge lo scopo di evidenziare il costante equilibrio leggendario fra innocenza fanciullesca e razionalità adulta del regista di Cincinnati. Attraverso l´attenta analisi di tutti i suoi film, da Duel a Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, il volume rivela un percorso tematico e stilistico consolidato e nuovamente rinvigorito dal suo ultimo lavoro sulle avventure del mitico archeologo.

[Sovera Editore – 15,00 euro]





 

 

L’UOMO VISIBILE

Béla Balázs

Scritto nel 1924, L’uomo visibile è uno dei classici della teoria del cinema. Balázs dà per la prima volta compiuta formulazione alle caratteristiche originali del nuovo mezzo: il particolare apporto dell’attore, il fascino del primo piano, il ruolo del paesaggio e degli oggetti, l’inclinazione verso il fantastico, la nozione di stile. Ma il libro è soprattutto una teoria del «gesto visibile», del volto, del corpo, delle loro più peculiari risorse espressive, riscoperte e rilanciate dall’immagine in movimento in contrapposizione all’astrattezza della scrittura e del linguaggio verbale. Ed è una concezione del cinema come grande dispositivo simbolico, governato, per l’autore, dai medesimi principi dell’espressionismo.
Tradotto in un gran numero di paesi (celebre la reazione polemica di Ejzenstejn), ammirato da scrittori come Robert Musil ed Erich Kästner, L’uomo visibile non è mai stato pubblicato in Italia e non è mai entrato davvero nella cultura cinematografica del nostro paese. Questa edizione, curata da Leonardo Quaresima (suo l’ampio saggio introduttivo), lo propone integralmente al lettore italiano, arricchito da un’antologia di testi dell’autore e dalle reazioni critiche che ne hanno accolto l’uscita

[Castoro – 32,00 euro]

 

 

 

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO, I DURI COMINCIANO A GIOCARE
Frasi memorabili dai film di ogni tempo
Furia Berti

Dopo Hai una pistola in tasca o sei solo contento di vedermi?, arriva in libreria un secondo volume di battute cinematografiche curato da Furia Berti, che ha selezionato questa volta il proprio materiale tra le frasi più “felicemente” cattive, spietate, perfide, graffianti, capaci di lasciare il segno e di firmare in maniera memorabile un film. Ed ecco allora un’ampia scelta di oltre 500 battute memorabili, dialoghi surreali, insulti a bruciapelo, pillole di (amara) saggezza, frasi a effetto tratte dai film di tutti i tempi. Dall’immancabile Mae West di Non sono un angelo a Clint Eastwood, da George Clooney di Ocean’s Thirteen alle pillole di saggezza di Marge Simpson, da Al Pacino di Ogni maledetta domenica a Nicole Kidman de La donna perfetta, da Tommy Lee Jones di Non è un paese per vecchi a Daniel Day-Lewis de Il Petroliere, a Woody Allen di Anything Else.
Le battute sono raccolte per temi, individuati di volta in volta dal titolo di un film diverso (Ti amo in tutte le lingue del mondo, Scoop, Follia, Un uomo da marciapiede, Lussuria, The Dreamers, Chiedimi se sono felice).

[Castoro – 12,00 euro]



 

 

PIOMBO '70.

Il braccio armato del cinema italiano

Dario Geraci

Città dure e aspre che crescevano su loro stesse perdendo la propria identità. Il tempo della malavita romantica era finito. Milano era diventata come Marsiglia, Roma come Chicago. La storia della malavita in Italia viaggiava di pari passo con quella del Paese, un Paese vivace, fino a poco tempo prima povero e affamato di grandi speranze. La naturale conseguenza in ambito artistico è lo sfruttamento intensivo che ne seguirà da parte di tutta l'industria cinematografica.

[Domino – 11,00 euro]

 

 

 

OLTRE IL MURO

Il cinema tedesco contemporaneo

Möller, Spagnoletti

Sospesi tra l'elaborazione di un passato doloroso e un futuro ancora tutto da scrivere (e girare), i nuovi cineasti tedeschi del terzo millennio hanno saputo conquistarsi l'attenzione del pubblico e della critica internazionale come non succedeva dai tempi di Wenders, Herzog o Fassbinder. Lo dimostrano il Premio Oscar a "Le vite degli altri " (Das Leben der Anderen) e il crescente numero di titoli selezionati dai grandi festival internazionali. A partire dalla storica caduta del Muro, questo volume vuole ricostruire a tutto campo (fiction, non fiction e cortometraggio) l'attività di un laboratorio creativo che ha pochi eguali nel panorama del cinema contemporaneo.

[Marsilio – 16,00 euro]

 

 

 

APOCALYPSE NOW

Cinema e letteratura in Francis Ford Coppola

Maristella Muzi

È un viaggio lungo il film di Coppola alla ricerca di quegli elementi che ne fanno un’opera d’arte da leggere a più livelli: da un esercizio di genere e generi, che rientra nell’esperienza del metacinema, alla riflessione filosofica e politica, all’introduzione di diversi linguaggi artistici al suo interno da farne, quasi, un romanzo epico, un ipertesto segnato da una continua contaminazione stilistica. Il tentativo di una lettura più profonda del testo filmico a dimostrazione di come il cinema, anche quello più spettacolare, può andare oltre il puro intrattenimento.

[Aracne – 20,00 euro]

 

 

 

MONOLOGHI E SCENE MEMORABILI AL CINEMA

Arcangelo Mazzoleni, Francesca Mazzoleni

Questo volume, il primo dedicato in Italia all’argomento, si propone di fornire non solo un ampio e variegato repertorio di pezzi per provini o esercizi per attori ma anche una serie di modelli, molto diversificati, per gli sceneggiatori che vogliano cimentarsi nella non facile arte del monologo. Costituisce anche un utile strumento per gli studiosi di cinema e una godibile esperienza per i lettori che vogliano rivivere sulla pagina le emozioni vissute nella sala cinematografica. Tratti da film contemporanei appartenenti alla produzione mainstream o a cinematografie aliene e ribelli, gemme estrapolate da classici o nuclei infuocati di opere d’autori contemporanei, allineano un repertorio che va da Persona a Pulp Fiction, da Apocalypse Now ad Americani, da Quinto potere a
Good night and good luck… Drammatici, ironici, patetici, caustici, introspettivi, accusatori, sarcastici, nichilistici, visionari, utopistici, ideologici, elegiaci: questi monologhi ci rivelano una parte poco indagata della drammaturgia cinematografica, che si esplica solitamente nel rapporto duale del dialogo e che viene invece qui a presentarsi come un continente vasto e complesso dove l’arte del monologo consente al drammaturgo/sceneggiatore (e all’attore) di instaurare un rapporto empatico e immediato con lo spettatore.

[Audino – 13,00 euro]



 

 

NESPOLOCINEMA

Time after time

AA. VV.

Il rapporto di Ugo Nespolo con il cinema è intenso e costante e si concretizza, a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta e per più di quarant’anni, in molteplici forme ed esperienze, dai film veri e propri ai quadri di soggetto cinematografico realizzati con le più diverse tecniche e materiali, ai manifesti per mostre e rassegne proprie e altrui.
Il volume pone l’accento soprattutto sul “fare cinema” di Nespolo: accanto a una selezione di opere scelte dall’autore stesso nella sterminata produzione di questi decenni, trovano posto le riproduzioni di decine di fotogrammi di film e foto di set da cui riaffiorano figure mitiche e protagonisti indimenticati della scena artistica e intellettuale degli ultimi decenni del Novecento, tra cui Lucio Fontana, Enrico Baj, Renato Volpini, Allen Ginsberg, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, restituiti attraverso frammenti visivi, ritratti, fotogrammi gonfiati e a volte trattati fino a diventare delle opere a se stanti, compiute.

Il volume offre così uno sguardo inedito e affascinante di quella straordinaria e vitale stagione artistica della seconda metà degli anni Sessanta in Italia, di cui Nespolo è stato protagonista, restituendola attraverso una galleria di volti, personaggi, oggetti, atmosfere, rimandi linguistici ed espressivi: una sorta di “mappatura ideale” di “debiti” culturali e intellettuali privati che sono al contempo “tracce” di un immaginario comune e collettivo, di un periodo storico e artistico che ancora oggi non smette di esercitare la propria influenza.

[Castoro – 35,00 euro]

 

 

 

ARGENTO VIVO

Il cinema di Dario Argento tra genere e autorialità

Vito Zagarrio

L'"autorialità" di Dario Argento non ha bisogno di essere legittimata. Lo dimostrano la sua fama internazionale, i tanti modi in cui è stato omaggiato o imitato, le schiere di fan che gli hanno dedicato l'attenzione dovuta a un cult director. Semmai c'è da dire che il suo ancoraggio al genere (horror e "giallo") lo ha relegato per anni al ruolo di regista di talento e di "mestiere" senza mai davvero sdoganarlo in quanto auteur, aprendolo così alla possibilità di una seria analisi filmica.

Snobbato dalla critica ufficiale italiana ai tempi dei suoi folgoranti esordi, è stato riconosciuto come autore geniale, come spesso accade, solo dopo i giudizi della critica straniera, soprattutto francese e oggi anche americana.

Questo libro vuole offrire una re-visione complessiva del cinema del regista, sospeso tra Autore e Genere, dando spazio sia agli interventi dei cinefili, sia a indagini testuali che applicano varie metodologie di analisi filmica. Indagini che offrono letture, forse prima impensabili, di un cinema che ha influenzato cineasti di varie generazioni e formazioni, da De Palma a Tarantino, da Kubrick a Carpenter.

[Marsilio – 25,00 euro]

LIBRI DI CINEMA – Le novità di luglio

AKI KAURISMÄKI

Dialogo sul cinema, la vita, la vodka

Peter von Bagh

L'appassionato dialogo tra due amici, Peter von Bagh, uno dei più influenti storici del cinema e Aki Kaurismäki, uno dei registi più amati e geniali del nostro tempo. Parlano di cinema e di arte, della Finlandia, della vodka, del senso delle cose. Ridono, divagano, si raccontano aneddoti personali. Come conversando di notte in auto o in un bar, ripercorrono tutti i film del regista, svelando dettagli e significati inediti. Da La fiammiferaia a Leningrad Cowboys, da Ho affittato un killer a L'uomo senza passato, fino al recente Le luci della sera, Aki e Peter danno vita a un confronto sull'amore e sul mestiere del cinema.

[Isbn edizioni – 19,00 euro]

 

 

 

 

 

LUIGI COMENCINI

Il cinema, i film

Adriano Aprà

Il libro intende risarcire Luigi Comencini di un debito che la critica ha nei suoi confronti: quello di aver esitato a individuarne la personalità autoriale, di averlo confuso con colleghi coevi – in debito di riconoscimento anch'essi – sotto etichette generiche o fuorvianti. A Comencini sono toccati i generici accostamenti alla commedia all'italiana e la “specializzazione” dei film con bambini. Ma il suo cinema è ben altrimenti ricco. Se è vero che il suo essere autore comporta anche un confrontarsi con il cinema popolare e con i suoi generi, se è vero che non sempre è stato all'altezza di se stesso è anche vero che la sua personalità si è espressa nella maggior parte dei suoi film al di là dei generi, al di là dei condizionamenti produttivi.

[Marsilio – 25,00 euro]

 

 

 

QUEI BRAVI RAGAZZI

Il cinema italoamericano contemporaneo

Giuliana Muscio e Giovanni Spagnoletti

Registi come Michael Cimino, Francis e Sofia Coppola, Abel Ferrara, Brian De Palma, Martin Scorsese, Quentin Tarantino; attori come Robert De Niro, Al Pacino, Leonardo DiCaprio, Nicolas Cage, Steve Buscemi, John Travolta, Sylvester Stallone, Stanley e Michael Tucci, Susan Sarandon, John Turturro, Christina Ricci, Vincent Gallo, Marisa Tomei, Annabella Sciorra, Joe Pesci, Ben Gazzara, Vincent Spano, Danny Aiello, Paul e Mira Sorvino, Gary Sinise, Danny DeVito, Chazz Palminteri e tanti altri, affollano da trent’anni e più gli schermi dentro (e fuori) Hollywood. Senza di loro lo show business Usa sarebbe quasi inimmaginabile.

Quei bravi ragazzi vuole documentare soprattutto l’ultima generazione di una straordinaria fioritura di talenti. Il cinema italoamericano di oggi, in cui emergono anche figure di cineaste come Nancy Savoca o Marylou Tibaldo-Bongiorno, mostra pochissimi padrini, ma molte famiglie e coppie alle prese con ruoli e valori entrati in crisi ovunque.

Nel giro di un secolo la comunità italoamericana è passata dal gradino più basso della scala sociale alla stanza dei bottoni. E avendo raggiunto un ottimo grado di legittimazione sociale, non ha più bisogno di confermare un’assodata americanità, ma può rivendicare anche le proprie origini, non più motivo di vergogna, al contrario, vanto e glamour identitario.

[Marsilio – 18,00 euro]

 

 

 

IL FILM DOCUMENTARIO NELL’ERA DIGITALE

Ansano Giannarelli (a cura di)

Che rapporto si configura attualmente tra il film documentario e il «dominio digitale»? Quali sono le modifiche strutturali che stanno emergendo?

Sono molti a sostenere che la tecnologia digitale abbia prodotto principalmente effetti sul versante della realizzazione, elaborazione e fruizione del prodotto audiovisivo; altri ritengono che il mezzo digitale abbia aperto una nuova fase di espressione, aumentando la possibilità di creare immagini lontane e sopra la realtà. Ma qual è la portata del cambiamento e le trasformazioni che esso implica? I saggi raccolti nel libro cercano di tracciare un filo rosso tra le varie posizioni sul campo, senza limitare la riflessione all’ambito esclusivamente tecnologico ma prendendo in considerazione anche temi di particolare rilievo sotto il profilo storico e teorico. Nella prima sezione si analizzano le novità tecnico-linguistiche, le modifiche espressive e le permanenze che caratterizzano il film documentario dopo alcuni anni di diffusione delle tecnologie digitali. Nella seconda sezione vengono affrontate le mutazioni nel processo produttivo – come la regia, la raccolta delle immagini, il montaggio, la produzione, la diffusione – a partire dalle esperienze dirette di alcuni “testimoni”. Il volume contiene scritti di F. Birri, A. Cicconi, V. De Seta, L. Faccini, F. Ferraro, A. Forgione, A. Giannarelli, F. Grosoli, V. Mancuso, R. Mazzantini, A. Medici, M. Mete, S. Muti, R. Perpignani, G. Petitto, L. Ricciardi, S. Savorelli, P. Scarnati, P. Simoni, L. Verga. Le foto sono di N. Guiducci. 

[Ediesse – 15,00 euro]

 

 

 

NANNI MORETTI

Bianca

Roy Menarini 

«Va bene, continuiamo così, facciamoci del male»: la celebre battuta, pronunciata dal professore di matematica Michele Apicella di fronte all’interlocutore ignaro di cosa sia la Sacher Torte, riecheggia dalle pagine del saggio di Roy Menarini per «riaprire il caso» di una delle detection più anomale e surreali della storia del cinema italiano. Lontano dalle notazioni diaristiche e «meno sbilanciato sul piano dell’autobiografia sociopolitica», Bianca è infatti l’unico film di Moretti a confrontarsi esplicitamente con i codici narrativi di un genere, in questo caso del «giallo».


Roy Menarini ricostruisce il rapporto di Michele con se stesso, lei (Bianca) e gli altri. Scrive l’autore: «Bianca, nel 1984, solidifica la fiducia del pubblico (certo, non di tutto) verso questo autore che – così tanto spesso accusato di esibire narcisisticamente le proprie nevrosi e manie – ha invece catalizzato l’insoddisfazione, lo straniamento e (diciamo pure) l’infelicità di moltissimi, che nelle sue opere si sono riconosciuti in virtù di sentimenti ed emozioni universali».

[Lindau – 11,00 euro]

 

 

 

GUIDA AL CINEMA PER RAGAZZI

Francesco Rufo

Questo intende essere uno strumento per orientarsi nell’ambito delle opere cinematografiche realizzate sui ragazzi, con i ragazzi, per i ragazzi dai 6 ai 18 anni. Il volume è formato dalle analisi di film che sono parsi tra i più interessanti in senso culturale, artistico, storico, sociale, e in senso educativo-formativo. Si propone a genitori, insegnanti, educatori e operatori culturali, come mezzo per guidare figli e discenti a vedere i film in modo consapevole e maturo, a esplorare e sviscerare emozioni e riflessioni che dai film possono scaturire. Nell’ottica dell’educazione al cinema, all’immagine in movimento, genitori e educatori potranno porsi come intermediari tra il libro e i ragazzi, trarre dal libro percorsi e tracce per compiere con i ragazzi una riflessione che porti a pensare in modo attivo e creativo ai film, al loro contenuto e alla loro forma, ai temi che i film affrontano, al modo e al linguaggio con cui li affrontano. Il volume si basa sull’esperienza del Giffoni Film Festival, la storica manifestazione cinematografica dedicata al cinema per ragazzi. È diviso in quattro parti, che corrispondono alle quattro sezioni del concorso del Festival, ossia a quattro fasce d’età: dai 6 anni (+ 6: Kidz), dai 9 anni (+ 9: Primi Schermi/First Screens), dai 12 anni (+ 12: Liberi di Volare/Free to Fly), dai 15 anni (+ 15: Y Generation).

[Audino – 16,00 euro]

 

 

 

IL CINEMA DI SANDRO PETRAGLIA E STEFANO RULLI

Serena Vastano

Il volume, che abbraccia tutta la carriera artistica della coppia di sceneggiatori, termina con alcune pagine che raccolgono del materiale per un film “che non s’è fatto, ma non è detto che prima o poi non si faccia”. L’idea è quella di raccontare un momento preciso, e non ancora concluso, della nostra Italia: la nascita del berlusconismo nell’anno della formazione di Forza Italia e della “discesa in campo”. Rulli e Petraglia hanno raccolto materiale e scritto pensieri, riflessioni, bozze di ipotetici personaggi e loro caratteristiche salienti, come per esempio quello di Giancalone (fa il piano frequenze e poi va a lavorare alla Fininvest), di Baget Bozzo (il consulente per i rapporti con il mondo cattolico), di Sgarbi (il giullare), di Liguori (ex di lotta continua, il servo scemo). 

LIBRI DI CINEMA – Le novità di luglio

Da sempre il cinema argentino è un oggetto anomalo, diverso dalle altre cinematografie sudamericane. Tale anomalia ha consentito di elaborare linee originali di sviluppo che nell'ultimo decennio hanno trovato una feconda declinazione. Dal 1995 al 2005 infatti, l'Argentina si è imposta come uno dei laboratori più ricchi e articolati della produzione audiovisiva, con autori quali Lisandro Alonso, Daniel Burman, Israel Adrián Caetano, Lucrecia Martel, Martin Rejtman, Bruno Stagnaro, Pablo Trapero. Una legislazione nuova e il ricambio generazionale hanno contribuito a rifondare il panorama produttivo gettando uno sguardo altro su una realtà politico-sociale mutevole, solcata da momenti di grave crisi e di ripresa. Il nome che più frequentemente circola tra i cineasti della nuova generazione è quello di Leonardo Favio. Regista anomalo, conosciuto più per la sua attività di cantante che per il suo cinema, è diventato un esempio di coerenza e di coraggio. Da Favio alla "nuova onda" argentina scorre un filo rosso che IL CINEMA ARGENTINO CONTEMPORANEO E L'OPERA DI LEONARDO FAVIO, a cura di Pedro Armocida, Daniele Dottorini, Giovanni Spagnoletti ripercorre tracciando le coordinate di un cinema che è e vuole rimanere orgogliosamente indipendente.



[Marsilio – 16,00 euro]


 


 


 


Nel corso di un ventennio la Mostra internazionale del Nuovo cinema di Pesaro ha monitorato, con i suoi eventi speciali, il nuovo cinema italiano (promosso di volta in volta dalle nuove leve di filmmakers che si sono succedute) parlando di «generazione» cinematografica, di «scuola italiana», di «cinema della transizione». LA MEGLIO GIOVENTU'. Nuovo cinema italiano 2000- 2006, a cura di Vito Zagarrio, offre una panoramica sul cinema italiano del terzo millennio osservandone modalità e tendenze, facendo particolare attenzione al fenomeno delle opere prime, identificando una generazione di cineasti.


[Marsilio – 24,00 euro]


 


 


 


Forse nessun altro genere all'interno del cinema popolare italiano ha saputo convogliare gli umori e le paure del paese come il poliziesco. ITALIA ODIA di Roberto Curti ne ripercorre la storia, dall'immediato dopoguerra a esempi recentissimi come "Romanzo criminale" di Michele Placido, e con particolare attenzione agli anni '70, quando l'exploit commerciale di "La polizia ringrazia" apre la strada a un nugolo di epigoni e variazioni sul tema: le contaminazioni con il film di mafia, le derive comiche, l'ibridazione con la sceneggiata napoletana. Malvisto dalla critica, che lo bolla con il termine spregiativo di «poliziottesco», il filone ha però il merito di mettere in scena la realtà del tempo. Dietro alle storie di eroici commissari «di ferro» e spietate «belve col mitra», emerge l'immagine di un'Italia inquieta, segnata dal '68 e sconvolta da atti di violenza, conflitti sociali e spinte eversive.


[Lindau – 24,00 euro]


 


 


 

Il cinema-denuncia di Costa-Gavras, l'umanità di Jack Lemmon, i potenti affreschi di Akira Kurosawa, l'orgoglio identitario di Spike Lee, lo sguardo impietoso di Oliver Stone: una panoramica del cinema come arte sociale. CON UN ALTRO OBIETTIVO. Il cinema tra arte e politica raccoglie venti interviste, pubblicate fra gli anni Settanta e Novanta. Il dialogo con alcuni grandi protagonisti del cinema mondiale (sia "d'autore" che "di cassetta") viene usato come strumento critico per affrontare i temi del rapporto fra l'espressione artistica e i valori etici, raccontando l'impegno civile del regista, dell'attore, dello sceneggiatore in diversi contesti, da Hollywood alla Polonia comunista. Ne esce un ritratto sfaccettato e appassionante del mestiere di cineasta nei casi in cui grazie all'obiettivo della cinepresa si vuole raggiungere un altro obiettivo: la trasmissione dei propri ideali. Interviste a: Constantin Costa-Gavras, Jane Fonda, Rainer Fassbinder, Andrzej Wajda, Budd Schulberg, Jack Lemmon, Akira Kurosawa, Robert Redford, Peter Greenaway, Spike Lee, Susan Sarandon, Mike Leigh, Tomas Gutierrez Alea, Abbas Kiarostami, Tim Robbins, Milos Forman, Oliver Stone, Ken Loach.


[Minimum fax – 14,00 euro]


 


 


 


I nuovi telefonini con funzione di ripresa digitale aprono nuove prospettive all'evoluzione del cinema a basso costo mettendo alla portata di tutti la possibilità di esprimersi con le immagini. FILMARE CON IL TELEFONINO E LA TELECAMERA DIGITALE di Francesca Mazzoleni si propone di offrire anche ai più inesperti la possibilità di acquisire le leggi di base della comunicazione audiovisiva che consentono di trasformare delle semplici riprese in piccoli film di senso compiuto. Corredato da esempi e da immagini esplicative il libro spiega come affrontare sia varie occasioni della vita quotidiana (feste, matrimoni, ecc.) sia situazioni particolari di ripresa che richiedono tecniche più specifiche (spettacoli, esibizioni musicali, ecc.).


[Audino – 10,00 euro]


 


 


 


Nella sua essenza girare un film consiste nel fare le riprese, ma il cinema non è un semplice atto fotografico. È il processo complessivo, produttivo e artistico, che consiste nel partire da una storia e, attraverso azioni, sottotesto emotivo, tono, colori, scenari e atmosfere, renderla in termini visivi. GIRARE UN FILM. MANUALE PRATICO DI REGIA (Vol I – Vol II) di Michael Rabinger segue passo dopo passo ogni fase del lavoro di chi ha deciso di girare un film, sia corto che lungo. Frutto di un lavoro didattico ventennale con studenti di cinema inglesi ed americani, il libro spiega i fondamenti della regia attraverso esempi pratici e centinaia di esercizi.


[Audino – 16,00 euro (vol I) – 18,00 euro (vol II)]


 


 


 


IL CINEMA DI NANNI MORETTI. Sogni & diari di Eva Mazierska e Laura Rascaroli colloca il regista in una dimensione sia nazionale che internazionale, mettendo a fuoco quattro direttrici fondamentali che attraversano la sua opera: l'autobiografia, il diario e l'immagine dell'artista nei film; la crisi della famiglia e della maschilità; la comicità, la satira radicale e l'ironia esistenziale; la trasformazione del rapporto fra cittadini e politica e l'importanza del linguaggio nella politica postmoderna.


[Gremese – 15,00 euro]


 


 


 

Una ricognizione sull'utilizzo del cinema, dei media e delle arti in relazione alla cultura della pace e del dialogo. Ma è impresa possibile rappresentare la pace? E si tratta unicamente di sguardi in assenza di guerra? E ancora, quali arti, oltre al cinema, contribuiscono a generare discorsi specifici nella messa in forma di questa auspicata condizione del vivere comune? Attraverso interventi di registi, storici, scrittori, operatori culturali SCHERMI DI PACE, a cura di Marco Bertozzi, esplora territori ed esperienze che si ispirano a un auspicio universalmente riconosciuto eppure costantemente violato.


[Ediesse – 10,00 euro]


 


 


 


La storia della sceneggiatura è fatta di una molteplicità di storie: di racconti per lo schermo, di vicende personali e artistiche (e le biografie degli sceneggiatori sono tra le più appassionanti e avventurose), di battaglie legislative, molto spesso di rivendicazioni e di frustrazioni, ma anche di esperienze straordinarie. I saggi raccolti in SULLA CARTA. Storia e storie della sceneggiatura in Italia, attraverso approcci differenziati e punti di vista originali, compongono un'ideale storia della sceneggiatura in Italia, dal cinema muto ai giorni nostri. Il volume curato da Mariapia Comand contiene scritti di Silvio Alovisio, Mariapia Comand, Paolo D'Agostini, Giacomo Manzoli, Luca Mazzei, Giuliana Muscio, Andrea Pergolari, Giorgio Tinazzi, Federica Villa, Vito Zagarrio.


[Lindau – 22,00 euro]


 


 


 


Cosa accade quando la forza dell'innovazione tecnologica si scontra con il mondo immobile dell'entertainment? DARKNET. Hollywood contro la generazione digitale di J.D. Lasica cerca di rispondere a questa domanda. Così come negli anni ottanta, le grandi multinazionali si schierarono contro la diffusione di videoregistratori e, negli anni novanta, contro i lettori CD, oggi le "media company" tentano di seppellire fenomeni come l'iPod, la duplicazione, i Podcast, il File Sharing.


[Unwired Media – 20,00 euro]


 


 


 

Il cinema contemporaneo, insidiato da decine di nuovi media, ha tratti proteiformi. NEW CINEMA. Storie del cinema contemporaneo di Andrea Caramanna intende liberarsi, oltre che dalle metodologie, anche dalla supposta scientificità del testo critico, imputabile ai lavori "organici", lungo tematiche definite. New Cinema prende spunto da elementi particolari, sensazioni, ipotesi, suggestioni, osservazioni in piena libertà. La scelta delle varie tracce nei capitoli è del tutto arbitraria, non ha pretesa di certezze. L'assenza di un quadro teorico forte non deve spaventare né il lettore addetto ai lavori, né il semplice appassionato. Il percorso tra i film non è stato programmato, semmai si è costruito da sé, a partire da un nucleo di recensioni scritte soprattutto sui siti "Expanded Cinemah" e "reVision".


[Seb27 – 12,00 euro]


 


 


 


GIRARE UN CORTO IN DIGITALE di Enrico Miglino non è e non vuole essere il classico manuale di informatica. Non c'è qui nessuna pretesa di insegnare ad usare nel dettaglio questo o quell'altro software di video-editing, masterizzazione, ecc. Questo libro semplicemente "parla" a chi guarda con interesse al mondo cinematografico, in particolare al mondo dei cortometraggi, e vuole passare dietro la macchina da presa. L'autore ha girato un cortometraggio (dal titolo "L'ultima volto che lo vidi") la cui realizzazione viene illustrata e commentata nel testo. Allegato al libro un DVD contenente l'intero cortometraggio, spezzoni di riprese, foto di scena e altri file, documenti prodotti durante la lavorazione e la produzione del filmato.


[Apogeo – 25,00 euro]


 


 


 

LIBRI DI CINEMA – Le novità di luglio.

DEREK JARMAN – Il Castoro Cinema n. 183



Gianmarco Del Re


Il Castoro


128 pag. – 10,90 Euro


 


 


 


Derek Jarman, nato a Northwood (G.B) nel 1942 e morto a Londra nel 1994, ha saputo fare della contaminazione tra le diverse discipline artistiche il cardine poetico su cui creare film originali dal grande fascino visivo che lo hanno fatto emergere come uno dei registi indipendenti più geniali degli ultimi venti anni. I suoi film più importanti Caravaggio, Edoardo II, Wittgenstein, pur basandosi sulla vita di personaggi storici, hanno rinnovato il linguaggio cinematografico raggiungendo un'arte pura e assoluta.


A undici anni dalla morte l'interesse per la sua opera non accenna a diminuire. Da figura di culto Jarman è assurto nell'Olimpo degli Autori anglosassoni. Insieme a Terence Davies, Bill Douglas, e Chris Petit, Jarman è una delle poche voci del cinema indipendente alternativo a emergere negli anni Settanta e Ottanta. Isolato, condannato a rimanere periferico e underground, costretto a recitare in vita la parte del regista maledetto, («fuorilegge dello spettacolo» come lo battezza l'«Europeo»), Jarman viene riscattato dalla cronaca che fa di lui un personaggio politico, un attivista per i diritti degli omosessuali, un portavoce della lotta contro l'Aids e uno strenuo innovatore nel panorama stagnante delle arti.


 


 


Gianmarco Del Re si è laureato al Dams di Bologna con una tesi sulla rappresentazione di Parigi nel film noir (Premio Zorzi 1993). Vive e lavora a Londra come giornalista freelance e sottotitolatore.



 


 


 


 


 

GOBLIN. LA MUSICA, LA PAURA, IL FENOMENO.


a cura di Giovanni Aloisio


Un Mondo a Parte


240 pag. – 19,00 euro


 


 


 


 


Nell'anno del trentesimo anniversario di Profondo Rosso, la cui colonna sonora rese il gruppo celebre in tutto il mondo, e in contemporanea con l'uscita del nuovo album, la casa editrice Un Mondo a Parte pubblica la prima monografia ufficiale realizzata in Italia sui Goblin, una band di culto che ha lasciato un segno profondo nell'immaginario di più di una generazione di spettatori, musicando alcuni dei più celebri horror e thriller italiani negli anni settanta e ottanta. Il volume propone un viaggio nella storia e nella carriera del gruppo, dagli esordi fino all'affermazione definitiva nel 1975 con la musica di Profondo Rosso. Grazie al sodalizio artistico con Dario Argento la metamorfosi è completata e i Goblin, quattro ragazzi poco più che ventenni, scalano le vette delle classifiche di vendita internazionali. Partendo dal rock progressive, passando per la musica classica, fino alla sperimentazione elettronica, la band alternerà capolavori a fiaschi, litigi a rappacificazioni, scioglimenti a riunioni, riuscendo comunque a dar vita a un fenomeno musicale che in Italia ha pochi precedenti.


 


 


Giovanni Aloisio è nato a Bari nel 1962. Musicista, session-man, dopo la laurea si è dedicato al giornalismo, in qualità di critico, ed è stato direttore del quindicinale Vivilacittà. Attualmente dirige una biblioteca multimediale in provincia di Bari. Il suo primo romanzo horror Quattro passi verso l'ignoto (Bastogi – 2003), è stato positivamente accolto dalla critica per la sua originalità. Dal suo racconto inedito, Nella pancia del mostro, sarà tratto un film.


 


 


 


 


 


 


AMERICANI.


Un viaggio da Melville a Brando


Irene Bignardi


Marsilio


224 pag. –  15,00 euro


 


 


 


 


L'America degli amici, degli spazi meravigliosi, delle città stupefacenti, della cultura liberal, dei grandi scrittori, del cinema che reinventa il cinema, delle invenzioni architettoniche, delle utopie sociali e umanistiche: da Hermann Melville a Marlon Brando, da John Ford a Diane Arbus, da William Faulkner a Cary Grant, dalla Monument Valley all'utopia di Arcosanti, Irene Bignardi, che gli Stati Uniti li ha frequentati assiduamente (da studentessa, da curiosa, da appassionata di letteratura, di cronache e di cinema americano), ce li racconta attraverso le sue esperienze accumulate in venticinque anni di giornalismo culturale, seguendo un percorso libero. Con le sue cinquanta storie, Bignardi propone una vivace e ironica cronaca letteraria e il quadro divertente e appassionato di un'America talvolta imprevedibile, ma sempre tumultuosamente creativa.


 


Irene Bignardi per venticinque anni ha lavorato a «la Repubblica» come inviato di cultura e critico cinematografico. Attualmente è direttore del Festival internazionale del film di Locarno. Tra le sue opere: Memorie estorte a uno smemorato. Vita di Gillo Pontecorvo, Le piccole utopie, Il declino dell'impero americano. 50 registi e 101 film.


 


 


 


 


 

MARCO BELLOCCHIO. I PUGNI IN TASCA


Antonio Costa
Lindau


196 pag. – 15,00 euro


 


 


 


Marco Bellocchio aveva 25 anni quando girò I pugni in tasca (1965). Più o meno la stessa età avevano i suoi principali collaboratori; e qualche anno di meno i protagonisti: Lou Castel e Paola Pitagora. Il film fu immediatamente salutato come il più importante esordio italiano dai tempi di Ossessione. Divenuto un caso politico, oltre che cinematografico, scatenò il dibattito tra gli intellettuali più in vista dell'epoca. E, nel '68, taluni lo interpretarono come il film-manifesto della «rivoluzione». Antonio Costa, in questo saggio, ne propone una rilettura approfondita: oltre alla lista delle sequenze e alla descrizione analitica di due di esse tra le più famose, il libro presenta un esame comparato della sceneggiatura originaria e del montaggio definitivo, e analizza personaggi, ambientazione, drammaturgia. L'autore mostra come il film sia tutto dentro una cultura e una sensibilità di «prima della rivoluzione», e lo interpreta come una versione derisoria, impregnata di humour nero, della commedia del boom, ma anche come una delle grandi opere sul dramma dell'adolescenza. 



Antonio Costa insegna storia del cinema alla Facoltà di Design e Arti di Venezia. Tra i suoi libri più noti, Saper vedere il cinema (1985) e Il cinema e le arti visive (2002).


 


 


 


 


 

UN CINEMA PER CRESCERE.


Cento film da leggere insieme.


Olinto Brugnoli


Cinit


485 pag. – 20,00 euro


 


 


 


 


Olinto Brugnoli, giornalista e critico cinematografico, ha raccolto le sue letture di cento pellicole condotte secondo la metodologia strutturale che prende in considerazione il film nella sua complessità di testo cinematografico, sulla base dell'analisi del linguaggio suo proprio, quello filmico. Pubblicate in buona parte sulla rivista Edav, queste letture aspirano ad una loro validità non solo sul piano teorico ma anche sotto il profilo pratico e operativo: sono state ampiamente utilizzate dallo stesso Brugnoli sia nel suo lavoro di insegnante esperto di cinema (attualmente presso un liceo di Verona) che nei numerosi corsi di "educazione all' Immagine e con l'Immagine" da lui tenuti per docenti e animatori dei circoli di cultura cinematografica. Le letture proposte prendono in esame film usciti dagli inizi degli anni Ottanta al 2004.


 


 


 


 


 

CARTA PELLICOLA


Scrittori e scritture nel cinema di François Truffaut


Ezio Alberione, Gianni Olla, Rosamaria Salvatore, Massimo Marchelli.


Edizioni E.T.S.


128 pag. – 11,00 euro


 



E' risaputa la frequentazione della parola scritta da parte di François Truffaut, sia anteriormente che parallelamente all'attività registica. Frequentazione fatta di scritture e di letture che spaziarono senza soluzione di continuità  dalla critica alla narrativa, passando anche attraverso una sterminata produzione epistolare. I quattro saggi che compongono questo libro si applicano – ognuno partendo da un diverso interesse – ad un approfondimento di tale frequentazione e del suo intrecciarsi profondo al côté realizzativo del Truffaut cineasta. Ezio Alberione, con il suo Ciné-mots: ritratto di un cineasta a parole, analizza la continuità fra produzione critica e cinematografica del regista francese;
Gianni Olla, con Marcel c'est moi – Sulle tracce di un fantasma: Truffaut e Proust, capta e ci disvela la presenza proustiana nel cinema di questo autore che pure aveva esplicitamente rifiutato di prendere in considerazione qualsiasi ipotesi di adattamento dalla Recherche;  Rosamaria Salvatore, con Uno sguardo sull'origine: la storia di Adèle H., seguendo la traccia psicanalitica, ripercorre il film articolando la sua indagine sul motivo della messa in scena della scrittura come "stampella" atta a sostenere il personaggio protagonista alle prese con l'impossibilità di dare senso alla propria esistenza; Massimo Marchelli, con L'insistenza dello sguardo, ci riporta esplicitamente alla peculiarità fondante ogni identificazione autoriale nel cinema. Non solo lo sguardo del cinefilo, che ci rimanda ancora una volta all'attività critica di Truffaut, ma esattamente quell'insistenza dello sguardo, che fa della sua filmografia un repertorio inesauribile di modi del rappresentare, prima ancora che di modalità narrative, e in particolare del rappresentare l'atto della scrittura.