LIBRI DI CINEMA – Le novità di Maggio

 

 

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Star Wars. L’epoca Lucas

 

Giorgio E. S. Ghisolfi

 

Succede, in circostanze fortunate, che una tensione positiva della società, l’affacciarsi di nuove tecnologie, la voglia di un mondo migliore e l’entusiasmo della gioventù diventino ingredienti per generare magie. È esattamente ciò che accade nel 1977 con George Lucas e il suo Star Wars, l’opera che inizia la saga destinata a cambiare la storia del cinema. Qual è il segreto del suo successo planetario? Perché Lucas crea Luke Skywalker? Cos’è l’Expanded Universe? Come si realizza la spada laser? Cosa c’entrano i disegni animati con Star Wars? Quando nascono la computer animation e gli attori digitali? Per rispondere a queste e a tante altre domande Giorgio E. S. Ghisolfi analizza il complesso universo di Star Wars – costituito originalmente dall’esalogia e dall’Expanded Universe – e l’eclettica figura di George Lucas nei loro stretti legami con la società e la cultura del Novecento, con il cinema caffe-filosofi-ghisolfi-star-wars (1)d’animazione, gli effetti speciali, l’arte e i significati simbolici. L’Epoca Lucas individua un momento fondamentale nella storia del cinema: quello che vede nell’incontro fra mitologia e informatica l’esordio del cinema postmoderno e del cinema digitale. Numerose immagini, una cronologia generale comparata, un esauriente glossario tecnico cinematografico e un’appendice sui primi due film prodotti sotto la gestione Disney completano il volume.

[Mimesis Edizioni – pp. 328 € 22,00]

 

 

totòTotò, l’uomo e la maschera

 

 Franca Faldini, Goffredo Fofi

 

Questa storia parte da lontano, dal 15 febbraio del 1898, quando nel poverissimo rione Sanità Anna Clemente e Giuseppe – figlio del marchese de Curtis – danno alla luce il piccolo Antonio…

Se il resoconto dell’uomo de Curtis è affidato alla voce narrante di Franca Faldini, suo ultimo amore, la più popolare descrizione della maschera Totò ce la racconta Goffredo Fofi, il critico che per primo ne ha saputo scoprire l’eccezionale genio creativo.

Sotto i nostri occhi si sviluppa così un vero ritratto a tutto tondo, l’intera evoluzione del Totò sia cinematografico che teatrale: rivivono in queste pagine il meglio del teatro, degli sketch e delle farse del principe della risata, e al contempo le vicende di un’Italia in continua trasformazione, ricca di illusioni e contraddizioni.

Il volume è arricchito da un repertorio di testimonianze e omaggi di grandi personaggi che hanno conosciuto e amato il principe de Curtis, da Eduardo a Fellini, da Pasolini a Fo.

 [Minimum Fax Editore – pp. 404 € 16,00]

 

 

 

Autobiografia involontariaH27_nichetti_front_LD (1)

 

Maurizio Nichetti

 

Maurizio Nichetti è famoso come regista di RatataplanHo fatto splashLadri di saponetteVolere volare, che sono stati visti e apprezzati in tutto il mondo. Ma non solo. È un architetto milanese, attore teatrale, regista pubblicitario e sceneggiatore che ha trascorso gli ultimi quarant’anni a confrontarsi con ogni forma di spettacolo, impegnandosi anche nella direzione di festival e scuole di cinema e mantenendosi sempre all’avanguardia in tema di sperimentazione visiva. Ripercorrendo il filo delle emozioni di una vita, in questa autobiografia ci parla con semplicità dei tanti incontri che hanno segnato il suo lavoro – da Jacques Tati a Charlie Chaplin, da Moretti a Troisi e Benigni –, dei successi e delle inevitabili delusioni. La lettura scorre, divertita e divertente, lungo pagine scritte con la leggerezza e la sensibilità tipiche dei suoi film, che cercano anche di capire come muoversi in una società dell’immagine di cui ci crediamo protagonisti mentre ne siamo i burattini. A parlare è ovviamente Maurizio Nichetti, che si propone come testimone oculare e laterale dei cambiamenti di costume, politica e linguaggi della comunicazione che riguardano tutti noi.

[Bietti Edizioni – pp. 240 € 16,00]

 

 

Cop-avezzu-stampa-Nuovo-ISBNL’evidenza del mondo – Cinema contemporaneo e angoscia geografica

 

Giorgio Avezzù

 

Qualcosa accomuna, dall’origine, geografia e cinema: l’intento di descrivere, di dare un senso al mondo rappresentandolo per immagini, di dargli forma, di archiviarlo, di renderlo visibile nella sua interezza, appropriabile in termini intellettuali, se non proprio materiali. Il cinema contemporaneo mostra di considerare in modo più problematico questa propria “geograficità”. Sembra talvolta essersi accorto (o essersi convinto) che il proprio ruolo è cambiato, che non può più – forse non deve – guardare “in un certo modo”, e che come dispositivo ha dei limiti fondamentali: i limiti della propria logica, del proprio modo di pensare il mondo.

 [Diabasis Editrice – pp. 322 € 18,00]

 

  

Il desiderio del cinemacinema-saponari-desiderio-cinema-1

 

Angela Bianca Saponari

 

Obiettivo di questo lavoro, condotto sull’esperienza cinematografica di Ferdinando Maria Poggioli, è stato l’elaborazione di nuove strategie di analisi utili al superamento dell’etichetta formalista, inevitabilmente circoscrivibile a una particolare epoca storica caratterizzata dall’ingerenza di specifiche categorie estetiche, per aprire nuovi orizzonti interpretativi su fotogrammi che hanno condizionato l’immaginario di un’epoca, aderendo perfettamente alle dinamiche storiche dell’industria culturale, governandone i desideri ed evidenziandone i traumi. Lo sguardo di ieri ha infatti fortemente influenzato l’analisi di film quali La bisbetica domataSorelle MaterassiIl cappello da prete. Oggi un nuovo sguardo percorre gli stessi fotogrammi, inevitabilmente adeguato alle nuove istanze della fruizione contemporanea. Attraverso diverse prospettive metodologiche (tematica, iconografica, discorsiva, produttiva, ricettiva) si propone una ricollocazione di questo autore nel quadro più generale della Storia del cinema italiano e una sua nuova sistemazione nei meccanismi dello spettacolo tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta. Dopo una analisi dei lungometraggi che ambisce alla ridefinizione estetica del lavoro poggioliano, sono state riportate e trascritte le lettere indirizzate a Visconti, tra il 1937 e il 1938, attraverso cui è stato possibile ricostruire le diverse stesure del trattamento di un film, Racconto d’agosto, che tuttavia non è stato mai realizzato. La grande rilevanza di queste lettere consiste, oltre che nell’offrire uno spaccato di storia dell’industria culturale italiana, anche nel testimoniare la relazione stretta tra due artisti le cui vicende private e professionali sembrano intrecciarsi inesorabilmente.

[Mimesis Edizioni – pp. 238 € 22,00]