LIBRI DI CINEMA – "Piovono rane dal cielo. Il cinema di Paul Thomas Anderson", di Diego Mondella

PIOVONO RANE DAL CIELO. IL CINEMA DI PAUL THOMAS ANDERSON

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Diego Mondella

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Edizioni Il Foglio – Collana Cinema Direttore Fabio Zanello

Finito di stampare ottobre 2008

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Pag. 225 – 15,00 euro

 

Se ci fosse la possibilità di dar voce alle pagine che animano le nostre rubriche un forte e intenso urlo liberatorio invaderebbe gli spazi illuminati dai monitor: "era ora!". Eh si, perchè dopo i volti, le storie, le immagini e le emozioni, che un bel giovanotto come Paul Thomas Anderson ha avuto l'ardire di regalarci in questi pochi anni di carriera, era giunto il momento che qualcuno si decidesse di mettere per iscritto un'analisi critica del suo lavoro. L'idea è venuta ad un suo coetaneo: diego mondellaDiego Mondella. Giornalista, critico cinematografico e anche altro, se queste categorie da sbiadita e stroppiciata carta d'identità possono racchiudere la poliedrieca qualità intellettuale di una persona. Ma scorriamo queste 225 pagine. "Uno dei principali motivi d'interesse del saggio che ha scritto D.M. sul cinema di P.T.A. consiste proprio nell'analisi del rapporto tra forma e contenuto. Il titolo piovono rane dal cielo ricorda il finale di quel meraviglioso film che è stato Magnolia". Queste parole raccolte da Antonio Monda nella prefazione del lavoro di Diego Mondella sul regista californiano sono il frame su cui aprire queste righe. E partire. Con ancora stampate sulla retine le ultime incredibili scene del Il Petroliere, a cui Sentieri Selvaggi ha dedicato dopo l'uscita nelle sale un accorato speciale. Così ancor di più queste pagine arrivano a racchiudere sulla carte ciò che era stato liberato. A dare una forma  tanto per rimanere in argomento e a tirar una linea di somma nella carriera dell'autore. La storia di Paul Thomas Anderson, lastricata come un mosaico contorto e naif del rapporto tra cinema e vita, è l'incipit su cui Mondella cerca di modellare questo viaggio nell'immaginario del regista. L'influenza di un maestro come Altaman , la cornice familiare intrisa di odore di 35mm, l'educazione poco ortodossa, l'appartenere ad una generazione, cinematograficamente parlando, come scrive Mondella "Wes Anderson, Sofia Coppola, Todd Haynes, Spike Jonze, Todd Solodnz solo per citarne alcuni, Paul Thomas Anderson risulta essere di gran lunga il talento più estroso e genuino". Le analisi di Mondella si avventurano con grande passione e interesse nelle opere di P.A. partendo da un titolo poco conosciuto in Italia, Hard Eight, ma rilelatore di alcune irrinunciabili ossessioni del regista. La figura del padre, l'attaccamento agli oggetti e alle persone, la cura dei particolari, l'amore per i personaggi perdenti e sconfitti. La forte connotazione religiosa dei suoi racconti. E Mondella, come un capitano esperto e coraggioso non si lascia trasportare dalla corrente, ma affronta uno ad uno ogni onda. Attento nell'analisi dei film e nel trovare i legami significativi e determinati per procedere senza scossoni e cadute. Con grande mestiere, nella sua personale libreria va ricordato il lavoro precedente su cinema di Micheal Powell, utilizza le note come un efficace sottotesto capace di esplorare la zone d'ombre, i passaggi storici, le influenze e suggestioni. Così le interviste rilasciate, i commenti di altri saggi, i saggi di altri colleghi (tutti tradotti in italiano) diventano spesso la bussola per orientarsi nel labirinto denso e magmatico dell'immaginario di Anderson. Come i fotogrammi dei suoi film scelti (purtroppo in bianco e nero) per aiutare la pigra memoria di chi legge o focalizzare determianti passaggi. Orchestratore capace di armonie seducenti, Mondella puntella lo scavo nel cinema lirico e geniale del regista di Magnolia accostandosi con sguardo da accorto gemmologo. Disposto a farsi illuminare dalla spettacolare capacità di Anderson di puntare dritto al cuore dello spettatore, ma pronto ad afferarne i gangli vitali, le particelle elementari di un cinema che come ripete Monda è capace di "farsi interprete…dei lati più oscuri dell'animo umano, oltre dei drammi più intimi del nostro tempo". Fino a regalarci l'enigma nascosto dietro il titolo Piovono rane quando affronta un capolavoro controverso come Magnolia. Passando per il personaggio di Barry Egan di Punch-Drunk Love interpretato dalla sagoma di Adam Sandler, "picchiatello iracondo". Fino ad indagare nella tragica epopea del sogno americano che è There will bloood – Il petroliere. "Il nostro regista scompiglia nuovamente canoni rassicuranti e strutture codificate con il gusto dell'azzardo che lo contraddistingue" scrive Mondella nelle pagine dedicate al Petroliere "E pur scegliendo la strada della narrazione classica, della Leggenda Americana, costruisce, come contrappeso, un impianto figurativo di sconvolgente quanto inquitante modernità. In cui tutti gli elementi della messa in scena, rielaborati (sempre) in chiave personalissima, urtano prepotentemente gli uni contro gli altri quasi fossero reagenti chimici". Un quinto capitolo da leggere avidamente.

INDICE

Prefazione
di Antonio Monda p.5

Introduzione "The Maverick: imprevedibille come la vita" p. 9

Capitolo primo: Hard Eight – In principio era il padre p.17

Capitolo secondo: Boogie Nights – Sesso, droga e videotape p.45

Capitolo terzo: Magnolia – l'eterno ritorno p. 89

Capitolo quarto: Punch-Drunk Love – l'amore stonato p. 135

Capitolo quinto: There will be blood – Nel nome del Dio denaro p. 161

Filmografia p. 207

Bibliografia p. 211

Ringraziamenti p. 219

L'autore p. 221