LIBRI DI CINEMA – "Popcorn Time" di Fabio Carlini

Pop corn

a Le Mani un agile manuale su " l'arte dei titoli di testa" che, articolandosi in due parti – una più "tecnica", l'altra più "storica" – tenta di analizzare e catalogare una parte del film spesso poco considerata dallo spettatore

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #9


Pop corn timeLa luce in sala si spegne e gli spettatori cominciano a sgranocchiare pop-corn, sullo schermo iniziano ad apparire scritte che introducono gli attori, il regista e la casa produttrice, e il pubblico comincia ad entrare nella magia della visione che da lì a poco li farà “tifare” per l’eroe, emozionare per le tristi vicende della protagonista, o ridere per le disavventure di un gruppo di amici.
Fabio Carlini, autore del libro Popcorn Time. L’arte dei titoli di testa, tenta di introdurre il lettore nella difficile e spesso ignorata costruzione del “pre-film”, quei minuti in cui chi guarda deve ancora essere conquistato dalle immagini e la sua empatia deve essere attivata: “i titoli di testa, essenziali nel costruire il percorso graduale della relazione pragmatica film-spettatore, sono […] ciò che permette veramente l’entrata dello spettatore nella finzione” .
Il libro edito da Le Mani è un agile opera che si fa strada tra due realtà: una prima parte è dedicata alla definizione delle varie tipologie di titolazione, dai titoli di testa discontinui (storie indipendenti, metafora di ciò che di lì a poco si andrà a vedere) a quelli continui (più classici e perfettamente inseriti nel contesto diegetico del film), passando per film che presentano pre-credits sequence – “il film ha […] un avvio narrativo prima ancora che se ne conosca il titolo e siano apparsi i nomi di registi e attori” – o missing closing credits – “i credits vengono fatti slittare dalla testa alla coda della pellicola, attori compresi, lasciando nella sequenza iniziale solo le informazioni indispensabili […]. Una tendenza diffusa, spiazzante, un’operazione di rarefazione che si spiega con la volontà di immettere brutalmente lo spettatore dentro la finzione inchiodandolo davanti allo schermo”. La seconda parte del libro è invece una piccola storia dell’evoluzione dei titoli di testa dal periodo del muto ai nostri giorni, da Cabiria a Spider-Man passando per i film curati da Saul Bass – il più grande artista nel campo e primo ad avere dato carattere autonomo alla titolazione –, Lele Luzzati e Giulio Gianini per L’armata Brancaleone, Terry Gilliam (geniale disegnatore oltre che attore per i Monthy Python) fino al Kyle Cooper di Seven e Spider-Man.
Opera ben scritta e piacevole da leggere, Popcorn Time ha forse il limite di non andare mai a fondo sul tema, ma di mediare al temuto scarso interesse sui titoli di testa inserendo trame e curiosità sui film citati, rivelandosi a volte un mero elenco di opere cinematografiche a cui manca un vero e proprio contrappunto tecnico e stilistico.
 
INDICE
 
Prefazione
Introduzione: in sala si spengono le luci. Inizia il film
L’importante è avere il proprio nome nei titoli. O no?
Il lettering, innanzitutto
I titoli di testa “discontinui”
I titoli di testa “continui”
Pre-credits sequence
Missing closing credits
DA MELIES A SPIDER-MAN. Storia dei titoli di testa
    Il muto
    Il sonoro: gli anni ‘30
    Gli anni ‘40
    Gli anni ’50 e ‘60
    Gli anni ’70 e ‘80
    Dagli anni ’90 a oggi
Bibliografia
Sitografia
Indice dei Title Designers
Indice dei film
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