LIBRI DI CINEMA – VIDEO DIGITALE – LA RIPRESA di Gabriele Coassin

Bisogna partire dal titolo: chiaro, diretto, giusto ma che nasconde, al suo interno, proposte che potrebbero sfuggire. Perché questo è un libro necessario per gli operatori di ripresa e per i montatori, essenziale per filmmaker e videomaker, per videoreporter e documentaristi, ma utile a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, si fanno attraversare e attraversano il cinema.

---------------- inserzione pubblicitaria ---------------

----------------------------------------------------------------

E’ un testo tecnico, uno di quelli che “decidete” di leggere eppure è scritto con tale trasporto, semplicità, competenza, chiarezza che finite col leggerlo come se fosse un romanzo. Ed è quello: il racconto di un esperto che vi spiega, con attenzione ai dettagli, tutto ciò che c’è da sapere sul mondo della ripresa televisiva e, ormai, cinematografica.

Se vi capita di andare in libreria, sfogliatelo. Fidatevi. Dateci uno sguardo – anche se pensate di “non essere del campo, di essere semplici appassionati di cinema, di essere forse dei critici ma non dei tecnici”. Sfogliatelo e ci prenderete gusto. Perché è un libro coraggioso: non ha paura di esibire prezzi, citare macchine, far riferimento ad altri testi. Quello che non trovate altrove, qua lo trovate. E se volete mettere su una piccola società di produzione video, magari con un solo dipendente (voi, dipendenti e imprenditori) qui trovate indicazioni chiare e concrete, i parametri irrinunciabili per capire come muoversi nel mondo della realizzazione cinetelevisiva, qualunque sia il livello al quale volete far riferimento.

---------------- inserzione pubblicitaria ---------------

---------------------------------------------------------------

In genere, queste cose, i libri non lo fanno. Per esempio, non vi rimandano ad altri libri, con questa virile umiltà, per approfondire ciò che vi stanno raccontando. Non vi dicono nomi di macchine, non citano prezzi: la paura è quella di diventare rapidamente obsoleti. Coassin, invece, si mette in gioco, preferisce rischiare, dà un sito al quale far riferimento per approfondimenti e per aggiornamenti, ma racconta, con forza e tranquillità, ciò che sa – ora e qui.

E anche questo è un altro punto da non trascurare. Perché l’autore rimanda non a un’esperienza astratta, maturata sull’approfondimento dei profili tecnici dei prodotti, no. Parla di tutto ciò che ha potuto provare direttamente e, questo, si traduce in una splendida capacità di poter narrare liberamente, facendo riferimento a proprie, personali, reali sperimentazioni. E il gioco è sempre duplice: da un lato si parla agli specialisti, a coloro che, da questo libro, vogliono indicazioni precise, affidabili, dall’altro si tiene d’occhio il neofita affinché non perda nulla della spiegazione, della riflessione. In tal senso viene confermata la figura anomala di Coassin: da un lato il cattedratico, il professore universitario, dall’altra il facitore, il divoratore di cinema e di audiovisivo, il filmmaker incallito, l’uomo appassionato del proprio lavoro, della propria attività e della possibilità di trasmettere, assieme all’amore per la narrazione, la conoscenza viva d’un sapere veramente profondo, veramente posseduto. Ecco il perché vien fuori spesso la prima persona, ecco perché i tecnicismi acquistano, rapidamente, il sapore di un qualcosa che ci può essere familiare – l’abilità nel raccontare l’uomo che c’è dietro a ogni macchina. L’esperienza diretta, sempre quella.

Si parte dalla storia dei formati, dalle strategie di mercato che hanno permesso a uno strumento di affermarsi, per passare a ciò che è oggi la trasformazione digitale, a ciò che questo ha significato in termini di costi, di strategie, di possibilità.

I nuovi formati sono analizzati con pazienza certosina: gli operatori di ripresa non possono non conoscere queste cose. Si parla del presente, si ipotizzano sviluppi. Tutto rigorosamente controllato da un punto di vista tecnico-scientifico e tutto puntualmente accompagnato da un linguaggio scorrevole.

L’alta definizione diventa un punto d’arrivo: da qui si parte per esplorare le macchine e l’approfondimento sulla telecamera è attento e copre tre lunghi capitoli, mettendo a fuoco (è il caso di dirlo), punto per punto, tutti gli elementi caratterizzanti della macchina.

Un capitolo è dedicato agli obiettivi e agli elementi, anche di linguaggio, che gli sono legati mentre l’ultimo capitolo si spinge ad afferrare temi preziosi per il filmmaker, spesso self-made-man che non può rinunciare a possedere conoscenze specifiche anche nel campo dell’illuminotecnica. E Coassin, anche qui, copre territori, supporta con esperienze dirette, dà indicazioni essenziali per tutti coloro che lavorano o intendono lavorare nel campo del cinema e della televisione.

In tutta questa ricchezza di materiali, di informazioni, di diritte, un’unica nota: per puro spirito didattico e per praticità d’uso, l’autore ricorda che è possibile saltar pagine, piluccare argomenti, leggere solo ciò che pensiamo ci sia utile. Non fatelo! Il libro è godibile dalla prima all’ultima pagina e tutto, riquadri compresi, tavole fuori testo comprese, merita di essere attraversato, letto, goduto. Libri così sono rari. Non ne va sprecata neppure una, di pagina.

VIDEO DIGITALE – LA RIPRESA di Gabriele Coassin, Edizioni Apogeo, € 29,00