LIBRI DI CINEMA – "Wrong Turn", di Emilio Ranzato

Wrong Turn – Il cinema horror americano da Psyco a Le colline hanno gli occhi

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di Emilio Ranzato
Soveraedizioni Collana: ciak si scrive le storie
pp 144
14,00 euro

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Il wrong turn è la scelta sbagliata, la strada secondaria che allontana dalla strada maestra per condurre verso l’imprevisto, accattivante e mortale allo stesso tempo. Basta un colpo di acceleratore per trasformare una gita fuoriporta in un weekend di paura, lontano dal clima rassicurante della civiltà, nel bel mezzo di un’America selvaggia e violenta in cui gli esseri umani vengono fatti a pezzi come selvaggina e cannibalizzati.

All’ombra del monstrum hitchcockiano, Emilio Ranzato si aggira coraggiosamente sul sentiero non poco battuto del wrong turn movie, in cui la storia dell’America, dalla crisi degli anni Trenta al postmodernismo contemporaneo, incrocia ripetutamente la storia del cinema, che rispecchia nella scelta sbagliata la tendenza della società disorientata a spingersi verso territori sempre più violenti e retrogradi, nell’incapacità di liberarsi del passato storico e delle sue effigi. La violenza nasce dai cadaveri del passato, sui cimiteri indiani, dietro le porta delle case coloniali tappezzate di animali brutalmente uccisi e impagliati, che rimandano la memoria alla wilderness della conquista della Frontiera e della guerra di Secessione e mantengono in vita il peccato di violenza, perpetrato con la guerra in Vietnam, di cui la nazione non riesce a liberarsi.

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Psyco, con il suo motel degli orrori avvolto dalle tenebre, in cui la giovane Marion si avventura in una notte buia e tempestosa, trasforma la ricerca di un riparo in una trappola mortale per chi ingenuamente sceglie di affrontare la wilderness e intraprendere i sentieri più nascosti. Ma ad aprire la strada al wrong turn movie è Il Castello Maledetto, che nel 1932 produce il primo film di genere imprigionando un gruppo di turisti sprovveduti in un castello abitato da creature soprannaturali, e mettendo in scena quelli che decenni dopo sarebbero diventati i tòpos di questo sottogenere dell’horror, come la casa isolata, il mostro, e la famiglia psicopatica e sanguinaria. Negli anni Sessanta, un’America allo sbando, reduce della guerra in Vietnam e sconvolta dalle tensioni intestine, sposta l’elemento orrorifico dalla violenza del singolo omicida, che miete vittime come una scheggia impazzita, sostenuto in alcuni casi dall’elemento soprannaturale, ad un realismo estremo ed estende l’idea del pericolo alla famiglia e all’intera comunità, come nel caso di Two Thousand Maniacs! del 1964. A raccoglierne l’eredità saranno quindici anni dopo Wes Craven e Tobe Hooper, che porteranno alla luce e al successo di pubblico il wrong turn movie con L'ultima casa a sinistra, Le colline hanno gli occhi e il leggendario Non aprite quella porta del 1974, testimoni di un paese retrogrado, pronto a inghiottire la nuova generazione negli antri più isolati e oscuri del suo entroterra.

Con il passare del tempo questa formula narrativa è rimasta intatta ma si è spogliata gradualmente dall’ideologia sottesa allo scontro tra umanità e natura assassina, per disciogliersi nello slasher e nel torture movie con pellicole come Wrong Turn, La casa dei 1000 corpi e Hostel, in cui i giovani, che in passato erano i testimoni di un’ideologia hippie o borghese destinati ad essere inghiottiti da un passato crudele, si trasformano in vittime inconsapevoli di una follia dilagante. Come marionette in balia dei carnefici, i protagonisti dei moderni non sono caratterizzati dal punto di vista personale e ideologico e, come il pubblico a cui si rivolgono, portano con sé gli strascichi di una cultura americana frammentata e disorientata in cui gli unici residui dell’iconografia cinematografica classica sono relegati sullo sfondo.

Emilio Ranzato sviscera la storia del cinema dalle origini ad oggi, cercando in ogni antro gli elementi più o meno celati che hanno dato vita al wrong turn movie che, senza mai distogliere lo sguardo dalla storia americana, mette in scena le paure più profonde di un popolo che, temendo costantemente di prendere la strada sbagliata, ha finito col ripiegarsi su se stesso riesumando le vecchie pellicole nell'incubo di revival senza fine.

 

Indice

Introduzione
La strada secondaria che porta all'America selvaggia

Capitolo primo
Un antenato e alcuni illuminati precursori

Capitolo secondo
L'abisso in nuce: Psyco

Capitolo terzo
Primi oscuri frutti dell'eredità hitchockiana: A bruciapelo

Capitolo quarto
A morte Hollywood? A morte l'America!: Two Thousand Maniacs!

Capitolo quinto

Una famiglia nuova dalle ceneri di quella vecchia: Un giorno di terrore

Capitolo sesto
La famiglia malata si consolida: Spider Baby

Capitolo settimo
Influenze e confluenze

Capitolo ottavo
La wrong turn arriva in superficie: Un tranquillo weeked di paura

Capitolo nono
Una generazione da mandare al macello: Non aprite quella porta

Capitolo decimo
Ultima fermata nel viaggio verso il rimosso: Le colline hanno gli occhi

Capitolo undicesimo
La restaurazione reganiana: derive, trasformazioni e pallidi strascichi

Capitolo dodicesimo
Gli anni Duemila: l'innocuo boom del revival