"Lilo & Stitch" di Chris Sander e Dean Deblois

Con "Lilo & Stitch" la Disney del terzo millennio getta definitivamente la maschera e dispiega, per intero, il proprio versante metalinguistico e "iper-citazionista". Nulla di male, però, soprattutto se – come accade in questo caso – il risultato è del tutto soddisfacente.
Così, il bel film scritto e diretto dai due astri nascenti Chris Sanders e Dean Deblois si propone, sì, come irresistibile "pastiche" tra commedia, fantascienza d'invasione anni Cinquanta (quella degli "ultracorpi" e di Jack Arnold, esplicitamente omaggiato in più d'una sequenza), musical "alla" Elvis (sei suoi celebri brani arricchiscono la colonna sonora di Alan Silvestri), melodramma familiare quasi sirkiano per quant'è struggente, tipico racconto di formazione disneyano; ciò nonostante, però, situazioni e personaggi appaiono ottimamente sviluppati e – pur nel già menzionato vortice di citazioni (che dire dell'assistente sociale di colore, uscito direttamente da un "Men in Black" riletto da Quentin Tarantino?) – non faticano a produrre un loro personalissimo "appeal": dalle sorelle hawaiane Lilo e Nani ai buffi alieni più o meno cattivi, dal belloccio fidanzato-surfista di Nani allo stesso mostriciattolo distruttore Stitch.
Creato in provetta da un aspirante genio del male, il rabbioso botolo denominato "Esperimento 626" fugge dalla prigione galattica nella quale doveva essere rinchiuso e arriva sulla Terra per fare disastri: ben presto, però, il suo stesso corpo diventa il "campo di battaglia" per la lotta senza quartiere tra Natura e Cultura, come per riaffermare – alla maniera Disney, naturalmente – che nessuno nasce col destino già segnato ma, anche grazie alle interazioni con l'ambiente circostante, può decidere di procedere in una dimensione piuttosto che in un'altra.
Dal punto di vista tecnico, "Lilo e Stitch" rappresenta una svolta, persino inattesa, in casa Disney, dopo le più recenti produzioni iper-tecnologiche e digitalizzate: stavolta, infatti, il film è realizzato secondo i dettami dell'animazione tradizionale, dando nuovo e necessario spazio, quindi, anzitutto al disegno. Così, delicati colori pastello e tinte acquarellate vanno a comporre sfondi davvero bellissimi, mentre pure l'animazione dei vari personaggi sembra guardare più a classici come "Biancaneve" e "Pinocchio" piuttosto che ad "Atlantis": e non appare casuale, a tale proposito, nemmeno la ritrovata tridimensionalità caratteriale di personaggi ben più riusciti di quelli degli ultimi anni. Una regia inventiva come non si vedeva da tempo, in un film Disney, fa ben sperare per il futuro della major californiana, probabilmente salvata da un piccolo alieno di nome Stitch.
Titolo originale: Lilo & Stitch
Regia: Dean Deblois, Chris Sanders
Sceneggiatura: Dean Deblois, Chris Sanders
Montaggio: Darren T. Holmes
Musica: Alan Silvestri
Scenografia: Paul A. Felix
Voci: Daveigh Chase (Lilo), Jason Scott Lee (David Kawena), Tia Carrere (Nani), Chris Sanders (Stich), David Ogden Stiers (Jumba), Kevin Michael Richardson (capitano Gantu), Amy Hill (Mrs. Hasagawa)
Produzione: Clark Spencer per Walt Disney Animation/Walt Disney Television Animation
Distribuzione: Buena Vista
Durata: 85'
Origine: Usa, 2002