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Corso Laboratorio di RIPRESA VIDEO e Fotografia, dall’11 marzo


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L’importanza (e il tormento) di essere Timothée Chalamet

L’attore è comparso al look-alike contest a lui dedicato, domenica a Manhattan. L’evento ha radunato una folla straordinaria portando anche all’intervento delle forze dell’ordine

Timothée Chalamet ha fatto un’apparizione a sorpresa al “suo” look-alike contest, tenutosi domenica al Washington Square Park di Manhattan. L’evento, organizzato dallo YouTuber Anthony Po, ha attirato una folla straordinaria, creando un fervore sui social media, grazie alla popolarità dell’attore di Chiamami col tuo nome.

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Il look-alike contest è una competizione con cui si elegge la persona che più somiglia a una celebrità. Contest di stampo americano, il look-alike, è in primis un ritrovo che ha l’obiettivo di celebrare il proprio mito. Il premio in palio per il primo classificato era infatti di 50 dollari. I vari sosia, oltre a mostrare il loro aspetto e look (molti si sono vestiti da Paul Atreides, protagonista di Dune, o da Willy Wonka), sono anche stati messi alla prova per il loro francese e altre skill che li rendessero il più simili possibile a Chalamet. La folla, già accesa, si è galvanizzata quando il vero Timothée Chalamet è comparso tra i suoi sosia e si è concesso a foto e video con i fan prima di abbandonare il parco, scortato dalla sicurezza personale.

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Corso Laboratorio di Ripresa Video e Fotografia, dall 18 marzo


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Il parco era talmente gremito che ha portato all’intervento delle forze dell’ordine, che hanno multato l’organizzatore per 500 dollari e arrestato un partecipante per condotta disordinata. Reed Putman, un sosia di Chalamet, ha raccontato il suo pomeriggio a Washington Square Park in un articolo per CNN What looking like Timothée Chalamet taught me about fame. Per partecipare all’evento Reed ha viaggiato sette ore. “Eravamo in viaggio alle 2 del mattino e, dopo un volo perso e un viaggio di sette ore dallo stato di New York, ero finalmente in città. Ero con la mia ragazza, una delle poche persone – insieme ai miei genitori e a una manciata di amici – che sapeva cosa stavo per fare”.

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Corso di Sceneggiatura in presenza a Roma dal 16 marzo

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Quando sono arrivato al Washington Square Park, mezz’ora prima dell’inizio della gara, c’erano già almeno 1.000 persone tra la folla. Tutto quello che ho potuto vedere erano gli schermi dei telefoni: persone che mi registravano, mi scattavano foto e chiedevano di parlarmi. All’inizio era travolgente. Mi sentivo perseguitato dalle telecamere e dai giornalisti, come se fossi un animale allo zoo o al circo”.

Reed Putman

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Corso Laboratorio di Ripresa Video e Fotografia, dall’11 marzo

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Reed racconta della sua somiglianza con l’attore e di quando un fan di Chalamet ha voluto a tutti i costi una foto con lui oltre a suo autografo, nonostante Reed gli avesse chiaramente detto di non essere Timothée. I confronti con l’attore sono iniziati quest’anno quando Reed si è fatto crescere i capelli scuri e ricci. “Le persone scherzano sotto i post di Instagram dicendo che gli piacevo in ‘Dune 2‘ e spesso ricevo sguardi dai passanti per strada”. “Un collega di lavoro mi chiama Willy Wonka” racconta Reed che poi scherza sulla mancata vittoria del contest. Ad essere eletto come miglior sosia di Chalamet è stato Miles Mitchell, vestito proprio come il personaggio di Roal Dahl, probabilmente per la sua estesa elargizione di cioccolatini.

Reed riflette però anche sulle difficoltà della popolarità: “Questa sarà la mia unica competizione per sosia. Anche se ho amato le mie tre ore di fama (devo ammetterlo, ho sentito un brivido per essere stato ‘riconosciuto’), avevano i suoi lati negativi. Gli sguardi, le persone che ti tirano e ti toccano, ti fotografano. Fortunatamente per me, appena finito ho potuto andare a mangiare tacos con la mia ragazza senza interruzioni. E per quanto sia stato divertente essere Timothée Chalamet per un pomeriggio, sono davvero felice di essere Reed Putman”.

I look-alike contest sono la perfetta conseguenza di questo periodo storico e portano il popolare nella vita reale. La stranezza di essere un doppelgänger permette momenti di celebrità così come la casualità dei meme e di altri trend coltivati dai media.

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