L'incidente del futuro: "Watchmen", di Zack Snyder

watchmenLo sapevamo già, la velocità è la vecchiaia del mondo
Paul Virilio

Sono segnati sotto il tocco, nero, della morte, i “Desolation Raw” del Watchmen di Zack Snyder, che (solamente!) alla sua terza opera sembra già caratterizzarsi come uno dei più autentici cantori del futuro (cupo) in cui siamo precipitati. Versione “blockbuster/adrenalinica” di Brad Silberling, con cui condivide quella passione autenticamente dark per la morte (non a caso il suo primo film era sui morti viventi, il secondo sui morti delle Termopili e il terzo inizia – e prosegue – con le morti dei supereroi, per non parlare dell’Apocalisse…) Snyder riesce a catturare dalle tavole di Alan Moore e Dave Gibbons delle suggestioni che oltrepassano lo schermo, per calarci in un autentico, metafisico, scenario postmoderno. Perché siamo negli anni oscuri della “condizione postmoderna”, quegli anni ’80 che stanno diventando, per il futuro/oggi, quello che gli anni ’50 americani hanno rappresentato per il cinema di David Lynch, una sorta di “nuova era”, nuovo territorio archetipo da saccheggiare. Anche attraverso un meraviglioso “Ritorno al futuro”, appunto, ma non per raccontare agli americani dell’era Eisenhower che Ronald Reagan diventerà presidente, ma per immaginare un passato fantascientifico in cui Richard Nixon è presidente per la terza volta (un po’ come se da noi lo fosse diventato Berlusconi, immaginate?…), Woodward e Bernstein sono stati uccisi e il Watergate insabbiato.

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E’ il “sogno americano che si avvera” per usare le parole del il comico - watchmenComico/ Edward Blake, il più dannatamente “politicamente scorretto” del gruppetto di strani supereroi mascherati, ormai in pensione da dieci anni, dopo che un decreto governativo ne aveva proibito le attività. Ed è proprio dalla morte di Blake che parte la storia, perché questi supereroi sono così maledettamente umani che, letteralmente, muoiono. Anche se non senza combattere. Ed ecco che dentro alle atmosfere noir in cui precipita la storia, grazie a Rorschach/Walter Kovacs che non ha mai accettato di togliersi la maschera, vive come un fuorilegge e diventa il sostenitore di una teoria del complotto (contro i supereroi) che lo porterà a ritrovare i vecchi compagni uno ad uno per scoprire l’intreccio. Ed è qui che avviene un altro cambio di registro: improvvisamente voliamo da Blade Runner a The Big Chill (sempre per rimanere negli anni ’80). Questo gruppo di supereroi, le loro storie, le loro avventure, sono raccontate da Snyder in poco più di sei minuti, sulla traccia della gufo_notturno - watchmendylaniana “The Times Theay Are A-Changing” (che in realtà ne dura 3.15, ma Snyder l’ha rimixata…), compiendo un autentico capolavoro che, sui titoli di testa, ci scaraventa dentro la storia d’America del XX secolo, riveduta e corretta (davvero?) sulle storie di questi uomini mascherati che, un tempo, mantenevano l’ordine (o il disordine) mondiale. Ed eccolo il più bello, dolce e tormentato dei supereroi mooriani/snyderiani, Gufo Notturno/Daniel Dreiberg, che ha tolto la maschera per nascondersi….nell’anonimato dell’uomo qualunque. Ma il ritorno sulla sua strada di Spettro di Seta/Laurie Juspeczyk sarà come un apertura verso un passato nostalgico che proprio non lo può abbandonare (solo “mettendo la maschera” può tornare a fare l’amore, strepitosa metafora dei nostri tempi).

E’ questa comunità di “geni”, lottatori e rivoluzionari, le cui strade si sono divise dopo “il grande freddo”, che sembra colpire il cuore di Snyder, che non può NON immedesimarsi con l’unico vero supereroe dotato di superpoteri, Dr. Manhattan/Jon Osterman, che è quasi Dio, che è in grado di manipolare il tempo, lo spazio e la materia. Ma non i sentimenti. Ed è un superuomo ormai distaccato dalle sorti dell’umanità, che vede sempre più lontana e piccola dal suo straordinario punto di vista di essere che può viaggiare tranquillamente dalla Terra a Marte. Ma il suo è un distacco di tipo sentimentale, che si manifesta nella fine della storia con Spettro di Seta/Laurie Juspeczyk, mentre quello di Ozymandias/Adrian Veidt, l’uomo più intelligente del pianeta, è di tipo razionale. Fino ad arrivare al paradosso dello sterminio di milioni di persone pur di salvare il pianeta e miliardi di altri umani dall’autodistruzione nucleare.

Ed è proprio l’incubo nucleare, con il suo Orologio dell’Apocalisse incombente (e incredibilmente attuale, anche senza l’attenzione mediatica), la “fine del mondo”, il disastro annunciato, l’”incidente del futuro“ Viriliano, a costituire il senso oscuro, ma anche – a suo modo – ottimista, di questa parabola del XX secolo. Alla fine i supereroi, alcuni, muoiono (forse i più simpatici e vitali?), altri restano, con le loro insicurezze tutte terribilmente umane. E la forza del potere di Dr. Manhattan non può nulla contro la logica folle che ha governato il mondo. E forse tutto è affidato a un piccolo libretto che quel testardo di Rorschach ha lasciato in eredità ai sopravvissuti…   

Viaggio dalla fine del mondo, verso le nostre dolci morti che sembra segnare il tempo presente. Raramente abbiamo visto tanta lucidità sul nonsenso del paradigma attuale del vivere. Non c’è più neanche quella dissennata, miliusiana, volontà di potenza a determinare le nostre scelte (anche se il cineasta di Alba Rossa rimane il riferimento obbligato per imparare ad amare questo cinema così “meravigliosamente destrorso”…). C’è solo il flusso inevitabile delle storie, c’è il nostro passato, le persone che abbiamo amato. Ci sono le nostre solitudini. E c’è la voglia di ritornare a volare (a sognare) di Gufo Notturno. Per questo Snyder brama dalla voglia di fare il nuovo Batman. Perché è il desiderio di Daniel Dreiberg che si materializza. E alla fine, Snyder, novello Dr.Manhattan, con “un grande potere e una grande responsabilità” (quello di raccontarci noi ormai quasi dis/umani, quello di trasformare in cinema l’unico fumetto celebrato come grande letteratura del ‘900), decide di lasciare… e da cineasta demiurgo che tutto può sui suoi personaggi, li abbandona sui loro Desolation Row… come a dire…Io non sono qui.   

 

 Bob Dylan Desolation Row Lyrics:
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They're selling postcards of the hanging
They're painting the passports brown
The beauty parlor is filled with sailors
The circus is in town
Here comes the blind commissioner
They've got him in a trance
One hand is tied to the tight-rope walker
The other is in his pants
And the riot squad they're restless
They need somewhere to go
As Lady and I look out tonight
From Desolation Row.

Cinderella, she seems so easy
"It takes one to know one," she smiles
And puts her hands in her back pockets
Bette Davis style
And in comes Romeo, he's moaning
"You belong to Me I Believe"
And someone says, "You're in the
wrong place, my friend
you'd better leave"
And the only sound that's left
After the ambulances go
Is Cinderella sweeping up
On Desolation Row.

Now the moon is almost hidden
The stars are beginning to hide
The fortune-telling lady
Has even taken all her things inside
All except for Cain and Abel
And the hunchback of Notre Dame
Everybody is making love
Or else expecting rain
And the Good Samaritan, he's dressing
He's getting ready for the show
He's going to the carnival tonight
On Desolation Row.

Now Ophelia, she's 'neath the window
For her I feel so afraid
On her twenty-second birthday
She already is an old maid
To her, death is quite romantic
She wears an iron vest
Her profession's her religion
Her sin is her lifelessness
And though her eyes are fixed upon
Noah's great rainbow
She spends her time peeking
Into Desolation Row.

Einstein, disguised as Robin Hood
With his memories in a trunk
Passed this way an hour ago
With his friend, a jealous monk
He looked so immaculately frightful

As he bummed a cigarette
Then he went off sniffing drainpipes
And reciting the alphabet
You would not think to look at him
But he was famous long ago
For playing the electric violin
On Desolation Row.

Dr. Filth, he keeps his world
Inside of a leather cup
But all his sexless patients
They're trying to blow it up
Now his nurse, some local loser,
she's in charge of the cyanide hole
And she also keeps the cards that read
"Have Mercy on His Soul"
They all play on penny whistles
You can hear them blow
If you lean your head out far enough
From Desolation Row.

Across the street they've
nailed the curtains
They're getting ready for the feast
The Phantom of the Opera
In a perfect image of a priest
They're spoon feeding Casanova
To get him to feel more assured
Then they'll kill him with self-confidence
After poisoning him with words
And the Phantom's shouting to skinny girls
"Get outta here if you don't know"
Casanova is just being punished for going
To Desolation Row.

At midnight all the agents
And the superhuman crew
Come out and round up everyone
That knows more than they do
Then they bring them to the factory
Where the heart-attack machine
Is strapped across their shoulders
And then the kerosene
Is brought down from the castles
By insurance men who go
Check to see that nobody is escaping
To Desolation Row.

Praise be to Nero's Neptune
The Titanic sails at dawn
Everybody's shouting
"Which side are you on ?"
And Ezra Pound and T. S. Eliot
Fighting in the captain's tower
While calypso singers laugh at them
And fishermen hold flowers
Between the windows of the sea
Where lovely mermaids flow
And nobody has to think too much
About Desolation Row.

Yes, I received your letter yesterday
About the time the door knob broke
When you asked me how I was doing
Was that some kind of joke ?
All these people that you mention
Yes, I know them, they're quite lame
I had to rearrange their faces
And give them all another name
Right now I can't read too good
don't send me no more letters no
Not unless you mail them
From Desolation Row.



 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale: id.

Regia: Zack Snyder
Interpreti: Malin Akerman, Billy Crudup, Matthew Goode, Jackie Earle Haley, Jeffrey Dean Morgan, Patrick Wilson, Carla Gugino
Distribuzione: Universal
Durata: 162'
Origine: Gran Bretagna/Usa, 2009

 

5 commenti

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    da fan di vecchia data del capolavoro di Moore sono molto curioso di vedere questo film, e il senso di angoscia e apocalisse che ci restituisce questo articolo mi fa ben sperare!

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    Inquietante. E affascinante. Il film è anche un'esperienza morale, sulle forme attuali dell'amicizia, sul rispetto della diversità, sulla necessità della convivenza pacifica. Ma la forma stilistica del noir non era già tutta dentro la guerra fredda e l'incubo nucleare? a me fa pensare a quel film di Aldrich, un bacio e una pistola

  • Emanuela Di Matteo
    Avatar

    a parte la serrata sceneggiatura, la bellezza visiva, le musiche accattivanti e il delirio megalomane che può avere il suo fascino, messaggio finale incondivisibile e politico: il fine giustifica i mezzi. Chi non accetta compromessi ed è onesto (brutalmente onesto: Rorschach), è un sociopatico che finisce disintegrato. La verità non paga. Meglio il sacrificio umano di molti per arrivare ad un bene supremo (la pace). Ma il pessimismo è a tutto tondo. L'umanità probabilmente, dopo la pubblicazione del diario di Rorschach, ci ricascherà. Sangue, angoscia esistenziale e violenza gratuita unite ad un messaggio morale da regime totalitario.

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    la lettura "contenutistica" di Emanuela mi sembra piuttosto "unidirezionale", come se necessariamente le storie avessero tutte un piano, una tesi, da portare avanti. Watchmen (il fumetto) è qualcosa di molto ambiguo, violento e dolce, mai monodirezionale. E leggerlo come deriva totalitaria mi appare del tutto in controtendenza con le vocazioni anarcoidi del suo autore. Quanto al film, da questo punto di vista, mi sembra fin troppo aperto a soluzioni possibili. E i due personaggi che sembra amare di più sono proprio i più romantici e idealistici, Rorschach e Gufo Notturno. In ogni caso visto che lo possiamo leggere in modo esattamente opposto, non lo possiamo accusare di messaggi politici predeterminati.

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    … e anche se fosse un messaggio politico predeterminato, per il fatto stesso di porci di fronte a questo abisso Watchmen merita di essere classificato come un prodotto capace di andare oltre una lettura totalitarista di superficie