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L’infiltrata, di Arantxa Echevarría

Un action thriller che parte da un evento reale per imbastire una lunga corsa contro il tempo. Teso, avvincente e con l’ottima interpretazione di Carolina Yuste che fa decollare il film

Dopo Una donna chiamata Maixabel (2021) che si confrontava con il tema del terrorismo ETA analizzando le posizioni politiche di vittime e carnefici, il cinema spagnolo affronta nuovamente l’argomento narrando la storia vera di Aranzazu Berradre Marìn (Carolina Yuste) agente della Polizia Nazionale spagnola infiltrata per otto anni all’interno dell’organizzazione terroristica basca.

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Arantxa Echevarría (Carmen y Lola, La famiglia ideale) decide di utilizzare lo schema del film d’azione con tutti i meccanismi ad orologeria della suspense, con un montaggio serrato che fa scorrere molto velocemente le quasi due ore di film. L’idea è di tralasciare motivazioni psicologiche e approfondimenti politici per concentrarsi sul rapporto che si viene a creare tra Aranzazu, una giovane eroina che tralascia famiglia e fidanzato per la missione, e le figure maschili rappresentate dal datore di lavoro Angel (poliziotto con l’appellativo di “Il disumano”), dall’efebico terrorista Kepa (Iñigo Gastesi) e dallo psicopatico Sergio Polo (Diego Anido). Carolina Yuste fa trasparire attraverso il volto contratto le diverse linee vettoriali che la portano a vacillare nella sua solitudine di donna privata di identità e umanità; la sua interpretazione travagliata fa decollare il film facendo perno sul coinvolgimento dello spettatore. Il capo Angel sembra manipolarla inserendo microspie a sua insaputa (vi è una citazione de Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck), Kepa si innamora di lei e il feroce Sergio Polo sfoga la paranoia devastando la casa di San Sebàstian e molestando Sua, la gatta inseparabile di Aranzazu. In questo universo maschile immaturo e violento, Aranzazu subisce un progressivo processo dissociativo, come quando la osserviamo in un urlo muto nella vasca da bagno.

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Tra le scene più ansiogene ricordiamo quella del controllo della macchina da parte della Guardia Civile e la corsa contro il tempo per fotocopiare documenti sensibili prima del ritorno a casa del sospettoso Sergio Polo: il montaggio alternato amplifica la tensione in maniera esponenziale. Ci sono anche momenti di intimità misti a imbarazzo: le lezioni di tango, la prima notte d’amore, il rapporto con il capo Angel che diventa figura genitoriale surrogata e conflittuale. Siamo a fine anni ’90, in televisione scorrono le immagini in cui i politici spagnoli annunciano la possibilità di una tregua. Nel frattempo seguiamo il viaggio pericoloso di Aranzazu attraverso la Francia scoprendo che i terroristi baschi non si sono ancora arresi (nella realtà la tregua definitiva avverrà solamente nell’ottobre 2011 con la cessazione di ogni attività armata). Su una vicenda storica simile ma non identica (una donna della Guardia Civile che si infiltra nell’ETA per più di 10 anni), nel 2025 è uscito il film Fantasma in Guerra di Augustìn Dìaz Yanes che esplora il tema tralasciando l’azione, privilegiando un aspetto più intimo e compassato.

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Vincitore ai Goya 2025 dei premi per miglior film e per migliore attrice protagonista, L’infiltrata è un action thriller che parte da un evento reale per imbastire una lunga corsa contro il tempo di una giovanissima poliziotta la cui identità va lentamente frammentandosi. Continuando ad indossare maschere si moltiplica la confusione sul proprio ruolo di donna e di professionista, fino a quando i confini tra la verità e la menzogna si intersecano come le onde sulla spiaggia di San Sebàstian. C’è una maschera per la famiglia, una per il lavoro, una per la società. E quando stai sola resti nessuno. Ma con una gatta.

 

Titolo originale: La infiltrada
Regia: Arantxa Echevarría
Interpreti: Carolina Yuste, Luis Tosar, Iñigo Gastesi, Diego Anido, Nausicaa Bonnín, Pepe Ocio, Víctor Clavijo, Pedro Casablanc, Jorge Rueda
Distribuzione: Movies Inspired
Durata: 118′
Origine: Spagna, 2024

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5
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Il voto dei lettori
2 (2 voti)

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