L’insperato ritorno di Thomas Pynchon
Il prossimo autunno uscirà Shadow Ticket, nuovo romanzo del padre del postmodernismo, proprio nello stesso anno in cui Paul Thomas Anderson adatta in Una battaglia dopo l’altra il suo Vineland
Forse il tessuto della storia di questo secolo […] ha increspature tali per cui se siamo situati in fondo a una piega è impossibile determinare quale sia l’ordito, la trama o l’armatura di un’altra parte del tessuto che non vediamo. Tuttavia, grazie al fatto stesso di esistere in un’increspatura, si può supporre che ne esistano altre, ripartite in cicli sinuosi, ognuno dei quali viene ad assumere un’importanza maggiore del tessuto stesso e a distruggere qualsiasi senso di continuità.
In questo modo Thomas Pynchon definiva il 20° secolo in V., suo romanzo d’esordio datato 1963. Non era ancora morto Kennedy, non c’era ancora stata l’invasione del Vietnam e ancora più lontano era lo scandalo Watergate, tutti traumi collettivi capaci di causare spaesamento in un intero paese, quegli Stati Uniti d’America che dal secondo dopoguerra erano abituati a sentirsi come il faro delle democrazie di tutto il mondo. Eppure per Pynchon gli elementi per comprendere (o, forse, comprendere di non poter comprendere) la contemporaneità erano già lì sul tavolo, perché i geni vedono sempre le cose prima degli altri. Quel romanzo, insieme al successivo L’incanto del lotto 49 (1966), avrebbe poi giocato un ruolo chiave nella nascita della letteratura postmoderna, capace di colmare i buchi di una realtà frammentata e intellegibile con un nuovo immaginario, sempre in bilico tra complotti e allucinazioni. Pynchon è stato per il successivo mezzo secolo allora uno degli scrittori più influenti del panorama mondiale, fino a quando, dopo un altro trauma gigantesco come quello dell’11 settembre, sembrava essersi chiusa per sempre quell’epoca, pronta a darsi il cambio con un periodo in cui la realtà è già immaginario e viceversa. Raccontata quindi l’America degli attacchi terroristici di al-Qaeda in La cresta dell’onda (2013), nessuno si sarebbe mai aspettato un ritorno di Thomas Pynchon.
Eppure, in una contemporaneità in cui sembrano mancare quegli intellettuali capaci di dare un senso o una forma a quanto ci circonda, ecco che nel 2025, quando tutti credevano che avrebbero sentito il suo nome solo nel giorno della sua scomparsa, le acque si muovono. Per primo è arrivato Paul Thomas Anderson, che dopo essere stato il primo e l’unico ad adattare per il cinema un suo romanzo in Vizio di forma (dall’opera omonima), decide di replicare l’impresa, trasponendo Vineland (1990) nel suo prossimo lungometraggio, Una battaglia dopo l’altra. Nei giorni scorsi è però giunta la clamorosa notizia che Thomas Pynchon è tornato in prima persona: nel prossimo autunno (in particolare il 7 ottobre negli Stati Uniti) sarà pubblicato Shadow Ticket, il suo nuovo romanzo.
Ambientato nel 1932, racconta la storia di Hicks McTaggart, un investigatore privato di Milwaukee che viene mandato in Ungheria per rintracciare l’ereditiera di una ricca famiglia di industriali che lavora nel settore caseario. Lì se la dovrà vedere con nazisti, agenti sovietici e spie britanniche, adepti del paranormale e motociclisti. In difficoltà per quanto riguarda la sua missione e disorientato in un paese in cui non riesce nemmeno a comunicare, a tenerlo in piedi sarà la sua esperienza da ballerino, molto utile nell’era delle big band e dello swing. Ancora una volta Thomas Pynchon flirta con la Storia per colmare i suoi buchi, per cercare di trovare una prospettiva all’interno dell’illogicità dei suoi meccanismi, come già in L’arcobaleno della gravità (1973), Mason & Dixon (1997) e Contro il giorno (2006).
Poco si sa di cosa abbia fatto lo scrittore statunitense nel corso di questi ultimi 12 anni, come d’altronde quasi nulla si sa sui precedenti 76. Sono poche le immagini che lo ritraggono e risalgono tutte, ad eccezione di una foto di fine anni ‘90 e ad un’altra rubata del 2019, al periodo tra la formazione scolastica e il servizio militare, prestato presso la marina. Da allora, pur senza essersi mai nascosto – e ciò basterebbe a segnare le distanze dalla reclusione a cui si è sottoposto Salinger, a cui spesso è erroneamente paragonato per l’atteggiamento – non è mai apparso in quanto personaggio su alcun media, rendendosi irriconoscibile al pubblico. Su quest’aspetto della sua figura si è più volte scherzato ne I Simpson, in cui Pynchon appare come personaggio (peraltro doppiandosi da sé), sempre con il volto coperto da una busta. I suoi cultori allora si lanciano spesso in disperati tentativi di riconoscerlo in filmati d’archivio o in fotografie scattate al Greenwich Village (dove abita, una delle poche notizie certe). Recentemente un fotografo finlandese, Thomas Ekström, ha realizzato un progetto a lui intitolato, che consiste in una raccolta di foto scatatte proprio nel quartiere newyorkese ad anziani che potrebbero essere Pynchon (e i più appassionati speculano volentieri sulla corrispondenza tra l’aspetto di uno degli uomini ritratti, sempre di spalle, e le caratteristiche fisiche conosciute dello scrittore).
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Ciò che è certo è che evidentemente non ha smesso di scrivere, fatto affermato proprio dall’annuncio della casa editrice statunitense Penguin Random House e che riguarda proprio la prossima pubblicazione di Shadow Ticket. Non è un caso forse che il romanzo arrivi proprio in un’epoca in cui nuovamente si sta perdendo la bussola, dominata da logiche che sembrano sfuggire alla comprensione dei più se non di tutti. E il mondo dell’arte pare non riuscire ad intercettare davvero queste sensazioni, con intellettuali sempre più impegnati in slogan in fondo privi di un effettivo significato che in una convincente produzione artistica.
Un discorso sull’arte, ancora da V.:
Tuttavia non producevano nulla, se non chiacchiere, e non erano neppure bravi a fare quello. […] E comunque qual era il risultato? Tecnica per amore della tecnica, l’Espressionismo Catatonico. Oppure delle parodie di quello che gli altri avevano già fatto.
Allora, ben venga il suo ritorno. Evviva Thomas Pynchon.


























