"Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato", di Peter Jackson

I film di Peter Jackson hanno sempre avuto il punto attrattivo dell'innovazione tecnologica. La loro presentazione ama sfoggiare l'elenco dei prodigi e del progresso e The Hobbit non fa eccezione. Le differenze rispetto a The Lord of the Rings non si fermano alla stereoscopia e alla massiccia diffusione dell'IMAX, che in questi dieci anni hanno cercato di cambiare la fruizione del film. La sua Weta ha deciso di girare The Hobbit in un 3D ad alta frequenza: il film va a quaranta fotogrammi al secondo invece della convenzionale velocità del cinema. La definizione e l'effetto realistico sono tanto inediti da essere persino fastidiosi e il disturbo conferma una nuova qualità dell'immagine. La sostanza della sua operazione è una rinnovata obbedienza ad una visione che deve avere la dote peculiare del movimento. L'accurata ricostruzione di tutti i minimi dettagli di un contesto fantasy è in perfetta continuità con il lavoro che il regista neozelandese ha perseguito durante tutta la sua carriera: si allaccia anche al doloroso e lirico limbo di The Lovely Bones e alla riduzione di un altro romanzo impossibile come quello di Alice Sebold. La sua ostinata ricerca di un cinema che porta sempre più in avanti i confini del rappresentabile hanno suggerito spesso il paragone con Ray Harryhausen. Il confronto diretto con il pioniere degli effetti speciali ha determinato la sua sconfitta più cocente: la multimilionaria esperienza digitale di King Kong non ha retto il parallelo con il modello del 1933 e con le sue animazioni a passo zero. La sua interpretazione della Terra di Mezzo non ha un simile referente con cui fare una comparazione: il parziale esperimento in rotoscopio di Ralph Bakshi risale al 1978 e aveva delle altre intenzioni. The Hobbit conferma quello che la New Line aveva cercato di smentire durante tutta la lunga diatriba contrattuale della pre-produzione: Peter Jackson è ancora l'unico regista vivente che può affrontare tutte le infinite sfaccettature del mondo tolkieniano. E' un diritto che nasce non tanto dal possesso di un know-how tecnico che appartiene a molti altri cineasti ma da un'altra fondamentale conditio sine qua non: da quando si è imbattuto per la prima volta con l'opera dello scrittore e del filologo inglese, ha vagheggiato la sua visualizzazione ed è cresciuto con il sogno di realizzarla. Il suo approccio a The Hobbit è quello di un innamorato delle sue saghe e del cinema come unico strumento che gli ha permesso di far vivere un corpus di situazioni, panorami, culture e battaglie che fino a quel momento aveva solo fantasticato. Questa nuova trilogia si sarebbe potuta dispiegare sullo stesso sentiero di quella precedente, che aveva finito con un bottino trionfale di incassi, premi ed onorificenze: il credito accumulato sarebbe stato sufficiente a garantire il suo ritorno economico. Peter Jackson non solo ha affrontato la nuova sfida dal principio ma ha persino messo in discussione tutte le certezze che aveva acquisito. The Hobbit preferisce giocare sulla costruzione di un nuovo personaggio: abbandona la sua tranquillità proprio come il protagonista lascia la quiete della sua casa nella Contea per buttarsi nell'insicurezza di un'impresa improbabile. Un altro film si sarebbe concentrato nella preparazione del momento atteso del primo incontro tra Bilbo Baggins e Gollum e della loro già memorabile battaglia a colpi di indovinelli. Invece, la centralità dell'eroe deve essere meritata e il protagonista trova la sua posizione solo dopo una serie di eventi che lo vedono in disparte: i nani che deve accompagnare lo trattano come un peso e si domandano continuamente quale sia il suo ruolo nella loro missione di riconquista della Montagna Solitaria. E' Gandalf a tenere in piedi la sua candidatura e a difendere la sua parte almeno fino a quando la sua passività non viene riscattata dall'azione e dalla soggettiva guadagnata attraverso la casuale sottrazione dell'anello: è solo allora che l'improvvisato avventuriero può procedere con le sue gambe. Il performance capture e tutta la potenza digitale della Weta vengono messi al servizio della fascinazione del regista verso l'immaginazione e la trascinante epica tolkieniana. Un film mai visto come The Hobbit si inchina alla semplicità della sua morale: piccoli uomini possono fare grandi cose. Perchè Bilbo Baggins? Perchè ho paura e lui mi da coraggio.

 

Titolo originale: The Hobbit: An Unexpected Journey
Regia: Peter Jackson
Interpreti: Martin Freeman, Ian McKellen, Richard Armitage, Benedict Cumberbatch, Andy Serkis, Ian Holm, Lee Pace, Graham McTavish, Ken Stott, Elijah Wood, Hugo Weaving, Cate Blanchett, Christopher Lee, Billy Connolly, Aidan Turner, James Nesbitt
Origine: USA/New Zealand, 2012
Distribuzione: Warner Bros Italia
Durata: 164'

 

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    Grandeeeee !!! questo non vedo l'ora di vederlo!!! Mi è troppo piaciuta la trilogia del "Signore degli Anelli"!!!! Peter Jackson è sempre una garanzia! ma non c'è possibilità di qualche anteprima???

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    @Frodo (nick in tema)! l'anteprima l'hanno già fatta….comunque il film è in sala da ieri qundi puoi andare a vederlo quando vuoi!! http://cinextra.cubovision.it/anteprima_lo_hobbit.php Puoi anche dare un'occhiata qui…io l'ho vista live!! comunque sto cercando di non avere molte aspettative..di solito questi "sequel" deludono un pò…vedremo! Ciao

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    il film è molti diverso dalla trilogia degli anelli, molto più fantasy e, a tratti, buffo e divertente. Portateci i bambini!

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    @Fabio grazie per il link ai contenuti speciali di cubovision! Sono un superfan e sto cercando in ogni dove extra sul film. E' un anno che lo aspetto.
    Mi sono goduto tutto, anche il red carpet!
    E il film… inutile dirlo: spettacolare!

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    Bellissimi i contenuti su cubovision! avevo trovato in giro, su youtube, anche moltissimi spot. Finalmente ieri sono riuscito a vederlo e che dire? Jackson è tornato e ha fatto rivivere Tolkien, ancora una volta. Molti potrebbero non apprezzare, ma onestamente bisogna vederlo con un'ottica differente a dispetto del "Signore degli anelli". Il libro in sé, dello Hobbit, è molto più avventuroso e leggero. La scena riuscita meglio è di sicuro l'incontro tra Bilbo e Gollum, fantastico.

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    Che noia questi finti commenti che fanno i promoter di cubovision. A dirla tutta mi fa un po' tristezza che qualcuno come lavoro debba fare il commentatore pubblicitario. Non vi vergognate un po'?

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    BILBO BEGGINS!!! un grande!! ma in pratica gli interpreti sono quelli del "Signore degli anelli"?

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    Qualcuno l'ha visto in questi famosi 48fps?
    Per MARZIA, ci sono alcuni degli interpreti del "Signore degli Anelli" 😉 ritrovi Gandalf, Bilbo che è il protagonista sessant'anni prima degli eventi dell'anello e qualche Elfo. Diciamo che poi Jackson ha inserito personaggi "noti" che nel libro de Lo Hobbit non compaiono. Mi sa che Legolas non c'era nel libro vero? (lui apparirà nel secondo film).

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    Ma che cosa c'entrano tutte queste menate tecnologiche…? Fate più in fretta a dire che per principio di Jackson non si può parlare male… La verità è che sul piano narrativo LO HOBBIT è un film mediocre, una serie di episodi annacquati e slegati tra di loro, senza un solo nuovo personaggio che sappia catturare l'attenzione (Bilbo escluso, che è bravissimo). Si salvano solo tre moment di regia spettacolare: l'attacco iniziale del drago, la cena a sorpresa in casa Beggins e ovviamente l'incontro con Gollum. Tutto il resto è noia o, nel migliore dei casi, un film per bambini.

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    come fa a non essere interessante una storia in cui il protagonista è interessante? è come dire: "ho visto 007, la storia è banale e noiosa però james bond è fico da morire!"

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    ma tutti questi sapientoni che commentano, almeno sono coscienti di aver visto il vero film? che è in 3D HFR, e lo proiettano cosi' solo poche sale, qui l'elenco http://www.hobbitfilm.it/approfondimenti/lo-hobbit-scheda-del-film/le-sale-italiane-che-proporranno-lo-hobbit-un-viaggio-inaspettato-in-hfr-3d/
    aggiornate gli occhi, please!