Lo “strano caso” del Nuovo Cinema Aquila, a Roma

Sull’assegnazione del Cinema del Pigneto alla Fondazione Cinema per Roma qualcuno avanza dei sospetti di irregolarità

 

Nei prossimi giorni ci torneremo con maggiori dettagli, intanto oggi non possiamo non segnalare un comunicato giunto in redazione, da parte del Progetto Arthouse Pigneto, che pone dei dubbi sulla regolarità dell’appalto del Nuovo Cinema Aquila, a Roma.

Bene “sequestrato alla mafia”, il Cinema era stato tolto ai gestori per diverse irregolarità, ed era stato lanciato un Bando Pubblico, rivolto ad Associazioni e Coop Sociali, per la gestione dello stesso.

Durante il Bando il Cinema era stato comunque riaperto ed affidato “provvisoriamente” alla Fondazione Cinema per Roma, per mantenere una continuità di servizio ai cittadini del quartiere (Pigneto).

Al Bando hanno partecipato 4 cordate di Associazioni, ma solo una ha avuto i requisiti minimi richiesti ed è arrivata alla valutazione della Commissione. Alla fine però neanche questa ha vinto il Bando perché ufficialmente non ha raggiunto i punteggi minimi necessari. Il Comune, allora, ha deciso subito di assegnare direttamente la gestione del Cinema alla Fondazione Cinema per Roma.

 

Qui la ricostruzione dei fatti secondo il comunicato (evidentemente con il punto di vista di chi ha partecipato al Bando), noi ci ritorneremo con un approfondimento fra qualche giorno:

LO SCIPPO DEL PIGNETO: IL CINEMA AQUILA SOTTRATTO AI CITTADINIIl Comune di Roma sottrae agli abitanti del Pigneto il…

Posted by Arthouse Pigneto on Martedì 13 ottobre 2015

 

 

Qui il comunicato integrale che riportiamo per dovere di cronaca:

LO SCIPPO DEL PIGNETO: IL CINEMA AQUILA SOTTRATTO AI CITTADINI

 

 

 

Il Comune di Roma sottrae agli abitanti del Pigneto il Nuovo Cinema Aquila.

 

Al bando per individuare il nuovo gestore, l’assessore Marinelli preferisce l’affidamento diretto ad una fondazione,scavalcando il quartiere e concentrando sotto un unico soggetto di emanazione politica le attività cinematografiche in città.

 

Ma procediamo con ordine.

 

Il Nuovo Cinema Aquila, l’unico del Pigneto, è un cinema con una programmazione di qualità attenta al cinema d’autore, ai documentari, alle opere prime e ai film indipendenti; ma non si tratta di un cineclub frequentato solo da critici e appassionati, tutt’altro: nelle sue tre sale si proiettavano anche film di prima visione che hanno sempre richiamato l’attenzione degli abitanti del quartiere e di tutto il municipio, svolgendo un forte ruolo di coesione sociale sul territorio.

Fino a circa 15 anni fa questo cinema era una sala porno di proprietà della banda della Magliana, poi, una volta confiscato, fu destinato dal Comune di Roma ad essere non solo un cinema ma anche e soprattutto un centro culturale di spiccato impegno sociale in stretta connessione con il quartiere.

 

Per i beni sequestrati alla criminalità la legge prevede la gestione da parte o di coop sociali, o del Comune (o di aziende di proprietà comunale) e la destinazione ad attività sociali . Infatti fin dalla sua apertura nel 2008 il Nuovo Cinema Aquila è stato gestito da una coop sociale; poi nel giugno 2015 il Comune si è visto costretto a revocare tale concessione per i tanti illeciti ed i troppi debiti . Il quartiere, timoroso di perdere uno dei suoi luoghi di aggregazione e cultura, ha subito paventato il timore di una chiusura senza fine, ma l’assessore Marinelli rassicurava i cittadini: “il cinema riaprirà ad ottobre”. Infatti a giugno parte la gara per individuare la coop sociale che si incarichi della gestione e alla scadenza (il 22 luglio) sono 4 i progetti presentati; all’inizio dei lavori la commissione del comune ne ritiene 3 privi dei requisiti e inizia a valutare il quarto.

 

È Il 1 ottobre che il Comune gioca la sua partita . La mattina la commissione dichiara il progetto sotto analisi insufficientedecidendo per la non aggiudicazione E già il pomeriggio il Comune ha la soluzione : affida alla Fondazione del festival del cinema di Roma la gestione del cinema del Pigneto per via diretta (senza bando e senza valutazioni).

A questo punto si risveglia anche il Municipio V: non per chiedere che il Cinema Aquila resti un bene pubblico a disposizione del quartiere, ma no, anzi: l’assessore Castello ed il presidente Palmieri acriticamente battono le mani alle decisioni imposte dall’alto; e per gli abitanti del Pigneto, beh peggio per loro (buoni, dai, che vi regaliamo due bigietti!).

 

Ma la fretta è cattiva consigliera, perché qui cominciano gli errori.

 

Quattro gravi errori:

 

1- L’assessore e Fondazione cinema per Roma sono talmente orgogliosi della loro soluzione che la comunicano una settimana prima di sapere che la commissione ha bocciato i progetti. La Marinelli aveva la soluzione ancor prima di conoscere il problema?

 

2- La legge antimafia prescrive che i beni confiscati alla criminalità siano affidati a coop sociali, oppure ai comuni (o aziende di loro totale proprietà). L’assessore invece vuole affidare il Cinema Aquila a Fondazione Cinema per Roma, che è appunto una fondazione e non una coop , e non è neanche un’azienda al 100% comunale, ma appartiene a ben 6 differenti soggetti;

 

3- L’assessore, nonostante mafia capitale, dimentica che il ricorso ad affidamento diretto non è il modo corretto di procedere , e la legge prevede i bandi pubblici per individuare il soggetto più adatto;

 

4- L’errore più madornale: togliere il Cinema Aquila alla gestione da parte di soggetti sociali del territorio e strettamente legati al quartiere, rompendo il rapporto di prossimità previsto dal bando, per affidarlo ad una fondazione imposta dalle stanze della politica , totalmente scollata dal quartiere e dai suoi abitanti; una fondazione dei Parioli che probabilmente trova nel Pigneto un luogo tanto pittoresco, ma che non conosce affatto .

 

Un’imposizione contro il Pigneto e contro la legge!

È questo lo scippo del Pigneto:

hanno scippato al quartiere l’interazione con il Cinema Aquila;

hanno scippato al Cinema Aquila le valenze sociali, di aggregazione, di integrazione;

hanno scippato al Pigneto gli investimenti che la coop sociale vincitrice obbligatoriamente avrebbe anche operato sul territorio, nonchè le assunzioni e tutto l’indotto;

hanno scippato ai cittadini la gestione di un bene pubblico, imponendo ancora

una volta le scelte delle stanze della politica.

 

Ma (c’è sempre un ma) l’assessore Marinelli fa ancora in tempo, le sue sono al momento soltanto dichiarazioni, parole: fa ancora in tempo ritirarle, a studiare la legge antimafia, a tener fede al proprio mandato verso la cittadinanza; così il nuovo assessore alla cultura che verrà con il nuovo sindaco potrà far partire un regolare bando per una gara di concessione, dove potrà vincere il migliore nel rispetto della legge e degli abitanti del Pigneto . E speriamo che la Marinelli non ci faccia lo scherzo della “maratona”: quella brutta pratica dei politici a fine mandato di firmare di corsa e senza controlli decine o centinaia di delibere e nomine.

 

 

FAQ domande e risposte per meglio capire cosa stanno combinando

 

 

– Qual è il riferimento alla Legge Antimafia ?

 

 

Il Decreto legislativo n. 159 del 6/6/2011 e successive modificazioni prescrive che ”…Il comune può amministrare direttamente il bene oppure, preferibilmente, assegnarlo in concessione , anche a titolo gratuito, secondo i criteri di cui all’art. 129 del medesimo t.u., ad associazioni, comunità o enti per il recupero dei tossicodipendenti ”;

– Perchè l’assessore Marinelli cita come esempio la Casa del jazz affidata in gestione alla Azienda Speciale Palaexpo?

Azienda Speciale Palaexpo è un ente strumentale di Roma CapitaleAssessorato alla Cultura e allo Sport”, di totale proprietà comunale che quindi può, a norma di legge, essere concessionaria di un bene confiscato alla criminalità (come la Casa del jazz), mentre Fondazione cinema per Roma non è una società di totale proprietà comunale contando ben sei differenti soci (Roma Capitale, Regione Lazio, Area Metropolitana di Roma, Camera di Commercio di Roma, Istituto Luce srl, Fondazione Musica per Roma); questo affidamento è quindi in contrasto con la legge antimafia e non trova equivalenti ;

 

– In che senso l’assessore avrebbe comunicato in anticipo l’arrivo di Fondazione prima della comunicazione dell’esito della gara?

 

 

Nella conferenza stampa di Alice nella città (una sezione della Festa del cinema di Roma) del 23/9/2015 (quindi la settimana prima che la commissione del Comune decida di non assegnare il Cinema Aquila) si annunciano “… le repliche di Alice e della Festa del Cinema presso il Nuovo Cinema Aquila”. Cosa significa: l’organizzazione del festival già sapeva della non assegnazione prima che venisse stabilita, verbalizzata e comunicata?

 

– In che senso i tempi intercorsi tra la comunicazione della commissione sulla non aggiudicazione e l’annuncio dell’assessore Marinelli sono curiosamente veloci?

 

La mattina del 1/10/2015 l’assessorato comunica con la determinazione dirigenziale n. 2460 del 30/9/2015 (il giorno prima) che la commissione ha ritenuto di non aggiudicare il Cinema Aquila. Sempre il Primo ottobre, poche ore dopo, l’assessore Marinelli comunica che “…l’Assessorato alla Cultura e allo Sport ha chiesto alla Fondazione Cinema per Roma la disponibilità a prendere in gestione il cinema stesso . Un primo obiettivo sarà la settimana della Festa del Cinema, dove il Cinema Aquila sarà protagonista di alcune proiezioni a partire dal 16 ottobre. Successivamente la Fondazione procederà con i necessari lavori e interventi volti a garantire l’apertura definitiva con l’inizio del nuovo anno”.

Tempi velocissimi, dichiarazioni in parte già fatte una settimana prima, e una

macchina organizzativa in moto da mesi che già sapeva di poter disporre del

Cinema Aquila : tutto ciò ci suona in modo molto sospetto!

 

 

– Quali reazioni ha avuto il Municipio V, si è sentito scavalcato nelle decisioni territoriali?

 

 

Assolutamente no! L’assessore alla cultura del Municipio V Annunziatina Castello gongolava: “Dopo un lungo lavoro congiunto con l’Amministrazione Centrale e la Fondazione cinema per Roma, finalmente questo pezzo di Roma che con la settima arte ha condiviso esperienze indimenticabili torna a vivere”.

Lungo lavoro? Ma allora era tutto già stabilito prima ?

 

 

– La decisione dell’affidamento diretto nasce dal bisogno di non perder tempo ed aprire il cinema quanto prima, per il bene del quartiere?

 

 

Così viene detto, ma poi l’assessorato dichiara che dopo il Festival del cinema (dal 16 al 24/10) il Cinema Aquila chiude per lavori, e riaprirà ad inizio 2016. Se anche l’impegno venisse rispettato, i tempi sarebbero gli stessi necessari per indire un nuovo bando e procedere ad una assegnazione, per meriti e trasparente;

 

 

– Gli investimenti che erano previsti da parte della coop sociale che avrebbe vinto la gestione non verranno comunque fatti dalla Fondazione?

 

La coop sociale vincitrice (qualunque fosse stata) avrebbe fatto investimenti con capitali privati nella misura indicata nel bando, Fondazione invece utilizzerà capitali pubblici (ovvero soldi di noi contribuenti racimolati con le tasse);

 

– Operativamente ora chi gestirà il Cinema Aquila?

 

 

Non si sa ancora. Ma sappiamo che Fondazione cinema per Roma trova un braccio operativo nel Kino , un cineclub del Pigneto molto attivo che con alcuni suoi soci ha partecipato al bando di gestione del cinema ; potrebbero quindi (d’obbligo il condizionale) ritrovarsi ad essere i reali gestori senza bisogno di aver vinto il bando;

 

 

– E le clausole di garanzia su cui si sarebbe impegnata la coop sociale vincitrice?

 

 

È ipotizzabile che tali clausole di garanzia vengano meno;

 

– Non è positivo che la Fondazione porterà in periferia la Festa di Roma?

 

 

Certamente, ma cosa porterà nel resto dell’anno ? Quale rapporto riuscirà ad instaurare con il territorio, questa fondazione di designazione politica? Svolgerà una normale programmazione con 4 spettacoli al giorno per le tre sale? Darà ascolto alla voce del quartiere, così come obbligatoriamente richiesto alle coop sociali? O sarò solo un momento celebrativo e di rappresentazione istituzionale e politica?

 

– L’assessore Marinelli e Fondazione cinema per Roma parlano della nascita di un vero e proprio distretto del cinema, ovvero?

 

 

Il comunicato stampa recita così: “ Un triangolo di strade dal fascino retrò, come recentemente ricordato sulle pagine del New York Times. Un luogo abitato e frequentato da giovani e da artisti, da studenti e professionist i, dove la storia del cinema convive con una romanità in continua trasformazione. La cultura o meglio le culture diverse qui si incrociano, scalpitano, fanno notizia e sperimentano equilibri.” Una visione molto suggestiva, che sa guardare oltre lo spaccio, il degrado, la sporcizia, la povertà e le tensioni sociali del Pigneto.

L’immaginazione al potere!!

 

 

– Qual è un’alternativa a queste decisioni?

 

 

Il rispetto della legge e lo svolgimento di un nuovo bando di gara, dove il concessionario possa esser scelto per meriti e qualità degli impegni assunti, e non in forma diretta e senza controlli, e su decisioni prese nelle stanze della politica. Vogliamo l’esercizio di un iter amministrativo trasparente che si svolga in parallelo con un iter partecipato e democratico.

Semplice e regolare.

 

 

Progetto Arthouse Pigneto