Lo zio Boonmee che si ricorda delle sue vite precedenti

Lo zio Boonmee che si ricorda delle sue vite precedenti

Titolo originale: Loong Boonmee Raleuk Chaat

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Interpreti: Thanapat Saisaymar, Jenjira Pongpas, Sakda Kaewbuadee, Natthhakarn Aphaiwonk, Geerasak Kulhong

Origine: Thailandia, Spagna, Germania, Gran Bretagna, Francia, 2010

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Distribuzione: BIM

Durata: 114' 

 

 

Lo zio Boonmee (Thanapat Saisaymar ), un uomo di circa sessant’anni gravemente malato, decide di trascorrere i suoi ultimi giorni di vita immerso nella natura della sua casa di campagna. Ad accudirlo ci sono sua cognata Jen (Jenjira Pongpas – Syndromes and a Century) e suo nipote Tong (Sakda Kaewbuadee – Syndromes and a CenturyTropical Malady , Deep in the Jungle , The state of the world) oltre all’aiuto di un giovane infermiere. Ma ben presto il paesaggio bucolico sarà teatro di inattese apparizioni soprannaturali, come i fantasmi della sua vecchia moglie e di suo figlio entrambi deceduti molti anni prima. Il figlio di Boonmee è ora diventato una sorta di spirito della foresta, e si presenta con le sembianze di una scimmia dagli occhi spiritati. A loro si aggiungono il ricordo di un misterioso pesce gatto e di un bue che insegue la sua libertà. Boonmee deciderà di iniziare il suo ultimo viaggio attraverso la foresta entrando dentro una antica caverna, forse il luogo della sua prima nascita, prima di accettare il suo destino.

  

Liberamente ispirato al libro del monaco buddhista Phra Sripariyattiweti, che parla appunto di un uomo che viene chiamato Boonmee e che ha la facoltà di ricordare le sue vite precedenti, il film di Apichatpong Weerasethakul (Mysterious object at Noon, Blissfully YoursTropical Malady , Syndromes and a Century) si inserisce idealmente nel più ampio progetto multimediale che il cineasta porta avanti: il Primitive project, di cui fanno parte anche installazioni , cortometraggi e pubblicazioni. Tale progetto intende scavare nel passato e nel presente (sia storico che spirituale) di un piccolo territorio a Nord della Thailandia chiamato Nabua, reinventandone la configurazione attraverso l’arte. Il film ha vinto la Palma d’oro al 63° Festival di Cannes convincendo una giuria presieduta da Tim Burton.  

(P.M.)

 

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Un commento

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    Il consiglio che posso darvi è di andarlo a vedere a stomaco vuoto. Ieri sera 200 grammi di gnocchi al pesto mi hanno precluso la visione di buona parte della raffinata pellicola.