LOCARNO 65 – Lo Schermo del Mondo

Channing Tatum si spoglia in Piazza Grande per Steven Soderbergh e il suo Magic Mike, tra le anteprime più attese del cinema all'aperto di Locarno 65, ma sull'enorme schermo davanti agli 8000 posti sotto il cielo, dopo il film d'apertura (The Sweeney di Nick Love con Ray Winstone) scorreranno, tra gli altri, anche Kirsten Dunst in Bachelorette di Leslye Headland, Anthony Wong nella saettante produzione Milkyway Motorway (diretta dal Soi Cheang di Accident), Vincent Lindon e Emmanuelle Seigner per Quelques heures de printemps di Stéphane Brizé, Cate Shortland con LorePaul Dano insieme all'incredibile cast di Ruby Sparks, e Quentin Dupieux col suo ultimo Wrong.
In Concorso 19 lungometraggi, di cui 13 in prima mondiale, tra cui il nuovo lavoro di Joao Pedro Rodrigues e quello di Edoardo Gabbriellini, Padroni di casa, con Elio Germano, Valerio Mastandrea, Gianni Morandi, Valeria Bruni Tedeschi, senza dimenticare l'interessante nuovo film di Bradley Rust Gray, Jack and Diane
Tra la selezione di Cineasti del presente (Concorso per opere prime e seconde) fa invece piacere ritrovare il nome di Antoine Barraud, con Les Gouffres.

Ecco, il cinema francese colonizza un importante spazio delle proiezioni, se pensiamo al Pardo d'Onore assegnato a Leos Carax in sua presenza, che porta con sé una retrospettiva completa delle sue opere sino all'ultimo Holy motors (le altre rassegne imperdibili sono quella su Johnnie To, Pardo alla Carriera, con i due Election, PTU, e l'ultimo Life without principle, e la benemerita retrospettiva integrale su Otto Preminger), mentre invece Bertrand Bonello partecipa Fuori concorso con Ingrid Caven, Musique et Voix. Fuori concorso da segnare in agenda anche le proiezioni di Sarah Morris (Rio), Naomi Kawase (Chiri), Raya Martin (The great cinema party, per il Jeonju Digital Project), e soprattutto Age is… del recentemente, e malauguratamente, scomparso Stephen Dwoskin.

Tanti gli omaggi, con relativo miniciclo di proiezioni: Arnon Milchan, Charlotte Rampling, Alain Delon, Harry Belafonte, Peter-Christian Fueter, Naomi Kawase, Sarah Morris, Dino Risi, Hannes Schmidhauser, Ben Wheatley, Renato Pozzetto, Ornella Muti, Krzysztof Zanussi, Samuel Fuller, Robert Aldrich (con una copia integrale di Ultimi bagliori di un crepuscolo…). E poi l'Africa francofona subsahariana della sezione Open Doors, con opere di cineasti come Abderrahmane Sissako, Claire Denis, Ousmane Sembène, Souleymane Cissé, Idrissa Ouedraogo.

“Cinema allo stato puro”, afferma con orgoglio il Direttore Olivier Père: “Il Festival di Locarno ha sempre offerto, sin dai suoi albori, l’immagine di una manifestazione cinefila, curiosa e audace, attenta alle nuove correnti estetiche, ai flussi geografici, alla comparsa di giovani artisti, spesso un luogo in cui esplorare e precorrere i tempi. Il cinema è in perenne movimento, e oggi è ancora più appassionante osservare i mutamenti e le rivendicazioni che lo animano, i passaggi dalla pellicola al digitale, dalla finzione al documentario, dalla dimensione intima alla dimensione collettiva, dalla sfera poetica a quella politica. Ancora una volta il Festival del film Locarno dimostrerà in occasione della sua 65esima edizione di essere il festival del cinema, di tutto il cinema”.
La scelta del presidente di giuria non potrebbe andare maggiormente in questa direzione: Apichatpong Weerasethakul è un artista del cinema nella maniera e nella forma più piene e varie – il suo ultimo, strepitoso Mekong Hotel lo dimostra: per chi l'ha perso a Cannes, anche questo viene proiettato a Locarno.