LOCARNO 66 – "La mia ossessione per il piano sequenza", Corneliu Porumboiu racconta "When Evening Falls on Bucharest or Metabolism"

corneliu porumboiu

Il regista rumeno porta a Locarno un film denso di teoria, che riflette sul ruolo del regista nel momento dell'avvenuto passaggio dall'analogico al digitale. Insieme ai produttori e agli interpreti, Bogdan Dumitrache e Diana Avramut racconta il lavoro sul linguaggio e le scelte stilistiche che – dice – "sono sempre atti politici"
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corneliu porumboiuDopo l'intenso documentario portoghese E Agora? Lembra-me e il peruviano El Mudo, il Concorso internazionale tocca il cinema rumeno con When Evening Falls on Bucharest or Metabolism di Corneliu Porumboiu.

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Il regista di A Est di Bucarest porta a Locarno un film denso di teoria, che riflette sul ruolo del regista nel momento dell'avvenuto passaggio dall'analogico al digitale. Lo racconta assieme ai suoi produttori e agli interpreti, Bogdan Dumitrache e Diana Avramut.

 

Perchè un film proprio su un filmmaker?

Corneliu Porumboiu: Era un progetto che accarezzavo da tempo, che mi dava modo di riflettere su alcune questioni che avevo a cuore. C'è chiaramente una dimensione autobiografica e in un certo senso documentaristica che emerge nella documentazione quotidiana delle riprese, delle conversazioni su come impostare una scena, sul dialogo con gli attori.

E' un film che dà sempre l'idea di poter essere qualcosa d'altro, che si fa da sè mentre giri e a seconda di una decisione puo' cambiare direzione. Mi ha permesso di esplorare la mia ossessione per il piano sequenza, una scelta stilistica che è sempre anche politica e per me il film nel suo raccontare la condizione del regista è un atto politico. La scena d'apertura, con il piano sequenza in auto, ha richiesto due giorni di riprese, ma è soprattutto nel lavoro fatto con gli attori prima di girare che si è lavorato molto sul linguaggio. C'è stato sempre uno scambio anche con loro, tanto che Bogdan ha anche diretto una scena durante le prove.

 

 

Quanto ha sentito l'influenza di Antonioni in questo progetto?

Corneliu Porumboiu: Antonioni è stato molto importante, è uno dei miei registi preferiti. Pochi hanno come lui la capacità di raccontare cio' che ci sta attorno con la sua stessa lucidità.

 

 

Nel film si racconta di un'attrice che viene dal teatro ed è al suo primo film come accade nella realtà a Diana Avramut, protagonista al suo esordio sul grande schermo. Cosa dà un attore abituato a stare sul palcoscenico al cinema? Il cinema rumeno sta vivendo una grande stagione anche per questo scambio con il teatro?

Diana Avramut: Per la mia esperienza, posso dire che una volta tornata al teatro dopo le riprese del film, ho sentito che quest'esperienza mi aveva cambiato, mi aveva reso piu' naturale nell'approccio al alla recitazione. Mi sono sentita piu' a contatto con la mia interiorità, meno intimorita dalla possibilità di commettere errori. E' come se il cinema mi avesse aiutato a guardarmi. 

Corneliu Porumboiu: in realtà non è una scelta quella di prendere attori provenienti dal teatro ma l'unica condizione possibile visto che tutti gli attori rumeni vengono da li'. Per me si tratta soprattutto di una questione di metodo, del lavoro che si fa sulla biorafia del personaggio e che va condiviso tra interprete e regista.
 

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