#Locarno68 – Barbet Schroeder e Marthe Keller portano Amnesia in Piazza Grande

Dopo essere passato fuori concorso a Cannes, arriva anche a Locarno nella sezione Piazza Grande Amnesia, l’ultimo film di Barbet Schroeder. Oggi il regista è a Locarno assieme ai protagonisti Marthe Keller e Max Riemelt, rispettivamente nei panni di una donna che vive a Ibiza da 40 anni e del suo giovane vicino di casa, un musicista berlinese venticinquenne, che presto diventeranno amici ma dietro di loro si nasconde un oscuro segreto.

La Storia, la memoria, gli orrori del nazismo hanno un peso fondamentale: “Ho scoperto – ha detto Schroeder – la storia dei convogli di bambini ebrei mandati da Himmler in Svizzera per negoziare denaro. Per il film, da un punto di vista storico, ho fatto diverse ricerche e le fonti si possono rintracciare sul sito del film, www.filmsdulosange.fr. Tra questi c’è anche un link di un’intervista ad Hannah Arendt in cui spiega come ha smesso di parlare nella sua lingua madre dopo essere emigrata e dello choc che ha avuto dopo aver saputo dell’esistenza dei campi di concentramento nel 1945. C’è poi un altro link con la lista completa anche dei piccoli campi di lavori forzati che esistevano in tutta la Germania”.

marthe keller e max riemelt in amnesiaNel film poi Ibiza ricopre un ruolo decisivo, non tanto come fuga, ma proprio come paesaggio di un’altra vita. E l’isola spagnola era già stata al centro di un suo famoso film del 1969, More: “A Ibiza ci vivo diversi mesi l’anno da quando ho 14 anni. Mia madre è proprio vissuta in quella casa, abitata nel film da Marthe Keller, per diverso tempo. Dopo il successo di More, sull’isola sono arrivati i charter con la gente che voleva vedere dal vivo le scenografie di quel film e che amava ripiombare nelle atmosfere di sesso, droga e rock’n roll. Da allora poi si sono moltiplicati i locali e negli anni ’90 è arrivata anche la musica elettronica”. Sembra serio, ma invece non lo è: “Ovviamente stavo scherzando; non è stato il mio film a portare il turismo a Ibiza”.

Sulla scelta del titolo: “Non faccio film per lottare contro l’oblio della Storia. Mi interessa invece studiare i personaggi con le loro contraddizioni e angoscie. Il personaggio di Marthe Keller rifiuta l’amnesia ma poi la ritrova quando ricomincia a parlare in tedesco”. I due protagonisti diventano intimi anche se c’è una grossa differenza d’età che li divide: “Dovevo mostrare una storia d’amore molto affettiva con molte cose non dette. E questo ha richiesto un grosso lavoro sia a livello di scrittura che di recitazione. Ho così utilizzato due macchine da presa incrociate per poter mostrare anche le reazioni dei due personaggi anche quando non erano inquadrati”.

Infine Marthe Keller, la celebre protagonista di film come Tutta una vita, Il maratoneta, Fedora e Oci Ciornie ha parlato anche della presenza di tracce autobiografiche: “La storia di Barbet è vagamente basata su quella di sua madre. E anche mio padre prima era un cittadino tedesco e poi è diventato svizzero. La scena tra la protagonista e la madre del ragazzo somiglia a un episodio a cui ho assistito quando avevo 9 anni. Poi, quando avevo 20 anni, una volta stavo su un autobus, guardavo alcuni uomini e mi chiedevo quali azioni avrebbero potuto aver fatto nel loro passato”.