#Locarno71 – Conversazione con Ted Hope

Abbiamo ascoltato Ted Hope, il più famoso produttore indipendente del Pianeta con all’attivo oltre 70 film, che attualmente lavora con Amazon. A lui il premio Raimondo Rezzonico 2018

Ted Hope è probabilmente il produttore cinematografico indipendente di maggiore notorietà, con i suoi 70 film all’attivo, certamente quello con dei criteri di scelta riguardo i titoli su cui investire più originali. Sin dalla sua prima casa di produzione, Good Machine, poi confluita in Universal, il produttore americano ha sempre seguito delle regole, delle vere e proprie mappe da seguire, da compilare ogni volta si ha in mente di intraprendere dei nuovi progetti, liste da aggiornare continuamente, e non solo riguardo al cinema ma ad ogni aspetto dell’esistenza.

“Ho scritto una lista su quali fossero le regole da seguire per portare un film al Sundance. All’inizio lo facevo per ridere, poi mi accorsi che c’era dentro una certa verità. I Festival cinematografici creano delle tendenze, che sono riscontrabili in molti film. Le cose pero cambiano velocemente, le liste diventano obsolete e non vanno più bene. Quella delle liste è diventata una specie di ossessione, ne ho centinaia che rivedo continuamente. Tutti, cineasti, produttori dovrebbero considerare questo strumento.”

La sua attuale collaborazione con Amazon gli ha dato modo di lavorare con un ambiente di lavoro per certi versi differente, con un’architettura aziendale gerarchica, con una spiccata visione decisionale, una caratteristica che il produttore confessa di sentire propria, ricordando di quando durante l’infanzia per giocare a baseball doveva percorrere molti chilometri per recarsi al campo. Allora organizzava insieme agli amici del quartiere, come promotore, i viaggi verso il posto in cui avrebbero finalmente potuto giocare. Prendeva l’iniziativa, perchè gli altri semplicemente stavano a guardare. In Amazon dichiara di aver ritrovato quello spirito.

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“Quando sono entrato ad Amazon il responsabile della sezione Cinema voleva dei film ambiziosi, che dovevano vincere dei premi. Io non avevo questa ossessione. Dal punto di vista aziendale c’è la tendenza ad incasellare i film, mentre loro richiedono una personalizzazione. In Amazon oltre alle regole c’è anche la possibilità di trasgredirle. Oggi si prova a prevedere cosa farà un film, se avrà un buon riscontro al box office. Per Manchester by the sea, che fece il suo debutto al Sundance, eravamo fiduciosi, ma il successo del film ha superato ogni rosea aspettativa. E comunque anche i metodi di rilevamento e le procedure del passato non funzionano più. L’ingresso sul mercato di nuovi dispositivi di fruizione, con tempi differiti di distribuzione, sposta anche il momento in cui fare il bilancio di un film.”

Questa che viviamo è l’era della sovrabbondanza, ma i festival restano centrali, per la loro capacità di selezionare tra una cinematografia sterminata che ormai arriva da ogni angolo del pianeta. L’importante è sperimentare nuove soluzioni, nuove sfide, qualunque tentativo di fornire una nuova prospettiva. Hope aggiunge che bisogna guardare dappertutto, all’Asia ma anche nella stessa America, dove pero il sistema è molto radicato, e i film si fanno per essere venduti. Un modo diverso di lavorare che si vede soprattutto nei film d’autore.

“A Venezia saremo presenti con Suspiria di Luca Guadagnino e con Peterloo di Mike Leigh, un film storico ma fortemente contemporaneo pur se ambientato nel passato. Questi due film hanno un respiro internazionale, gli altri hanno una dimensione più regionale, ma comunque viaggeranno per il mondo. I film fanno ridere o piangere, questo è un buon test per stabilire se il pubblico è composto di robot o di esseri umani.”

Qualche suggerimento di lavoro: per selezionare bene una sceneggiatura è importante lavorare con dei partner per affinare la confidenza con il copione. Averne a disposizione più versioni permette di capire come posizionarlo rispetto al mondo e rispetto al pubblico. Secondo: scegliere bene le persone a cui inviare il copione, soprattutto agli inizi è meglio coinvolgere qualcuno altrettanto motivato e disposto a sostenervi ed a condividere i rischi dell’impresa.

“Cosa amate nel Cinema? Il mondo del cinema non è affatto pieno di gente disinteressata, tutt’altro. Come sopravvivere? Cercate di esserne consapevoli e di andare avanti. Bisogna chiedersi quali sono le cose importanti. Riconoscere le persone diverse da noi, arrivisti e gente avida di denaro, ed evitarle, per tenersi vicino quelle a noi simili e motivate da un ideale molto più nobile che il semplice successo.”

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